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Full text of "Legge Casati Numero 3725 Del 13 Novembre 1859"

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N.* 285 


TorìnoaUa Tip. G. FAVALE e C., via 
Gambero, n. 1. — Provincie con man¬ 
dati postali affrancati ( Milano e Lom¬ 
bardia anche presso Brigola). — Fuori 
otato alle Direzioni Postali. 



& iemale Ufficiale dei 



1859 



_ 


Il prezzo delle associazioni ed inserzion 
deve essere anticipato. — Le associa¬ 
zioni hanno principio col primo e col 
tedici d’ogni mese. — Interzi oni 35 cent, 
per linea o spazio di linea. 




PREZZO D’ASSOCIAZIONE 

Per Torino i . e . 9 

• Provincie, Toscana e Romagna 

* testerò [frunc* ai •enftni) . 


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Venerdì 18 Novembre 


PftTlZZO o VI' ‘'JUMONS <.<•# ti*mitre Wrimtt 

Stati Austriaci, e Francia. . . . L, 80 M M 

— dotti St 4 itl per il solo giornale senaa 

lR«n:lico'itl(!cl Parlaraontoirra*»**! • 5A M W 

Inghilterra.Sriaieta, Belgio, Stato Romanoi HO 7» 16 


mal 


O&Mrvt&zUni meUerHegicht fatte alla Speso'» deli» Pittale Accademia dì Tarine, «legata metriilò tepra il livelle tM mare» 


Saromatro a nUllìmo^H 

Terni, ecnt. unito al Bari 

Tonisi, cèni «stornò al N. 

Min, dell?* notte 

A nt»mo««c -5 

matt. ore 9 

^38,80 

mezxotUJ 

738,72 

aera ore 8 
738.76 

matt. ore 9 

t 26 

mczzodia 

t 4.1 

sera ore t 

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urne, ore 9 

f 2,0 

i mezzodì 

t 2,6 

sera ore £ 

I 1,8 

- 3,7 

insti, ore 9 

s,o. 

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N.E 


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Stato dell’atmosfera 


matt. ore * 

Coperto nebb. 


raesxodl 

Nevischio 


Ber» ore S 

Annuvolato 


PARTE OFFICIALE 


TOSINO, 17 NOVEMBRE 1859 




Relazione a Sua Maestà 

intorno al riordinamento del? istruzióne pubblica 1 . 

Siro , 

Se v’ ha una parte della pubblica Amministrazione 
che più urgesse assimilare nelle antiche e nelle nuove 
Provincie del Vostro Regno , quella è certo che con¬ 
cerne l’ordinamento dell’ istruzione. Perocché toccando 


Rettori sono circondati dal lustro che si addice a capi 
dei Corpi accademici, e scelti fra i Professori annual¬ 
mente affinchè in si elevato grado possano alla lor 
volta avere i loro rappresentanti tutte le facoltà degli 
studi. 

$ Alle scuole secondarie classici ed all’ istruzione 
J tecnica in ciascuna Provincia continuerà a presiedere 
un Regio Provveditore, al quale , mentre si attribuì 
maggior dignità, conferironsi eziandio poteri più lar¬ 
ghi che per lo passato affine di lasciarne più libera e 
più immediata razione in tutto ciò che si attiene agli 
interessi locali. 

Per ciò che riguarda gli studi primari la vigilanza 

_ . .. _ • _ • _ -__ « « TW- tn rkln ori nn 


essa i più delicati interessi delle famiglie o della so- i Per ciò che riguarda gli studi primari la viglimi*» 
cietà, ed esercitando tanta influenza sulla coltura e $ venne commessa pure in ciascuna Provincia ad un Re¬ 
flui costumi de] nftPSA . sarAhhA rvov. «..rva-rri/ln. < o>ir> TunotlNvo HaI minlA narimenti si allargarono lo 


norme ed al medesimo indirizzo. 

Al che si aggiunge che, da tutte parti e ripetuta¬ 
mente invocata, la informa d’ogni ramo del jiubblico 
insegnamento diventò da qualche tempo oggetto di 
universale desiderio il quale por molte cagioni, che 
Qui non è opportuno discorrere, non potè fìuora aver 
compimento. 

Molte ed utili innovazioni vennero bensì dal 1848 in ' 
poi introdotte mano mano ne’ varii ordini di studi; e ! 
nessuno negherà che a grado a grado sierisi miglio- ij 
rati i metodi d’insegnamento, siasi diffusa l’jstrazióne 
popolare e la professionale, siasi avvantaggiata, la con¬ 
dizione degl’insegnanti, essendo anzi questa una delle 
piu belle glorie del Vostro Regno ed uno de’più be¬ 
nefici effetti delle libere istituzioni che ci reggono. 
Ma il sentimento pubblico non si sente perciò ancora 
appagato ; ed uno de’ più generali e fondati lamenti è 
tuttavia che il nostro paese difetti d’ una compiuta 
*°&ge organica, la quale abbracci tutte le massime che 
regolano i varii rami dell’ istruzione, le metta iu ac¬ 
cordo , e svincoli gli amministratori e gl’ insegnanti 
dall» ingrato obbligo di aggirarsi per un labirinto di 
L®ggi parziali, di Decreti e di Regolamenti, d’Istru- 
Z10 n, ’ affi ne di sapere quali siano lo vie da seguire ! 
nell esercizio delle proprie funzioni e neU’aderapimento \ 


de’ propri! doveri. 

La quale mancanza di unità, se già era gravo nelle 
Rnucno provincia dello Stato, si fa cg>?i viemma&srior- 
mente sentire per l’annessione della Lombardia^ dove 
1 pubblioi studi furono sinora ordinati con ben altri 
intendimenti da quelli che si convengono alle nostre ; 
politiche istituzioni. 1 

Ond’ è che il Governo di Vostra Maestà non avrebbe 
potuto piu lungamente differire 1’ opera della riforma 
senza esporre il paese alle incertezze ed alle disfor¬ 
mità d’ un mal connesso sistema , nè lasciare più "a 
luugo che mancasse un fermo indirizzo in cosa di tanto ì 
momento. 


| e lo stipendio, affinchè a tale ufficio possano esser 
ij chiamati uomini veramente segnalati per capacità, per 
esperienza e per autorità morale. 

Il Provveditore poi e l’Ispettore sarebbero assistiti 
nell’adempimento delle loro funzioni da un Consiglio 
provinciale per le scuole costituito per tal forma da 
offrire sicure guarentigie pel buon andamento della 
amministrazione ed autorevole competenza nelle ma¬ 
terie d’insegnamento. Inoltre in ogni Circondario ver¬ 
rebbero coadiuvati da Ispettori locali, che terranno 
luogo de’cessati Provveditori mandamentali e dovranno 
colle assidue loro visite nelle scuole contribuire effica¬ 
cemente a migliorarle. 

Venendo ora alla parte più essenziale della^riforma, 
che è quella degli ordini scolastici, nessuno ignora 
come la libertà d’insegnamento sia stata da alcuni 
anni il tema favorito di quanti si occuparono di istru¬ 
zione. Molto si è detto e scritto, molto ai parla e si 
scrive tutto giorno in favore e contro questo princi¬ 
pio, nella discussione del quale non sempre trovò luogo 
la ragione riposata o tranquilla, ma talvolta le pre¬ 
giudicate opinioni, gl’interessi di classe, le suscettività 
di parte valsero a con fondere in istrano modo le idee 
r 6 alterare la verità. Ad ogni modo, dopo tanto di- 
; sputare, ciò che rimase evidentemente provato si è che 
nelle odiorne politiche condizioni dello Stato, mentre 


Ì lo spirito di libertà è il vivificatore della società, men¬ 
tre ad esso informatosi i codici o tutto le applicazioni 
dall’umana onerosità, sarebbe incomportabile contrad¬ 
dizione il soffocarlo e l’escluderlo quando si tratta di 
5 insegnamento. 

Al principio di libertà doveva pertanto inspirarsi il 
nuovo ordinamento, anche per conformarsi agl’inten- 
dimonti del Parlamento il quale nella gravo discus¬ 
sione sulla Legge del 22 giugno 1857 lo riconobbe es¬ 
pressamente e proclamò che esso sarebbe posto ad atto 
nelle leggi speciali che dovevano regolare i diversi 
fami dell’istruzione. 

Ma a proceder con sicurezza era dovere del legisla- 


momento. , , ìu.<» „ pi UWUOr uua sicurezza era dovere uei logisia 

Eppertanto il Ministro riferente, appena assunta la « ^ ore anzitutto spogliarsi di ogni maniera di precon- 
amministrazione che piacque alla Maestà Vostra di S mdizi > 0 determinare il vero e preciso valore 

affidargli, ancorché non si dissimulasse) la somma dif- di questa libertà , il grado della medesima per ogn 


affidargli, aneorehè non si dissimulasse la somma dif¬ 
ficolta dell impresa , stimò dover suo d’accìngersi ad 
fitv?’ Odiandosi-di renderla, più agevole col giovarsi 

flii ?«nnn? n ?' e d ? lla tì P 0r ! 0 » z » dì uomini i cui con¬ 
sigli sono i piu autorevoli in siffatte materie. 

E P® r prima cosa riputò necessario coordinare l’Am¬ 
ministrazione centrale e locale dell’istruzionedi a-ui?i 
che , lasciando sussistere dell’ antico tutto nnWAi» 
pratica aveva mostrato opportunoi rispoadesae m^l o 
allo esigeste dello Stato ampliato e veutaf a emn - 
flcarsi e ad Invigorirsi di nuovi elementi sema che 
questi avessero a generar confusione. 

Secondo ili nuovo disegno di legge . al Minidtro 

l°XV°oi K“ te ’ Porgerà aiuto 4g nn Consono 

perlore ,. al q^le vennero aggiunti sette altri membri 


e per l’accresciuta moie degliAffarie mST?» lesse darsi la Preferenze, non fu argomento di moli 
potessero essere rappresentati ed il Ùbero dubbiezze. Una libertà illimitata che è conveniente e 

e le nuove Provincie. Nulla fu mutato r?eflf^S?hn° op P°rtuna in Inghilterra, dove i privati sono da tant 

Zioni di eSSO . le nnull ni , ’ ' belle llttribu- tomnn otrtro7 7Ì a far da aÀ f»IA» pVia altrove è Issointn < 


ordine di studi e il modo di sua applicazione, essendo 
indubitato come la medesima sìa suscettiva di varie 
forme, di modi e gradazioni diverse. 

Tre sistemi principali si offerivano da abbracciare : 
— quello d’una libertà piena od assoluta , la quale, 
come m Inghilterra, esclude ogni ingerenza governa¬ 
tiva , -- quello in cui, come nel Belgio , è concesso 
agli stabilimenti privati di far concorrenza cogli isti¬ 
tuti dello Stato, — quello infine praticato in molti paesi 
della Germania, nel quale lo Stato provvede all’in¬ 
segnamento non solo con istituti suoi proprii, ma 
ne mantiene eziandio la direzione superiore , am¬ 
mettendo però la concorrenza degl’insegnamenti pri¬ 
vati con quelli ufficiali. A quale di questi sistemi vo' 
lesse darsi la preferenza, non fu argomento di molte 


zioni di esso , le quali ài rnot,* nelle attribu- 


tempo avvezzi a far da sè ciò che altrove è lasciato a 
Governo, non potrebbe senza perìcolo esperimentars 
da noi. Anche al secondo sistema possono essere oppo 


accelerare e rendere meno conTniiAo+ó “ u ì da noi. Anche al secondo sistema possono essere oppo 

delle pratiche ordinario sottoposte all a L«o ?,a 10Iie Ì at e gravi difficoltà da chi sì preoccupi dì corte con 
zioni ed al suo parere, si stabilì che nn!! 6 i i dizioni peculiari del nostro paese. Restava pertanto di 

m sezioni rispondenti ai varii ram 1 defiMaf rl P artlrsl ? abbracciare il partito più sicuro, vale a dire un si 

A mantenere poi ferme le doHai^i a f 1 ™ 10110 * ! stema medio di libertà sorretta da quelle cautele che 1 

al Consic-lio Snr»Ai-im-A. a 77an.11.7i» ivr. del Ministro e 1 contengono entro i dovuti confini o da quelle guaren 

tigle che rassicurino e la difendano contro i nemif 
palesi ed occulti i quali la farebbero traviare e ne gun 
sterebbero il frutto. 

Quali ; sieno queste regole e guarentigie apparisc 
dai provvedimenti della presente Legge. In ossa f 
lasciata la più larga libertà all’autorità paterna ; de 
privati furono richieste quello prove di capacità e d 
moralità che possono darò alla società ed alle famigli 
sufficienti guarentigie; ai Corpi morali infiuo fu con 
ceduta bastevole larghezza, perchè possano utilment 

- - «uuHLin hmii muM cBULrmi (noi M • valersi della propria iniziativa e dei proprii mezzi, m 

carnhi H? ane ? ? steso in Vesto senso cho a 1 “ V *?, t . u ‘ 61 '* dell’Autorità che loro concedo e man 

oenarA^ P or ^ ftre 9 sostenere davanti al Consiglio Su- : 6 l esi8 ‘' 0uza civile. 

periore le aenuaA n»».. —” 1 -• Negli studii universitari è aperto 1 adito al libe 1 * 


del Consiglio Superiore, a vegliare »iiw Ministro e 
Leggi e <fei Ueghamonti, rfromovè^SyÌ“ M de i! e 
menti che di mano in mano si rawisnaaLv, Ha° vvedl b 
all’ incremento degli studi, furono conSvaS°T S Ìf nÌ 
Ispettori generali delle scuole secondarie clas^h^ 6 
delle scuole tecniche, normali, magistrali e 

\Ju lì? 6 a ££ iunt0 UQ terzo per 10 Universiià e ?er ÌS? 
Istituti scientifici superiori, l’opera del quale è corUì? 1 

,^ a dal Consultore legale, come l’ufficio dcgli^itri ^ì 
giova dell assistenza di tre Ispettori subordinati. S1 

HAfìn?+?i tribuzioni del Consultore legale, il quale vìen ft 
^ ìtl I amente add0 tto agli uffizi centrali „del MinU 


funque SJKSS mo ? se contro gl’ inscgnanuTi q^I 
a pronuncile mancamen ^ d0Ì Q uali è chiamato 

MCtoo (u “oteodo^T' 6 q,,el L»-tu»!* 

degl’insegnanti stessi affina Sf r l^oarentìgia 

spetto che chi introducf, ^^ 1 rimover0 p0 |: flno t 11 so ' 
aver l’animo preoccupato^ ?°^l° dÌ 003lpo8sa 

sarsi degl’ispettori che per ufflHffH K^ 0 talora pen- 
la condotta. Nel qual^ nwdo rt™^ h ì° no ! nvl # llarne 
gllo alla dignità dcgl>? 8 r)Atton P AhI Vede 0Zluudl °; 
nella condiziono di aver a sostenni ^ n ?,“ trovansi piu 
di accusatori. sostenere l’ingrato ufficio 


I 


insegnamento col dare così agli insegnanti ufficiali 
come ai dottori delle facoltà ed a quanti forniscali 
prova di speciale attitudine ,11 diritto di far corsi pr. 
vati, affinchè ciascuno abbia;'nodo di manifestare 
proprio valore, e i giovani sien tratti ad udirli piui 
tosto dal merito individuale dell’insegmante che no 
da un articolo di regolamento. — : I professori si d 
stinguor*Q pertanto in ordinarli, straordinari! e liber 
Le materie più importanti e generali s’insegnano df 
6* 1 ordinarii; le specialità delle scienze da professo 
straordinarii: e ciò quanto allo Stato. Gl’insegnanti 1 


Il governo delle Universilò à . ì beri Poi professano qualunque ramo di scienza - 

subordinatamente ad ossi f ,i n, a ; d -, a ^ a attori e , ’ meglio risponda ai loro studii e pel quale abbinn di 
1 au ossi, ai Piesidi delle facoltà. I le necessarie prove di capacità. 


Dalla libertà dell’insegnftre^deriva la conseguenza 
della retribuzione dei corsi e la convenienza di lasciaro, 
salve poche eccezioni, agli studenti la facoltà di rego¬ 
lare il corso del proprii studi!; 1 )giacché" sarebbe iliu- 
soria'rapplieazione di quel principio ove l’insegnamento 
ufficiale fosse gratuito e lo'studente non avesse l’ar¬ 
bitrio di seguitare il corso ufficiale od il libero ; secondo 
l’ordine che gli convien meglio. Anche negli esami si 
dovette di necessità far di guisa 1 che l’insegnamento 
libero vi fosse rappresentatole che essi non versassero 
più solo sopra frazioni di trattati, ma su tutta intiera 
la materia d’un corso. Vinta fpoi la prova in caduto 
corso, il candidato si presenterebbe agli esami di lau¬ 
rea nei quali tutte insieme ripetendo le materie stu¬ 
diate, darà non fallace saggio ch’egli possiede ed ab¬ 
braccia compiuto il ciclo della scienza a.cutoattende. 

Nello statuire intorno ai centri degli studi univer¬ 
sitari! prosentossi per prima questione la soppressiono 
dell’Università di Sassari, grave .e delicata questiono, 
come quella che tocca la suscettività e gl’interessi di 
una parte nobilissima dello Stato. * : 

Dopo maturo osarne di'Commissioni specialmente 
incaricate, il Ministro esponente dovette convincersi 
che il voto più d’una volta'espresso e dal Parlament o 
e dalla stampa di sopprimere quella Università era 
fondato su troppo validi motivi e troppo conforme al 
vero bene dell’istruzione perchè'si'avesse! a soddisfar?. 
Due Atenei per la sola Sardegna sono evidentemente 
fuori d’ogni proporzione colla poDolazione e coi biso¬ 
gni dell’Isola, ai quali coliamola Università di Cagliari 
sarebbe già assai più largamente provveduto elio non 
negli Stati del Continente. E per vero, mentre per tutto 
le altre Provincie del Regno, compresa la Lombardia, 
con circa sette milioni e mezzo d’abitanti, reputausi 
più cho sufficienti tre'Università , alla Sardegna con 
cinquecento mila abitanti come non potrebbe, bastare 
una sola? A ciò .risponde eloquentemente il .numero 
degli studenti .delle due attuali Università sarde , il 
quale nell’ultimo decennio andò così sensibilmente 
decrescendo da ridursi a meno della metà, sicché se 
gli alunni accagliavi nel 1849-50 erano 549 si restrin¬ 
sero a 187 nel. 1857-58; ed a Sassari che erano 378, non 
furon più che 130. 

Sopprimendone una, si avrà più facile modo'di re¬ 
staurare ed ampliare l’altra a vantaggio di tutta l’Isola; 
e mentre d’altronde , colla facoltà lasciata ai liberi do¬ 
centi, il danno di Sassari sarebbe già menomato, il 
Governo di Vostra Maestà procaccia di darle equo com¬ 
penso ordinandovi compiuti stabilimenti d’istruzione 
secondaria classica e professionale, e volgendo a be¬ 
nefizio degli studi la dotazione dell’tUniversilà che , 
incompiuta e ormai continuamente scadente, non ia- 
vrobbe più potuto esserle profittevole e di lustro. 

Delle quattro Università che sono conservate nel 
regno, solo quella di Torino possederà compiuto il corso 
della facoltà di Filosofia e Lettere ; e quello di egual 
natura cho apparterrebbe ali’Univeisità di Pavia, sarà 
istituito a Milano. L’esperienza ha dimostrato che sif¬ 
fatti corsi, i quali debbono in certo modo servire di 
scuola normale per coloro che si destinano! all’inse¬ 
gnamento nelle scuole secondarie, non possono pro¬ 
sperare che nei grandi centri di popolazione, essendosi 
avverato che a Genova e a Cagliari il numero degli 
alunni di poco avanzerebbe quello dei professori. 

Al corso che si stabilisce iu Milano>i rannoderanno 
altri insegnamenti scientifici e letterari i quali trove¬ 
ranno degna sede ed acconci mezzi di svolgimento in 
quella metropoli, 0 contribuiranno ad accrescere il 
lustro e la coltura della Lombardia. 

Un istituto universitario a Ciamberì renderà sod¬ 
disfatti i legittimi voti già espressi ripetutamente a 
questo riguardo dalle transalpine provìncie. 

Per ciò che riguarda gli studi secondari classici, 
l’opera rlformatrice presentava forse più gravi diffi¬ 
coltà e per la peculiare indole loro 0 per i diversi 
difetti che erano da omendarsi nelle antiche e nelle 
nuove Provincie. In quelle era generale lamento che 
le scuole classiche, soverchie di numero, non fossero 
all’ altezza a cui giunsero in altri Stati ; In queste in¬ 
voce deploravasi un lusso d’insegnamenti che si di¬ 
cevano sproporzionati coll’età e coi bisogni degli alunni. 
Per far ragione a ciò che vi era di fondato in siffatti 
lamenti, fu giudicato opportuno far rivivere una di¬ 
stinzione negli studi secondari che aveva fatto buona 
prova in altri tempi. 

Si divise l’insegnamento in due gradi da darsi in 
due differenti ordini d’istituti chiamati Ginnasi c Li¬ 
cei, nome popolare in Italia al quale son collegate me¬ 
morie d’illustrazioni letterarie e scientifiche. Nei Gin¬ 
nasi, in un periodo di cinque anni, saranno insegnate 
tutte le materie che servono di preparazione agli studi 
filosofici ; ne’ Licei, in un periodo di tre anni, saranno 
insegnati gli elementi della matematica, della fisico¬ 
chimica, della storia naturale, la letteratura classica e 
la filosofia. I Ginnasi, numerosi quanto richiede il bi¬ 
sogno dei diversi Circondari, saranno mantenuti, salve 
le eccezioni create dal precedente stato di cose, a speso 
dei Comuni ; i Licei invece , ristretti a poco numero e 
forniti di gabinetti, piccoli musei e di tutti gli altri 
sussidi necessari ad un insegnamento scientifico anche 
elementare, saranno a carico del pubblico erario. Colla 
quale distinzione, mentre si rende il primo grado del- 
l’istruzione secondaria classica accessibile al molto 
numero dei giovani che vi si avviano, quello superiore 
dato in pochi istituti da scelti insegnanti e protratto 
d’un anno di corso , potrà in breve raggiungere quel- 
1’ altezza che è nei desideri! di qyantl hanno a cuore 
la coltùra nazionale. 

Non si potrà entrare in Ginnasio od in Liceo, nè 
far passeggio dall’uno all’altro senza esame d’ammes- 
sione. Il giovane che avrà compiuto il corso ginna¬ 
siale, riporterà un attestato di Uoeuza che potrà ter- 


































































































\irgli come’titolo per aspirareinon solo ad essere am¬ 
messo in un Liceo, ma si pure ad alcune carriere. 
Quegli che avrà compiuto il corso del Liceo, otterrà 
pure un diploma che gli gioverà o per intraprendere 
certe determinale carriere o per presentarsi all* esame 
d’ammessione ad un córso accademico. 

Si manterranno tuttavia .e coll’antica denominazione 
i Convitti Nazionali; ma essi saranno retti separa¬ 
tamente dai Ginnasi e dai Licei, distinguendosi per 
tal modo l’uffizio dell’ insegnante e quello dell’educa¬ 
tore 11 che gioverà a rendere più proficuo e l’uno e 
l’altro togliendo di mezzo la difficoltà che non di rado 
B’incontra dHtrovare in bastevol copia persone che 
all’ attitudine dell’ amministratore'; e del direttore di 
stùdi o di'maestro congiungano le sollecitudini amo¬ 
rose di un’padre..* : ■ • • '■ 

Sono pur dati provvedimenti per migliorare la con¬ 
dizione degl’insegnanti e per'riparare a quel difetto 
legislativo per cui negli antichi Stati non era ai loro 
orfani ed alle loro vedove assicurata una pensione. 

Quanto agli Istituti ecclesiastici d’istruzione secon¬ 
daria fu’ mantenuta la legislazione anteriore;; e per i 
privati fu conceduto che possano aprir scuola sempre 
quando, oltre al dar prova d’una specchiata moralità, 
affidino ? gl’ insegnamenti di 'essa ad istitutori muniti 
degli stessi titoli di capacità che si richiedono negli 
insegnanti pubblici. ìv^' J 

L’Istruzione tecnica sarebbe' pure impartita in due 
ordini di stabilimenti : le Scuole tecniche pel grado 
inferiore, gl’ Istituti tecnici pel superiore, colla durata 
d’ un corso triennale in'questi ed in quelle. Tali sta¬ 
bilimenti non sarebbero gran fatto diversi dalle Scuola 
speciali già esistenti negli antichi Stati a dalle reali 
già esistenti nelle Provincie lombarde. Solo si procac¬ 
ciò che gli studi-riescissero meglio graduati e con in¬ 
tendimento'più pratico indirizzati allo scopo dei gio¬ 
vani che abbracciar vogliono certe determinate car¬ 
riere Iamministrative o quelle dei commerci e delle 
Industrie. Le Scuole tecniche sarebbero possibilmente 
diffuse per tutti i Circondari per opera dei Comuni e 
col concorso del Governo; gl’istituti tècnici sorge¬ 
rebbero nei precipui centri ai ; popolazione e di traf¬ 
fico per opera 1 delle Provincie e pur col sussidio della 
finanza pubblica. 

Agl’ insegnanti delle una e degli altri, oltre all’ as¬ 
segnarsi un conveniente stipendio, sarebbe pure assi¬ 
curato il diritto ad una pensione. 

Il Governo della Maestà Vostra rivolse pure le sue cure 
a ordinare un insegnamento tecnico superiore il quale 
quanto è utile e necessario, non è però a dissimulare 
che richiede larga spesa e dà luogo a non poche diffi¬ 
coltà. A renderlo tuttavia possibile, esso stimò oppor¬ 
tuno giovarsi d’un’ istituzione di tal genere esistente 
da lungo tempo in Milano e promettente i più van¬ 
taggiosi risultameli. Venendo in aiuto alle scuole 
della Società della Gassa d' incoraggiamento d’arti e me¬ 
stieri , avrà modo di farne una. scuola centrale cui po¬ 
tranno convenire dalle altre Provincie dello Stato coloro 
che bramano perfezionarsi negli studi tecnici supe¬ 
riori. L’Istituto Tecnico ora esistente in Torino, il quale 
non potrebbe senza radicali e costose riforme riescire 
veramente ciò che suona iPsuo nome, sarà con mag¬ 
gior profitto della gioventù studiosa trasformato e 
somministrerà preziosi elementi alla scuola d’applica¬ 
zione che devo forcare il compimento delia facoltà di 
scienze fisiche e matematiche. 

Inoltre la legge or sottoposta alla Maestà Vostra darà 
eziandio agevolezza di rendere sempre più proficue le 
altre scuoia tecniche superiori già esistenti ne’ vostri 
Stati. 

f- Nell’.istruzione primaria il còmpito del legislatore 
tornava molto più facile, dappoiché questo ramo forni 
negli ultimi anni argomento prediletto di cure di 
studi e di larghi provvedimenti aile pubbliche Ammi 
nìBtrazioni ed a quanti hanno a cuore la coltura nn 
polare. Quali fossero i bisogni ed i voti del mese in 
questa materia, si poteva dedurre, senza moli» f„+L.r 
dai molti lavori pubblicati intorno 1 all’istruzione nn’ 
y>olare, e soprattutto da quello compiuto dalla Ginn* 
della Camera elettiva incaricata di esaminare i i r. > 
getto di legge introdotto in questo Consesso dai 
atro Governo nel dicembre del 1855. Adottarne i« „ vo " 
hime e seguirne le norme parve 11 partito ni* 

Laonde;poco o nulla si mutò di quello schema matlì' 
rato da uomini i più versati nella materia? 
conoscitori delle condizioni dello Stato. 6 Pretti 

^ Nel far suo e nel presentare alia Maestà Vostra 
disegno per 1* istruzione primaria, il Ministro rif<W«ì 
mirò sovratutto a procacciare alle Scuole elementi 
esperti .istitutori. Quindi, mentre ha l’onore ^di 
porvi che sia pure estesa alla Lombardia ristitnvffw 
delle Scuole normali che, quantunque appena n» 
scente, promette già buoni frutti nei Vostri antiSSì 
Stati, provvide che i maestri elementari abbiano ^ 
conveniente assegno per campare meno stentatameli 

vacchTaì.!' “ “ na P TOSl0u » giorni; della 

i*' rttio è in succinto * o Sire» il Drot?fìttn t 
ganica che , ove piaccia alla Maestà Vostri di^m/7" 
narlo, dovrà regolare tutti i rami delPjnsegnJSìLt!?' 
pubblico. In opera tanto delicata e difflGile 8e ?h^? eD i! 0 
ilei paesi più colti e nelle Assemblee più rag^f^? 6 
voli diede luogo a questioni gravissime ed a Vive 
posizioni, sarebbe presunzione poco scasahii* u Ji p " 
tendere che il lavoro di questi pochime 3 ip 6 ol P rt 
«pondero a tutte le aspettazioni. Ma se il xh^ìJ™ 
riferente sarà rieacito, Wer, n “suol n omii f " 
«lave unità all’indirizzo degii studi, ad applicare 
venientemente il principio di libertà, a provvedo^ 
tal guisa ai pubblici Istituti d’istruzione e di ed»,*» 
zlone che all'alito di questa libertà si “ravvivino dì 
novella vita e crescano a tale prosperità auair^nJr 
mettono i nuovi destini del Vostro gloriosrieZ, 0 ' 
stimerà aver fatto opera non indegna del Vostre?'* ’ 
♦ verno e delia Vostra Augusta Persona. Il ParSe?,?: 
con quella sollecita cura che mostrò sempre dVnn?>t° 
iure In quanto-si attiene all’istruzione pubblica SKS 


del r™ m ’ 5725 della naccMa Ufficiate degli Atti 
del Governo contiene la seguente Ugge. 

.nvtr&^^n.-.oo, 
del aprile'‘ ultimò icore” ,* N °‘ con,etltì colla Legge 

Sentito il Consiglio dei Ministri • 

Abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto seguo : 


TITOLO I. ' 

Dell’ Amministrazione della Pubblica Istruzione. 
a) Amministrazione centrale. 

Art. 1. La'pubblica istruzione si divide in tro rami, 
al primo del quali appartiene i istruzione superiore ; al 
secondo l’ istruzione secondaria classica ; al terzo la tec¬ 
nica e la primaria. 

Art. 2. Le Autorità che sono preposte all’ Ammini¬ 
strazione centrale della Pubblica Istruzione;sono t 
Il Ministro della Pubblica' Istruzione ; 

Il Consiglio Superiore di Pubblica Istruzione ; 
L’Ispettore generale degli studi superiori ; 

L’Ispettore generale degli studi secondari classici; 
L’Ispettore generale degli studi tecnici e primarii 
e delle scuole normali. 

Del Ministro. 

Art. 3. Il Ministro della Pubblica Istruzione go¬ 
verna l’insegnamento pubblico in tutti i remi e ne 
promuove l’incremento : sopravveglia il privato a tu¬ 
tela della morale, dell’ igiene, delle istituzioni dello 
Stato e dell’ordine pubblico. 

Dipendono da tini, eccettuati gl’ istituti militari e 
di nautica, tutte le scuole e gli istituti pubblici di 
istruzione e di educazione, e rispettivi stabilimenti, e 
tutte le podestà', incaricate della direzione ed ispezione 
dei medesimi, nell’ ordine stabilito dalla presente 
Legge. 

Art. 4. Il Ministro mantiene fermi tra. le Autorità a 
lui subordinate i vincoli di supremazia e di dipen¬ 
denza stabiliti dalle Leggi e dai Kegolamenti ; decide 
sui conflitti che possono sorgere tra di esse ; riforma 
od annulla gli atti dello medesime In quanto questi 
non sieno conformi allo Leggi ed ai Regolamenti ; pro ¬ 
nuncia definitivamente sui ricorsi mossi contro tali 
Autorità. 

r Art. 5 . Vigila inoltre col mezzo de’suoi Ufficiali o 
di altre persone appositamente da lui delegate le 
scuole e gli istituti privati d’istruzione e d’educa¬ 
zione, e qualora i Direttori di tali istituti ricusino di 
conformarsi alle Leggi, può ordinarne il chiudimento, 
previo ih parere del Consiglio Superiore. 

Del Consiglio Superiore. 

Art. 6. Il Consiglio Superiore di Pubblica Istruzione, 
sotto la presidenza del Ministro, è composto di 21 
Membri, dei quali là sono ordinari e 1 straordinari, 
tutti nominati dal Re. Dei Membri del Consiglio, 5 al¬ 
meno saranno scelti fra persone che non appartengano 
alla classe degl’.insegnanti ufficiali. 

I'solt Consiglieri ordinari sono retribuiti. 

Tutti i Consiglieri durano in ufficio 7 anni. 

Nei primi, quattro anni saranno estratti a sorte 3 
Consiglieri, di cui due ordinari ed uno straordinario, 
non compresi quelli che furono estratti a sorte e con¬ 
fermati nei precedenti anni, o quelli che loro fossero 
stati^sostituìti. In seguito escono d’ufficio i più an¬ 
ziani. _ ..... .... __ 

Art. 7. Il Ministro’potrà ripartire il Consiglio in tre 
sezioni corrispondenti ai rami dell’ insegnamento. In 
tal caso un Consigliere designato annualmente dal 
Ministro presiederà a ciascuna sezione. Un regola¬ 
mento determinerà le rispettive attribuzioni. 

Art. 8. Ove il Ministro non presieda in persona, il 
Consiglio è presieduto dal Vice-Presidente eletto dal 
Re fra i Membri di esso, ad ogni biennio. 

Un Ufficiale del Ministero destinato dal Ministro 
adempierle funzioni di Segretario del Consiglio. 

Per la validità delle'deliberazionl si richiede la pre¬ 
senza di almeno undici Consiglieri. 

Art. 9. Richiesto dal Ministero, il Consiglio prepara 
ed esamina le'propóste; di Leggi'e Regolamenti rela¬ 
tivi alla Pubblica Istruzione, e dà il suo avviso sovra 
le materie concernenti l’insegnamento e l’ammini¬ 
strazione. 

Art. 10. Esamina e propone all’approvazione de 
Ministro i libri e i trattati destinati alle pubbliche 
scuole, e i programmi d’insegnamento. 

Art. 11. Sarà sempre richiesto il parere del Consi¬ 
glio, quando si tratti di valuterò i titoli degli aspi¬ 
ranti a cattedre vacanti nelle Università, del Regno ; 
quando si tratti di conflitti di competenza fra le varie 
Autorità scolastiche ; finalmente quando si tratti di 
mancamenti © colpe imputate ai Professori di scuole 
secondarie classiche o tecniche, deile normali e magi¬ 
strali, se le colpe sien tali da meritare la deposizione. 
Gli imputati hanno diritto di presentare o per iscritto 
o verbalmente le loro difese. Il voto però del Consi¬ 
glio in tutti gl 1 indicati casi è puramente consultivo. 

Art. 42. Il Consiglio giudica dei mancamenti e delle 
colpe imputate ai Professori delle Università, quando 
esse possano farli incorrere nella deposizione o sospen¬ 
sione per un tempo maggioro di due mesi, udite sem¬ 
pre le difese dell’ incolpato. 

Art. 13. Può tuttavia il Ministro, in caso di urgenza 
o per far cessare un grave scandalo, sospendere d’au¬ 
torità propria un Professore universitario sino a prov ¬ 
vedimento da emanare dal Consiglio Superiore. 

Art. 14. Il consiglio conosce in via d’appello dell’es¬ 
clusione e delia interdizione temporanea dal corso de¬ 
gli studi pronunciata contro gli studenti delle Uni¬ 
versità. 

Esso inoltre esercita tutte quelle altre attribuzioni 
che gli sono conferite dalle disposizioni successive della 
presente Leggo, 

Arti 15. Al termine d’egni quinquennio il Consiglio 
buperiore presenta al Ministro una relazione generalo 
dello stato di ciascuna parte dell’ istruzione, colle os¬ 
servazioni e proposte ohe stimerà convenienti. A tal 
ime sono comunicati al Consiglio i rapporti annuali 
degli Ispettori generali, e dello altro Autorità scola¬ 
stiche. , 

Art. 16. Ogni volta che il Ministro lo giudichi op¬ 
portuno intervengono elle sedute gli Ispettori gene¬ 
rali, od il Consultore, mu senza voto deliberativo. 

Similmente può il Ministro anche su richiesta del 
Consiglio chiamare allo adunanze le persone il cui av¬ 
viso sia riputato utile in qualche discussione, sempre 
quando non trattisi di questioni personali, salvo il caso 
previsto dall’art. 107. Ma in nessun caso questo av¬ 
viso sarà computato nel numero dei voti del Consiglio. 

Degli Ispettori generali. 

Art. 17. L’Ispettore generale degli studi superiori, 
l’Ispettore generale degli studi secondarii classici e 
l’Ispettore generale degli studi tecnici e primarii e delle j 
scuole normali sono nominati dal Re. 

Essi sono pareggiati aì Membri del Consiglio Supe¬ 
riore nel grado e nei diritti loro conieriti dalle leggi. 

Art. 18. Essi vegliano, ciascuno per la sua parte, l’an¬ 
damento della pubblica istruzione, mantengono fermo 
l’indirizzo degli studi, dando a nome e sotto gli ordini 
del Ministro gli schiarimenti o le istruzioni occorrenti 
alle podestà scolastiche subordinate a tenore delle leggi 
e dei regolamenti. 


Art. 19. Propongono al Ministro le nomine delle Com¬ 


missioni esaminatrici, le nomine e le promozioni degli 
insegnanti, le onorificenze da accordarsi ai medesimi, 
le censure e punizioni alle quali possa dar luogo la 
loro condotta. 

Art. 20. L’Ispettore generale degli studi superiori vi¬ 
sita, per mandato del Ministro, le Università e gli sta¬ 
bilimenti scientifici posti sotto ; la sua vigilanza. 

Art. 21.’ L’Ispettore generale degli studi secondarii 
classici e quello degli studi tecnici e primarii o delle 
scuole normali provvedono personalmente, o per mezzo 
degli ufficiali ad essi subordinati, alla visita di tutte 
le scuole e di tutti gl’istituti pubblici e privati, all’i¬ 
spezione de’ quali sono preposti. Il Ministro però può 
delegare queste “ visite a persone estranee agli ..uffìzi 
della pubblica istruzione. 

Art. 22. Gl’Ispettori generali, ciascuno,pel suo ramo, 
compilano ogni anno e presentano al Ministro una re¬ 
lazione dello stato di ciascuna parte d’insegnamento 
posta sotto la loro vigilanza, dietro i ragguagli som- 
ministrati dalle varie autorità scolastiche. 

Ogni triennio sopra idati offerti .dagl’Isjiettori gene¬ 
rali'e sotto la loro vigilanza viene pubblicata una sta- ' 
tistica generale dell’) struzione pubblica del Regno. j 
Del Consultore legale. 

Art. 23. È applicato al Ministero un Consultore le¬ 
gale eletto dal Re. 

Art. 24. Egli dà il suo avviso su tutti i dubbi che pos¬ 
sono insorgere intorno all’intelligenza ed > all’applica¬ 
zione delle leggi e dei regolamenti, come pure sulle 
quistloni giuridiche relative agli istituti e alle fonda¬ 
zioni di pubblica istruzione. 

ArtJ25. Per delegazione espressa del Ministro riferisce 
al Consiglio Superiore i mancamenti e le colpe per cui 
i Professori universitari e i dottori aggregati possono 
rendersi passibili della sospensione^ o deposizione. 

Art. 26. Le accuse contro gl* Insegnanti ed ufiìziali 
delle scuole secondarie classiche, tecniche, normali e 
magistrali sono pure, per delegazione espressa del Mi¬ 
nistro, portate davanti al Consiglio Superiore dal Con¬ 
sultore legale, il quale appoggierà l’accusa sopra gli 
elementi fornitigli rispettivamente dagl’ispettori;ge¬ 
nerali. 

Art. 27. Il Consultore è chiamato inseuo T del Consiglio 
ogniqualvolta si tratti di deliberare intorno a ricorsi 
di studenti contro ai ^uali sia stata pronunciata la 
pena di esclusione o interdizione temporanea dalle 
scuole. 

Degli Ispettori. 


aro» 


Art. 28. Sono posti.a disposizione del Ministero due 
Ispettori delle scuole secondarie classiche ed u<Ispet¬ 
tore delle scuole normali, magistrali e tecniche. 

Art. 29. I due Ispettori delle scuole secondarie sotto 
l’immediata autorità dell’Ispettore generale degli studi 
secondarli classici sono specialmente incaricati l’uno 
della parte scientifica, l’altro della letteraria. L’Ispet- 


sono nominati dal Re 
per autorità morale e 


tore delle scuole normali, magistrali e tecniche è sotto 
l’autorità dell’Ispettore generale, degli studi .tecnici e 
primarii e delle scuole normali. Ciascun di loro, a 
norma dei regolamenti, coadiuva il rispettivo Ispet¬ 
tore generale nell’esercizio delle sue attribuzioni e so¬ 
vratutto nella visita delley scuole e degli stabilimenti., 
b) Amministrazione locale. 

Art. 30. Subordinatamente alle autorità centrali so¬ 
vrintendono aH’amministrazione.*;locale della pubblica 
istruzione : 

Per ogni Università un Rettore ; 

In ogni Capo-luogo di Provincia un Regio Provve¬ 
ditore per le scuole secondarie classiche e le tecniche, 
un R. Ispettore per gli studi primari, ied un Consiglio 
per le scuole. 

Art. 31. I Rettori delle Università sono nominati dal 
Re fra i Professori ordinari dell’Università a cui appar¬ 
tengono. 

Durano in ufficio un anno e possono essere ricon¬ 
fermati. 

Art. 32. I Regi Provveditori 
fra le persone, che per dottrina, 
per uffizi esercitati nella pubblica istruzione sono ri¬ 
putate più idonee a tale carica. Essi sono di tre classi; 
ed oltre allo stipendio fissato dalla tabella (A) hanno 
diritto ad un’ indennità per le speso d’ufficio, e ad; un 
rimborso per le spese di visita. 

Essi hanno addetto al loro ufficio un Segretario re¬ 
tribuito pure dal Governo a norma della tabella pre¬ 
detta ; ed oltre a questo impiegato , negli uffizi dei 
Provveditori di prima classe vi sarà eziandio un ap¬ 
plicato. 

Art. 33. I Regi Ispettori delle scuole primarie sono 
nominati per Decreto Reale fra le persone che per dot¬ 
trina ed esercizio nell’ insegnamento sono stimate più 
idonee a tale ufficio. 

Essi sono di 3 classi. Il loro stipendio è fissato a 
norma della tabella (A). 

Sarà pure addetto all’ufficio del R. Ispettore un Se¬ 
gretario. 

Art. 34. I Rettori, i Provveditori e gl* Ispettori pro¬ 
vinciali, ciascuno nel rispettivo ramo, rappresentano il 
Ministro e ne fanno eseguire gli ordini. 

Art. 35. Vegliano perciò All’osservanza delle leggi e 
dei regolamenti in tutti gli stabilimenti sottoposti alla 
loro autorità. 

Art. 36. Pronunciano, salvo ricorso alle Autorità su¬ 
periori, sui richiami che possono venir fatti loro con¬ 
tro le decisioni degli ufficiali posti a capo di tali stabi¬ 
limenti. 

Art. 37. Promuovono presso il Ministero le ricom¬ 
pense per gl* insegnanti ed ufficiali nei diversi rami 
dell’ istruzione. Li ammoniscono in caso di negligenza 
nell’adempimento dei loro doveri, e in caso di man¬ 
canze e colpe gravi ne riferiscono al Ministero. 

Art. 38- Essi corrispondono fra loro per le attinenze 
che esistono fra i rispettivi rami d’istruzione, e colle 
Autorità provinciali e comunali per tutto ciò che con¬ 
cerne l’istruzione pubblica. 

I Regi Provveditori e gl’ Ispettori visitano perso¬ 
nalmente le scuole e gli stabilimenti sottoposti alla 
loro vigilanza. 

Un regolamento determinerà il mòdo secondo il 
quale i Rettori, i Provveditori e gl’ispettori avranno 
ad’esercitare le loro diverse attribuzioni. 

Art. 39. Il Consiglio provinciale per le scuole risie¬ 
dente nel Capo-luogo di provincia è composto : 

Del R. Provveditore che lo presiede ; 

Del R. Ispettore che ue è Vice-Presidente ; 

Del Preside (o dei Presidi) del Liceo (o Licei) ; 

Del Direttore (o dei Direttori) di ginnasio (o ginnasi) 
iu quella città esistente ; 

Del Direttore dell’Istituto tecnico e delle scuole tecni¬ 
che esistenti nella città stessa ; 

Di due membri scelti dalla Deputazione provinciale a 
pluralità di suffragi ; 






























membri scelti dal Mnuicipio del predetto 
Capo-luogo a pluralità di suffragi. 

a i?° 4 ei membri del Consiglio , eletto annualmente 
fi..i7v i?i? rauza di voti dal medesimo, vi compierà l’uf- 
nuo 'dl Segretario. 

r > n - 40- 11 Consiglio si raduna uua volta al mese in 
giorno determinato dal Presidente, ed ogni volta elio 
i medesimo lo giudiclii necessario, o sulla proposta di 
we membri. 

Arb. ài. Esso attende acciò sieno osservatelo leggi 
0 amei 't i 116110 scuo1 © ©negli istituti posti en- 
nw 1 Ì erritorio di 3Ua giurisdizione ; ordina le visite 
straordinarie cho"giudica necessarie ; dà quei provve- 

+Vi 1 i aen ^ 1 che stlraa opportuni nei limiti delle sue at- 
tr ouzioni; propone al Ministro quelli che eccedono 
tali limiti ; «provvede d’urgenza chiudendo tempora¬ 
neamente gl’istituti e le scuole di qualunque natura, 
senza distinzione d’insegnanti,in cui esistessero gravi 
disordini, riferendone tosto al 'Ministro per le defini¬ 
tive disposizioni. 

Art. 42. Spetta al Consiglio l’approvare le nronosto 
dei Maestri e delle Maestre di scuole elementari fatte 
dai Consigli comunali ; il proporre l’apertura di nuove 
scuole, e le spese per l’istruzione primaria e seconda¬ 
ria all’Autorità amministrativa competente, ed il de¬ 
cidere le controversie tra queste Ammiuistrazioni e 
scolastiche^* Quanto si riferiscono alle discipline 

Art. 43. Delibera sull ammissione ai corsi degli studi 
ed agli esami delle scuole secondarie classiche e tecni¬ 
che e delie normali quando insorgano dubbiezze nel- 
1 applicazione dei regolamenti. 

Art. 44. Esamina i materiali statistici riguardanti 
l’istruzione pubblica e privata della provincia e li tras¬ 
mette colle sue avvertenze al Ministro. 

tori eletti dal MtoWr“o" gl “ * dmmd “ rio Ti soao.Iapet- 

Oltre allo stipendio portato dalla tabella, sarà loro 
accordata un annua indennità per spese di giro e J di 

ufficio da stabilirsi dai Consigli provinciali ainmini- 
aerativi. 

Il Ministro può, a seconda dei bisogni, assegnare due 
o piu circondari ad un solo Ispettore. 

Art. 46. Essi rappresentano, ciascuno nel proprio 
circondano, il Regio Provveditore e l’Ispettore Regio 
e li coadiuvano nell’esercizio delle loro incombenze 
e nella compilazione della, statistica delle scuole e de¬ 
gl’ istituti. 

(Il resto della “presente Legge in appositi Supplementi) 

Sulla proposizione del! Ministro della Guerra e con 
Decreto 13 corrente S. M. si è degnata conferire le in¬ 
degne di grande ui'ttziale delPOrdine dei Santi Maurizio 
e Lazzaro al maggior generale in ritiro cavaliere Vit¬ 
torio Gazelli di Rossana. 

Nel n. 288 di questa Gazzetta ufficiale (mercoledì 16 
novembre) essendosi per errore stampato che S. M. 
orasi degnata conferire la!croce di ufflziale dell’Or¬ 
dine Mauriziano al cavaliere Rafaele Benzi, console ge¬ 
nerale di l.a classe, sKdovrà leggere invece che gli 
venne conferita la croce di commendatore del mede¬ 
simo^. Ordine. 


PARTE NON UFFICIALE 


iìAUA 

INTERNO • Torino, 17 Novembre. 

Ministero delle finanze. 

Direzione Generale del Tesolo. 

Conformemente al disposto dell’ art. 2 della lemre à 
aprile 1856 o degli articoli 2 o 3 del relativo liegolamento 1 
in data del 26 dello stesso mese, 

Si notifica che il sig. cav. Camilo Bonella allegando di 
avere smarrito l’infradescritto Buono del Tesoro, stato ai 
di lui ordine rilasciato, ebbe ricorso a questo Ministero 
onde, previe le formalità prescritte dagli accennati prov¬ 
vedimenti glie ne venga spedito un duplicato. 

Si avverte chiunque possa avervi interesse che, trascorsi 
mesi sei dopo la presente pubblicazione senza che vi sla 
intervenuta opposizione, si emetterà il chiesto duplicato. 

Descrizione del Buono smarrito. 


N. 


Data 




8à 80 



Nome e Co¬ 
gnome della 
persona in di 
cui capo 
è rilasciato 


1839 

6 

agos. 


1000 » 


32 06 


Gonella Camil¬ 
lo 



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- 

1* ^ 


1860 

6 

marzo 


Tesore¬ 
ria gen. 


lorino, addì 17 novembre 1859. 

_ _- _ _ Direttore Capo di Divisione A. Giaime. 


i _ FRANCIA 

Barici, 15 novembre. . „ 

cessato per la soscrizione a S? lle aomme lr >- 

sale oggi 15 novembre a 5,363 79ti fr de ì- K 0Sercito d ’ It,alia 
Universel ). , DJ ’ 7y0fr * 65 cent. {Moniteur 

SPAGNA - 

Madrid, 10 novembre. Tutti i ennonu „ 
geri sono presentemente a Gibilterra 1 ?w P > el di Tan “ 
d’Inghilterra ò rimasto a Tangeri coi I b0 ° cònsole 
ma no sono partiti tutti gl’inglesi (Correi pf, ^ onale > 

Madrid, 11 novembre. La Gazzetta di Madrìd^n^v 
due circolari del governo della regina a’ A^kblica 

chft°“ Mici all’estero intorno alla questiono 

N’olia prima, datataci Madrid 24settembre si w.v 
* 11 ero verno è risoluto di valersi, per ottWeri? 8 ^ 

it i mp, 11 -? 2i ? a degl’insulti che gii vennero fattf 

in ctìa? a Zl di £ ui ] . e altre nazioni 81 8on ™ ls6 sempre 
ytRnf 81 11 governo non è mosso da preesi 

raj?onl d mimIÌS 4 l ““Phamento territoriale. Le 0 pe- 
>1 Snn aiteiJ dono solo a punire i colpevoli e 
materiali« destinati a dare guarentigie 

Trmono più 0 .™ 11 C “ e tali WT lml n0n 81 rI P«- 

^nor'Saturnino GaU”n tottZ d6 ' 29 , ° tt0b If’ i' 8l : 

. La Spagna si è Slatadi ™ e3 ’. C081 con , c l', lud « U 
reiasioni pacifiche e ISffi 

StS!* rlntuovoie tuTO a S s tTM b6 e 

■< L’ignoranza o .la negligenza del governo dol Ma- 


rocco hanno dato luogo in tutti i tempi aila loro 
trasgressione. 

« È finalmente venuto il tempo di far cessare tra i 
due paesi una situazione si irregolare e si pericolosa 
per la loro tranquillità e pei loro interessi reciproci. 
Ciò che ne la ragione, nè gli sforzi perseveranti dei 
governi civili non hanno potuto ottohere, bisognerà 
caleoerlo collalorza, messa a servizio del buon dritto ». 

—- I1 giorno II sono arrivati a Cadice i generali Ros, 
Zabala, Prim, e Ecnague, capi di corpo dell’esercito. 
Il generale in capo ha ricevuto la più entusiastica 
accoglienza ( Corresp. autogr.). 

11 giorno 11 si è tenuto a Cadice un consiglio 
di guerra a cui presero parte tutti i ' generali dei 
corpi dell esercito ci Africa, per formare il piano di 

/favai) C ^ 6 Sar ^ tosto meeao a{1 esecuzione ( Corrisp. 

alemagna 

autogruTo dell’impTato?e • b ‘ ÌC ' 1 " 8eg " e ” ,e bigliett ° 

« Mio caro barone de Bruck , 

* p “ lo y 0ler6 che le entrate e le spese dello Stato 
per 1 esercizio Ì8b0-6l sieno messe in equilibrio. Per 

Hh^f« 5 V. U ip e - (1Ue8to 1D . ten1j0 io ìnstituisco uuaGommis- 
tn+ff i lncanco J. 1 esaminare il bilancio dello Stato 
j , le 8U6 P ar ti e di fare che tale scopo sia ag- 
^ a f, 6 dl Questo lavoro saranno le riforme di¬ 
segnate dell amministrazione interna nel servizio ei- 
mllital ? 5 ® nel tempo stesso tutte le ammini¬ 
strazioni centrali, compreso il mio oomando supremo 

SffiìwS 8 d8lls aaWH ’ rictìvemuno l’ordine di S 

necessari riST* 6 *11 schiarimenti 

necessari all adempimento della sua missione. 

« Lu Commissione dovrà aver terminato i suoi lavori 
* dl marz0 al tardi, essendo mio divisa- 
mento di far esaminare il suo lavoro dal mio Consi- 
g i 10 x + d , im P6i*o , al quale verranno aggiunti a tale 
enetto alcuni membri temporari dei diversi paesi della 
Lorona e dei diversi Stati nel senso degli articoli 13 
e 16 della mia patente del 13 agosto 1851. 

« La Commissione dovrà riunirsi nel ministero delle 
hnauze e tenermi costantemente ragguagliato del pro¬ 
gresso de’suoi lavori. 1 

« Vienna, 11 novembre 1859. 

« Francesco Giuseppe m. p. » 

RUSSIA ' 

VInvalido russo pubblica la seguente lettera di Scia¬ 
rmi al principe Bariatinskii, luogotenente dell’impera¬ 
tore nel Caucaso : 

« Principe luogotenente, 

« Il mio figliuolo va nel Caucaso per prendervi la 
dl ^ 1 ^ lia ’ ^' ol 8 , ° questa occasione per espri- 
d e la gratitudine mia per lo cure 
d L cul h fti usato verso di me. Com- 
vntn qi° ctie 80 i° ^ ua mtìr cè io sono stato rice- 
7r*nn,?mfA vJi en 5 d > U Operatore. Egli mi ha 
Don ^ivi* ^f* ename ?. te da u d0 mi 1» assicurazione che 
Russiu 1 H pentirmi 4 essermi sottomesso alla 


\ utlia la t»mìglia imperiale e i capi 
J r ìi+5?° ?f 81 pure pitìni di sollecitudine jier 
5?»u® d * tutto ciò io sono debitore a te. L’imperatore 
^ per residenza Kalouga. nella quale 

tìn«n“4 è stato apparecchiato uno stabilimento son- 

trnwto S? d n‘ 1 9U01 f raielli °h« ™ ho veduti a Pie- 
, mi hanno colmato di cortesie e Bono stato 
nella lor loggia in teatro. 

« Il mio figliuolo Ghasi-Moukhamrued si reca a 
uhoura, con licenza dell’ imperatore), per condurre a 
• * a i nostra famiglia. Ti prego di ordinare che 

vnnn 6 8te ® 86 cura e sieesi riguardi che fu¬ 

rono usati verso di noi. 

dlre che tu eri malato. Questa notizia 

«Hi !?. 8 » 1 Prego Dio con tutto il cuore che ti re¬ 

stituisca alla salute. 

+..« Kl^J a ™ ami S lia ed 10 non ci dimenticheremo della 
(•«un « i ^ 0n ti scordare neppur tu di noi se mai il 
rero h ^ neceS31t; h cl costringesse a dover ricor- 

.ù%To‘toi Ì£l^!:' nit,,re « Di< -> Imau Cham,l - 

TURCHIA 

Le ultime notizie di Costantinopoli, che portano la 
uiua del £ corrente, non annunziano ancora la pub¬ 
blicazione dei documenti relativi alla congiura. Si è 
solo terminata, dice la Corrisp. Havas , la traduzione de¬ 
gl Jnterrogatorii dei congiurati. Questo documento è 
voluminosissimo o pieno di particolari. L& soIh spie* 
gazione che sene possa dare fin qui si è che nissuno 
dei condannati subirà la pena capitale o che un certo 
numero saranno graziati. . . ‘ • 1 ■ 

...~ Un’altra lettera datata di Costantinopoli 3 corrente 
àlJ’Agenzia Havas reca : 

La pena di morte pronunziata dai ministri contro i 
capi della congiura del 17 settembre è stata commu¬ 
tata in quella della detenzione perpetua : il generalo 
Hussem-Tcherkess pascià ò mandato a San Giovani 
d’Acri. 

Omer pascià che era in via per a Costantinopoli di 
ritorno da Bagdad deve aver ricevuto in marcia un 
ordine d’esilio a Karpout. I motivi di questo rigoroso 
provvedimento seno ancora quasi ignoti. 

Il generale di divisione Tefik pascià il quale aveva 
sposato alcuni mesi sono una delle donne del Sultano, 
e stato improvvisamente mandato in esilio a Brussa 
colla sultana. I beni della quale furono venduti all’asta 
per pagare una parto degli enormi suoi-debiti. Il ge¬ 
nerale venne ridotto a mezzo soldo (7,500 piastre al 
mese). 


il? 


PATTI DIVERSI 


I Edoardo Rtssetto p. 89 4 = Eraauuolo Bagliàttó p. ? 
— Antonio Bariletto p. 2= Emanuele Solaci p. 0 4 
= Ferdinando Gamboni (di Locarno) p. L ' 

Totale della terza continuazione di Parunà pezzi 38. 

aJ fSÌ L1t u RT V “T Avviso. — La Commissaria Carrara 
d f 1 11 ^ 6Cade “ la dalle Belluini in Pergamo porge a 
pubblica notizia che ha tròvato df prorogare fe tutto il 
venturo dicembre del corrente anno il concorso al posto 
di Professore della Scuola d’Architettura ed Ornato 
nella suddetta Accademia stato pubblicato coll’ avviso 
25 prossimo passato settembre 18Ì59. 

Gli aspiranti al posto suddetto al quale va annesso 
aunuo onorario di fiorini 840, pari a franchi 2,800 
da ®hitazioi)e conveniente, possibilmente vicina al- 
1 Accademia, oppure corrispondente assegno in da¬ 
naro, potranno quindi presentare le loro istanze cor¬ 
redate da tutti quegli Rilegati che valgano a provare 
la loro qualifica di architetti, e la loro idoneità per 
il posto di cui si tratta, e già accennati noi prect - 
dente avviso sopracitato, a tutto il mese di dicembre 
suddetto. 

Il presente avviso verrà per tre volte inserito nelle 
Gazzette Ufficiali di Torino e di Milano, o trasmesso 
alle principali Accademie d’Italia co'n uni-, copia uel 
Capitolato portante i doveri e gli obblighi inerenti 
al posto anzidetto, e ciò a maggior comodo di chi in¬ 
tendesse aspirare al posto medesimo. 

Dalla Cancelleria dell’Accademia Carrara delle Belle 
Arti in Bergamo il 24 ottobre 1859. 

G. Brentani, presidente. 

ALESSANDRO GAVAZZENI, segr. 

necrologia. — I giornali inglesi recano l’annunzio 
della morte del conte di Grey, ,pari ereditario elibe- 
rale protettore delie lettere e delle arti. Gli succede 

congiunto 6 ^ * dle:nit ^ 11 conte di Bipon, suo stretto 

DISPACCI ELETTRICI PRIVATI 

(iA&MSDlilA. Ss&JP.L'jRJÌ 

# Parigi , 17 novembre. 

Il Morning Advertiser di stamane ha quanto segue : 
L’invito formale all’Inghilterra di far parte dèi 
Congresso giunse e fu posto in discussione lunedi 
scorso. L indomani martedì, fu inviata a Parigi i’ae - 
cettazione di tale invito. « i RC 

Torino, 17 novembre. 

Gli Stati di Parma, Modena e Romagne hanno man¬ 
dato ringraziamenti al Principe di Oarignano accet¬ 
tando con riconoscenza la reggenza Boh-CornpagnL 

Parigi , 17 novembre , sera. 

Le ultime notizio di Costantinopoli annunziano che 
Filaci e Riza phscià rimangono ni ministero. Tutti t 
ministri aderiscano allo riforme. Si assicura che Velv 
pascià verrà nominato ambasciatore a Parigi. 

Credito mobiliare. . ..780 

Strada Yittqrio firaanuole. . 412 

Btritde ferrato Lombardo-Veneto . . 545 

E» CAMERA D’AGRICOLTURA K DI OOiQiRRCI# 

DI TORINO. 

18 novembre 1859. Fondi publ'UuL 

' ! - 9 5 1 JÙgljo. C. d. g. p. in c. 84, 83 75, 8385, l!4 

L. della matt. in c. 83 85, 84 in ìiq. 83 50 
p. 31 xbre 

Fondi privati* 

Az. Gassa Sconto 1 lugl. O. d. g. p. in c. 234 

CORSODJBLLK VALUTI? 
contro biglietti . 

V** C*».pi « Vendita 

Doppia da L. 10. . * , m — 20 02 

— di Savoia ... 28 55 »:r pb 

~ di Genova . . . 78 75 ;;v y( i 

Argento. Aggio, p. 0[00. . . 1 5o $ _ 

Valuta. Perdita p. Qj.00 ... 1 50 — 

®ISPAOOI«i TSLBeSAVIO® 

Corso dot Fondi mila Ber?# di Potrigj 
Dell 16 novembre ricòvTitn ; .j' c , > n 30pom. 

„ : a aiutanti in u q ; «. r. „ 

Frudl^aneeil.BOTO . . . •♦*».» 69 95 69 85 

'Li. 41#0i0 . . . 95 50 95 55 » » » „ 

Ingioisi OoxtBól. 3 0l0 . 9 » . • 1)6 3 8 * . 

» PSTÀ : OnGl»J 1845? 5 OyC 84 60 8à 25 a ‘b * 

» Id.»oth#«MliHB58 80iÓ. 58 > » J » » J , 

Del 17 novembre, ricevuto «Ile ore 510 pom. 

in contanti in lìouidazioiie 
FondHranceui 3 OjO ...»*» * pg «o'hq C5 
V Id. 4li2 0i0 . . . 96 76 06 85 » » * " 9 

» Inglesi ConsoL 30)0 . » ». » 96 3,8 , » 

m Piemontesi 1941- 5 0$ . 84 60 8à 26 » » . . 

. Id.Roth9childl86330i(h v » » , » » » » 


C. FiVii.K,(ferrntf. 


SOTTOSCRIZIONE A FAVORE DELLE FAMIGLIE POVERE 
DEI CONTINGENTI. — 

l A* • • 

Sottoscrizione fatta a Bella Vista (provincia di Corrìentes) 

sul Paranà. 

Telmo Costa : pezzi 18 = Benedetto Costa p. 18 == 
Bartolommeo Denegri p. 18 = Michele Vaccaro p. 8 
Giuseppe Bassi carta 100— Eugenio Vico carta 22 = 
Lorenzo Lamberti pezzi 4 2 = Gio. Batt. Rocca p. 8,= 
Gerolamo Bottini cartft 10 = Stefano Susoni carta 30 
Gio. Castagnola pezzi 8 4 = Gio. Batt. Pellerano p. 0 4 
Francesco Brigola p. 1. 

Totale carta 162. 

Pezzi 162 in carta in ragione di p. 200 per ogni 
oncia d’oro sono uguali a pezzi boliviani i3 6 

Totale di Bella Vista pezzi 98 » 

=•35 

Continuazione delle sottoscrizioni fatte a Paranà. 

Paul Borei pezzi 2 = Pierre-Antoine More p. 1 = 


IL GIORNO TRENTA DI NOVEMBRE 
avrà luogo in Torino l’estrazione della Lotteria a fa¬ 
vore dei 600 Missionari Sardi sparsi nelle cinque parti 
del mondo. 

Gli oggetti rappresentano un valore di oltre a due - 
centomila lire, e formano cinque mila premi circa da 
vincersi in Lotteria mediante biglietti del prezzo dì 
L. 1 caduno. L’acquisitore di un biglietto rosso a 25 
numeri ha un premio sicuro o 2à possibili. 

Vari premi superano il valore di lire duemila , tremila 
quattromila , cinquemila , e molti quello di mille. 

L’ingresso all’ Esposizione è aperto, tutti i giorni 
dalle ore 11 autim/alle 5 pom. in via Bugino, Palazzo 
Domaniale, n. 10. Il prezzo del biglietto ’d’ ingrosso è 
di cent. 20 pel gfoVodì e la domenica, o di cent. 40 
per gli altri giorni. 

La distribuzione dei biglietti In Lombardia tro¬ 
vasi presso le Curie Vescovili e presso la librerìa Bo- 
niardl-Pogliani in Milano, via S. Giovanni in Corco 
num. 4140. 

sp jfiTTACOìL.1 }yo&m 

SCRIBE (ore 8) La Dramm. Oomp. Meynadier e Cht»- 
piseau recita : Matliias P invalide, 

ROSSINI, (ore .31 La dramm. Comp. Landini rocii • 
SttnUrello ambizioso. 

eyPBIWQ. ^ùrè 7 li2 La Oomp. Monti e Pr6da >«ci 
Giovanni Maria Visconti duca di Milano. 

ALFIERI^ (ore 8) La dramm. Comp. G. Pieri recita- 
Corvina, — Il povero Giacomo — Un giovano che tocca tutto. 
TEATRINO KT T ANO iota 7) si rapprerenta : 
Arlecchino fabbricante di casse da morii — ballo La cri - 
noiiuomania. 





























































































MINISTERO DELLE FINANZE 

DIREZIOUE GEMKIllLE 

DELLE CONTRIBUZIONI E DEL DEMANIO 

Avviso al Pubblico 

SI fa noto al pubblico che negli incanti te¬ 
nutisi addi 12 volgente mese per il triennale 
appalto in tre lotti delle opere di manuten¬ 
zione ordinarla e di miglioramento occor¬ 
renti al canali irrigatori ed agli edlfizll in- 
fralndicati, cioè: 

Lotto primo. 

Canale Carlo Alberto co’ suoi scaricatori 
Intorno al molini ed altri edifizil da esso di¬ 
pendenti, alla chiusa di derivazione, ed alle 
sponde della Bormida a monte di essa, non 
che ai fabbricati demaniali, in territorio di 
Alessandria. 

Lotto secondo. 

Canale di Gaiuso, e derivazione del ca¬ 
nale d’ Agliè sull’ Orco. 

Lotto tèrzo. 

Canale di Fiano, Veneria Beale e Mandria. 
Fu deliberato il solo secondo lotto col ri¬ 
basso dì L. 1. 60 p. OiO sui prezzi elemen¬ 
tari portati dall’elenco, mentre i lotti primo 
e terzo andarono deserti per deficienza di 
oblatori. 

I fatali pel ribasso, non inferiore al ven¬ 
tesimo sul prezzo per cui fu aggiudicato il 
secondo lotto essendo stabiliti in giorni 10, 
scadono al mezzogiorno di martedì 22 cor¬ 
rente novembre. 

Quanto poi ai lotti primo e terzo essen¬ 
dosi ottenute due private offerte in ribasso 
al prezzi elementari di cui una per il lotto 
primo di L, 5, 02 p. 0/0 e l’altra pel lotto 
terzo di L. 0, 25 p. 0/0, i medesimi saranno 
riesposti su tali basi all’asta pubblica in 
questo Ministero addi 3 del p. v. mese di 
dicembre, con diffidamento che riescendo 
la medesima di bel nuovo infruttuosa, gli 
appalti s’intenderanno definitivamente e 
rispettivamente aggiudicati agli autori delle 
presentate offerte. 

Le condizioni dell’asta sono quelle stesse 
già fatte di pubblica ragione col prece¬ 
dente tiletto in data 21 ottobre ultimo scorso, 
ed apparenti dai capitoli d’ oneri visibili 
a chicchessia tanto nel Ministero suddetto, 
quanto nelle Direzioni Demaniali di Ales¬ 
sandria e d’Ivrea, in tutti i giorni ed ore 
d’ uffizio. 

Torino, li là novembre 1859. 

Per detto Ministero 


Tipografia GIUSEPPE FAVALE! e COMP. — Torino 

ViWWVi VWV VWVVWVVI/Vk vwiwwwwuwvww 

NUOVO 

VOCABOLARIO 

• f 

V r 

LATINO-ITALIANO E ITALIANO-LATINO 

COMPILATO AD USO DELLE SCUOLE 

DA 

LUIftl DELLI NOCE e FEDERICO TORRE 

Due grossi volumi in-12® 

Il secondo è diviso in due parti. 

Prezzo L. 11, 75. 

Questi 2 volumi complessivamente comprendono àOOO pagine. 

Si vendono pure legati in piena tela L. Vi, 50. 


AVVISO 

Da appigionare alla Pasqua prossima (1° aprile 1860) 

In casa Pomba , via lì. V. degli Angeli , num. 2, 

GRANDIOSO APPARTAMENTO 

AL PIANO. NOBILE 

Composto di 12 camere, di cui una grandissima (salone) con tre aperture sul grandioso 
balcone in pietra, una camera con soppalco e col servizio dell’acqua in casa ed in due 
camere e l'apparecchio a gaz per illuminarne tre altre, disposto questo appartamento 
comodisslmamente con tre ingressi avente accesso dalla scala principale sotto l'atrio. 

Per le opportune informazioni e per vederlo dirigersi al portinaio della detta casa- 


' CIT TA* PI TOR INO 
avvsso 

Sabbato 26 del corrente mese di novem¬ 
bre, alle ore 10 antimeridiane, il Sindaco 
procederà, coi metodo del partiti segreti, al 
secondo incanto per l’appalto della riscos¬ 
sione del Canone gabellario per un triennio, 
a partire dal primo gennaio 1860 a tutto di¬ 
cembre 1862, e farà luogo al deliberamene, 
qualunque sia per essere il numero degli 
oblatori por trattarsi di secondo incanto, -a 
favore di quel concorrente che avrà mag¬ 
giormente superato il minimum proposto dal 
Sindaco In ischeda segreta che verrà deposta 
Il Direttore Capo della Divisione Demanio 'sul tavolo a pubblica vista al momento del¬ 
l’apertura dell’asta. 

Il capitolato dello condizioni, alla cui os¬ 
servanza è subordinato l’appalto, e di cui i 
concorrenti nella loro scheda dovranno di¬ 
chiararsi edotti, è visibile tutti i giorni , 
dalle oro 9 del mattino allo l\ della sera, 
nella Civica Segreteria ( Divisione quinta di 
Contabilità ). 


UNICA MEDAGLIA accordata ai rimedi pettorali 
All’Esposizione Universale di Parigi (1855) 
Medaglia della classe d’industria di Ginevra; 
Medaglia all’ Esposizione Federale di Berna. 



T. BARNATO. 


CITTA’ SI TORINO 

BL SINDACO 

Veduta la nota delHntendento Generale di 
questa Divisione Amministrativa in data 8 
corrente, n. 3985, intorno alla concessione 
stata accordata dal Consiglio Provinciale di 
Sanità alll signori Chapusot padre e figlio e 
Comp., per l’erezione di una vasca in mura¬ 
tura per ivi riporvi le materie fecali, che 
per mezzo dello loro macchine aspiranti 
inodore estraggono dai pozzi neri di questa 
città. Il cui Stabilimento dovrà erigersi In 
un terreno annesso alla cascina del signor 
Rabbi, denominata Cascina Nuova, regione 
dello Maddalene; 

Ritenuto il voto emesso dalla Commissione 
Municipale d’igiene in seduta del là stesso 
mese, alla quale fu pure sottoposta la do¬ 
manda dei signori Chapusot e Comp. , in 
ordino al precitato Stabilimento avente per 
iscopo di sempre più migliorare lo condi¬ 
zioni dell’agricoltura; 

Ritenuto In ultimo che dall’accurato esame 
di questa pratica tanto per parte del Consi¬ 
glio Provinciale di Sanità, quanto per parte 
della Commissione d’igiene, sarebbero state 
adottate le seguenti cautele nell’interesse 
dell’igiene pubblica; 

Primo. Che la vasca sia in muratura di 
solida costruzione, ed a volta; 

Secondo. Che sovra il colmo della mede¬ 
sima sia elevato un tubo all’altezza di otto 
metri; 


AL LICHENE D’ ISLANDA CONCENTRATO 

Dolce ( bonbon ) gradevolissimo, e molto 
raccomandato dai migliori medici come 11 
piu efficace dei pettorali contro il grippe e 
le Infreddature, tossi ostinate e le malattie 
di petto. Prezzo 1 fr. 50 cent, la scatola. De¬ 
posito generale presso i sigg. Ranco Silvetti 
e Comp., e presso le principali farmacie dol 
Regno. Casa centrale a Ginevra. 


COMUNE DI ZAVATTARELLO 

Copo-luogo di Mandamento 

È tuttora vacante la piazza di Maestro di 
2.a e 3.a elementare, cui è annesso lo sti¬ 
pendio, se sacerdote, di annue L. 800, coll’ 
obbligo della messa festiva senza applica¬ 
zione. — L concorrenti rivolgeranno la loro 
dimanda franca di posta, al Sindaco del 
Comune fra tutto il corrente novembre. 

AVVISÒ 

Si prevengono 11 signori possessori di 
Cedole dell’Imprestito Parmense, che il 
pagamento del secondo quinto dovrà effet¬ 
tuarsi dalli 20 alll 25 del corrente presso 
la ditta sottoscritta, via Conciatori, n. 30. 

Torino, li 19 novembre 1859. 

Fratelli Bolmida. 

~AVVÌSO 


NUOVO REGOLAMENTO 

DI DISCTPOIA MILITARE 

Edizione Uffiziale 30 ottobre 1859 — V fa¬ 
scicolo contenente il testo, I. 1. 50 - Torino, 
tipografia F.lli Eodratti, via Ospedale, n. 31. 

Da vendere PIANOFORTE verticale' in pa¬ 
lissandro, dal signor Weis, pianista , via di 
Porta Nuova, casa GoneiJa, n. 23, piano 1. 


RINUNCIA AD EREDITA’ 

SI deduce a pubblica notizia, che la si¬ 
gnora Margarita Ajmar, moglie di Giuseppe 
Fornas, da questo autorizzata, domiciliata 
in Bejnasco, ebbe con atto dell! 11 corrente 
mese, passato presso la segreteria del tri¬ 
bunale provinciale di questa città a dichia¬ 
rare di rinunciare, come rinunciò, all'ere¬ 
dità morendo dismessa dal fu di lei fratello 
Carlo Ajmar, deceduto in questa città li 18 
luglio ultimo scorso. 

Torino, li 17 novembre 1859. 

Lusso sost. G. Tesio. 

SUBASTAZIONE. 

All’udienza dell! 13gennaio 1860 di questo 
tribunale provinciale avrà luogo l’incanto 
in un sol lotto dei corpo di casa espropriato 
a Pietro Unia, domiciliato in San Morlzio, 
con sentenza in data2à ottobre 1859, sull’ 


Cav. Calamaro 
Segretario Asili Infantili. 


nel locale dell’Asilo, num. à (casa di San 
^ J ’ i ... Paolo, detta del Deposito! 

Terzo. Che le operazioni dì travasamento | 1 p '* 

delle materie raccolte, dalla vasca nelle botti 
degli agricoltori si facciano di notte tempo, 
ed un’ora almeno prima del levar del sole; 

Quarto. Che il locale sia mantenuto in 
buono stato costantementepulitoedaU’uopo 
disinfettato, come pure puliti e disinfettati 
eieno tutti gli oggetti relativi all’esercizio; 

Quinto. Che le botti sieno dirette per 
quanto è possibile di preferenza per gli 
stradali di circonvallazione esterna alla li¬ 
nea daziaria, fermo in ogni loro pienezza le 
disposizioni generiche relative all’introdu¬ 
zione e transito in città delle botti per la 
Duratura dei pozzi neri; 


Domenica prossima, 20 del corrente mese, instanza del signor Carlo Felice Bonino, do- 
« ad ore, 2 pomerid. , ha luogo l’Adunanza micillato In Torino, al prezzo da questi of- 
generale della Società delie Scuole infantili, ferto nella somma di L. 2à0, ed alle condi- 
««« 0 "" aloni di cui nel relativo bando venale visibile 

nella segreteria del prelodato fi. tribunale 
e nell’ufficio del sottoscritto; posta detta 
casa nel capo luogo di San Morlzio. 

Torino, 2 9.brc 1859. 

Bodrone sost. Baretta. 

Tfi ASCRIZIONE 

L’atto, ricevuto dal notaio sottoscritto, 


SOCIETÀ’ ANONIMA 

DEIzIjEMfflWflEIfcgS IHE’CAWl 


tero, via S. Lazzaro, num. 17, per udire 
dalla Direziono il rapporto sopra varii og¬ 
getti dei quali venne in precedenti adu- 
<ac>tn - , ,. . nanze incaricata, e per procedere su di 

Wml t0 ‘i G f e deb 5 a n 0 1 concessionari! uni- essi, come sopra ogni altro oggetto di am- 
ed afmto a L V, f* ntl ^ eg0la ” le Qti <11 polizia, ministrazione, alle opportune deliberazioni. 
nln tu 5 te le a ! tre d,s P<* !z loni che In awe- ,4 dir* 71 ™? 

mre si ravviseranno convenienti nell’Inte- ‘ LA DIRBZI0N1< ' 

resse pubblico; 

E non uniformandosi a quanto soora n 
venendo fatti giusti reclami per danno alla 

zlone uifu S Ìf t l a presente autorizza- 
Viso deìslndaco| e0 d ' r “ t0 ' a Seml>Ucc 

deUberazinnn nv!* ca ra 8j onfi le premesso 
ordine Z al L? g ? etto d mescere se in 
smisti rnì^: ® '_ es!me ^ eno Per elevarsi 


La Società è convocata in adunanza gene- dcliI 13 ottobre 1859, portante vendita dal 
rale straordinaria per il giorno 21 del pros- Giuseppe Magistrlni fu Gaudenzio, residente 
simo venturo mese di dicembre, alle ore 10 a Torino, di una pezza di terreno fabbrica- 
antimeridiane, nella solita eala a plano ter- ^ e » P osto lo Borgo di Vanchiglia di Torino, 


AVVISO 


Essende vacante la Condotta Medico- 
Chirurgica del Comune di Prato, manda¬ 
mento di Romagnano, avente una popola¬ 
zione di là00 abitanti, alla quale v’ha an¬ 
nesso 1 annno stipendio di N. P. L. 1 , 500 , si 
invitano gli aspiranti medici-chirurghi oste- 


zlone del presente manifesto. 

Torino dal Civico Palazzo, 

• li 16 novembre 1859 . 

Il Sindaco NQTTA. 


I»A AFFITTARE 

Due SCUDERIE a 3 e 6 cavalli, con rimessa, 
unite 0 separate. * 

ViaS,Mnrtiniano,à. - DIrigerslal portinaio. 


di are 19, U 7, a parte del num. 79 di mappa, 
sezione 70, consorti la via Guastalla, D. Glo- 
vanni Cocchi, sig. Antonio Naplone, eredi 
Dazlani e sig. Paolo cornaglla, pel prezzo 
di lire 2,000, a favore del signor avvocato 
Luigi Marini, fu trascritto alle ipoteche di 
Torino sotto li 12 novembre 1859, alvo- 
lume 171, art. 32266. 

Vincenzo Gioachino Baldioll notaio. 

ACCETTAZIONE D’EREDITÀ’. 

Cor. atto passato alla segreteria del tribu¬ 
nale provinciale d’Alba il 7 corrente novem¬ 
bre, Giuseppe Rizzolo, da Torre Bormida, 
nella sua qualità di tutore do! minori Secon¬ 
do, Marcello, Maddalena, Maria e Gatterlna, 
fratelli e sorelle Rizzolo fu Francesco, e giu¬ 
sta l’autorizzazione confortagli dal consiglio 
di famiglia di detti minori con verbale 3 
stesso mese, dichiarava di accettare nell’in¬ 
teresse di detti minori col beneficio dell’In¬ 
ventario l’eredità lasciatale da detto France¬ 
sco Rizzolo padre del minori, morto 3 anni 
circa sono. 

Alba, 11 D.bre 1859. 

Troja proc. 


SUBASTAZIONE. 

Sull’lnstanza del'slgnor Glo. Battista Be- 
vione, di questa città, questo tribunale pro ¬ 
vinciale con sua sentenza dell! 23 agosto 
ultimo nell’ordinare l’espropriazione for¬ 
zata, pqr via di ,'subastazione, degli stabili 
posseduti dalli Giovenale Costantino fu 
Matteo e terzi possessori Delpiano Lorenzo, 
Cerrato Giuseppe e Coppa Domenico, i tre 
primi di Guarene, e l’ultimo di Torino, siti 
sul territòrio di Guarene ed Alba, nelle re¬ 
gioni Vaccheria, Guardia, Borbore, Stroppo, 
Gere, Fracchle e Quartiere San Biagio, o 
consistenti in due case, alteni, campi o 
prati, ne fissò il relativo incanto all’udienza 
dell! 18 novembre, quale incanto con de¬ 
creto del signor presidente del prefato tri¬ 
bunale dell! 15 andante venne protratto a 
quella dell! 13 prossimo gennaio, ore il 
mattutine, al prezzo ed alle condizioni di 
cui In bando venale dell! 19 corrente. 

Alba, li 23 ottobre 1859. 

Contcrno' sost. Troja. 

SUBASTAZIONE. 

Sull’instanza di Sebastiano Scaparono, di 
queste fini, questo tribunale provinciale 
con sua sentenza del 23 settembre ultimo, 
nell’ordinare a pregiudicio di Siinòne Fa¬ 
sciola di Gloanni, da Verduno, l’espropria¬ 
zione forzata per via ‘dijsubastazione della 
pezza vigna da lui posseduta nel ìltorrltorio 
di Verduno, nella regione dietro il Castello, 
e fissò il relativo incanto all’udienza del 21 
dicembre prossimo, oro 11 mattutine, al 
prezzo cd alle condizioni di cui In bando 
venale dell! 15 andante mese. 

Alba, 23 8.bro 1859. 

Coaterno sost. Troja. 

SUBASTAZIONE. 

All’udienza di questo tribunale provin¬ 
ciale del 10 gennaio prossimo suli’inatanza 
del sig. Imassi Camillo fu fiocco, da Nejve, 
ed in pregiudicio del signor Giuseppe Bosio, 
di questa città, e dei . terzi possessori Gia- 
cosa Giuseppe e Gioaniii Arossa, da Nejve, 
avrà luogo la vendita ai pubblici Incauti In 
quattro lotti degli stabili di cui in bando ve- 
r.àle del giorno d’oggi, al prezzo e condi¬ 
zioni di cui ivi, servata la legge. 

Alba, li 25, ottobre 1859. 

Ajmasso sost. Gloelli; caus. coll. 

SUBASTAZIONE. 

All’udienza del fi. tribunale provinciale 
di Alba delli 20 prossimo dicembre, si pro¬ 
cederà all’incanto degli stabili posseduti da 
Amedeo Gioanni di Roddi, e divisi in 2 lotti, 
e ciò sull’lnstanza del creditore signor i)e- 
bonedettl Salvador, d’Asti. 

Il prezzo e le condizioni sono annossi al 
relativo.bando. 

Alba, 22 ottobre 1869. 

T. Giuliano caus. coll. 

SUBASTAZIONE. 

L’Incanto già fissato del beni posti in ter¬ 
ritorio di Ajrasca, appartenenti al sig. Giu¬ 
seppe Ferrerò, dimorante a Fayarolo presso 
Chicri, sull’instanza dei signori Teresa Fer¬ 
rerò, moglie di Rodolfo Bertero, dimorante 
In questa città, e Mare Antonio di None, 
nell’interesse'dei suoi figli minori, venne 
con decreto delli 22 corrente prorogato o 
fissato per l’udienza deli! 28 prossimo x.bre. 

I beni asubastarsi consistono In una pezza 
campo, regione (lei Sabbione, In mappa ai 
numeri 1228, 1229, di are 3à, 67, e si espor¬ 
ranno in vendita al prezzo di L. 290, sotto 
l’osservanza dei patti e condizioni di cui nel 
relativo bando venale, 
l’inerolo, il 2à 8.bre 1859. 

Boi caus. coll. 

SUBASTAZIONE. 

Instante il sig. capo mastro Andrea Sosso 
si procederà avanti questo tribunale nell'u¬ 
dienza del 31 dicembre prossimo, in odio di 
Giorgio Don, entrambi di questa città, all' 
incanto di una pezza campo e di una casa 
situati in questo territorio, del quantitativo 
di are 36 18, alla seziono Y, num. 70 e 71 
della mappa, quale Incanto si aprirà sul 
prezzo di L. 7000, sotto l'Osservanza dei 
patti e condizioni di cui nel relativo bando 
venale. 

Pinerolo, 2 1\ 8.bre 1859. 

Rol caus. coll. 

SUBASTAZIONE. 

Con sentenza 8 ottobre ultimo scorsi del 
tribunale provinciale di Vercelli, nell'/nte- 
resse dellaragion di negozio corrente In 
Ivrea sotto la firma Lazzaro Olivetti, si 
autorizzò l’espropriazione forzata por mezzo 
di subastazione dello stabile infradescritto a 
pregiudicio del debitore principale .Sorzo 
Antonio fu Domenico, domiciliato a Mone ri¬ 
vetto, e dei terzi possessori Salto Teresa, ve¬ 
dova Garrone, nella qualità di madro o tu- 
trice dei minori Battista, Domenico, Mau¬ 
rizio, Maria, Francesco, Domenico e Mar¬ 
gherita fratelli e sorelle Garrone fu Antonio, 
domiciliati a Maglione. 

All’udienza di detto tribunale provinciale 
di Vercelli del li gennaio p. v., e nella solita 
sala delle udienze, al mezzogiorno preciso, 
si procederà all’incanto e successivo delibe- 
ramento dell’iofradescrittostabile, mediante 
l’osservanza delle condizioni inserte nel ban¬ 
do che verrà debitamente pubblicato, cd al 
prezzo dalla.instante offerto di L. 100. 

Descrizione dello stabile. 

Prato, regione Sortette o Sorchette, senza 
n. di mappa, di are 38, coerenti a mattina 
il Comune di Livorno, a giorno Gloanni Ay- 
mar, a sera il marchese Gorzegno, a Botte 
eredi D. Giuseppe Porzo, imposto dell’annuo 
tributo regio di centesimi 85. 

Vercelli, là 9.bro 1859. 

Ferraris sost. Mambretti. 


-- 

¥•« 1 X 9 » W>. «. STATAI** »C. 





































































1° Supplimento al n° 285 della GAZZETTA PIEMONTESE 


PARTE UFFICIALE 


Torino, 19 novembre 1859 

legge sul Riordinamento dell’Istruzione Pubblica 

[Continuazione , Vedi il N. 285 della Gazzetta). 

TITOLO II. 

DELL’ ISTRUZIONE SUPERIORE. 

CAPO I. — Del fine dell’ Istruzione supcriore 
e degli Stabilimenti in cui è data. 

Art. 47. L’istruzione superiore ha per fine di indiriz¬ 
zare la gioventù , già fornita dulie necessarie cognizioni 
generali , nelle carriere sì pubbliche che private in cui 
si richiede la preparazione di accurati studi speciali, e di 
mantenere ed accrescere nelle diverse parti dello Stato 
la cultura scientifica e letteraria. 

Art. li8 . Essa sarà data a norma della presente Legge 
nelle Università di Torino, di Pavia, di Genova, di Ca¬ 
gliari, nell’Accademia scientifico-letteraria da erigersi in 
Milano, e nell’Istituto universitario da stabilirsi per la 
Savoia nella città di Ciamberì. 

Art. 49. L’ insegnamento superiore' comprende cinque 
Faeekw, - ' cioè t ~ ~ ■ * > " 1 ■■** 1 « r* ■ • - 

1. La Teologia; 

2. La Giurisprudenza; 

3. La Medicina ; 

4. Le Scienze fìsiche, matematiche c naturali ; 

5. La Filosofìa e le Lettere. 

L’Istituto universitario di Ciamberì sarà costituito da 
una Facoltà di Filosofia e di Lettere, e dalle Scuole uni¬ 
versitarie già prima esistenti in quella città. 

Nell’ Accademia di Milano saranno dati gli insegna¬ 
menti proprji della Facoltà di Filosofia e Lettere, oltre agli 
altri contemplali all’art. 172. 

Art. 50. Le spese di questi Stabilimenti c degli Istituti 
che ne fanno parte, o vi sono annessi, saranno a carico 
dello Slato. 

Le proprietà però, le ragioni ed i beni di ogni ma¬ 
niera di cui tali Stabilimenti sono o potessero col tempo 
venire legalmente in possesso, saranno loro mantenuti a 
titolo di dotazione, jpptranno essere distratti dallo scopo 
cui furono destinati, 

I redditi provenienti da queste dotazioni saranno in- 

, 1 * . ‘ _ ! I H 


Art. 55. La durata , l’ordine c la misura , secondo i 
quali questi insegnamenti dovranno esser dati, verranno 
determinati nei Regolamenti clic in esecuzione della pre¬ 
sente legge saranno fatti per ciascuna Facoltà. 

CAPEI III. — Del Corpo Accademico. . 

Art. 50. Il Corpo Accademico in tutte le Università è 
formato dai Professori ordinari, e, là dove vi sono, dai 
Dottori aggregati. 

Le persone, che senza appartenere ad alcuna nelle 
Facoltà], sono deputate a titolo di’ Professori straordinari 
o ad un altro titolo qualunque autorizzate ad esercitare 
qualche uffizio Accademico nella ' Università , non tanno 
parte di questo Corpo. 

SEZIONE I. — Dei Professori ordinari. 

Art. 57. i Professori ordinari sono nominati dal Re fra 
le persone che, previo concorso a norma di questa legge, 
saranno state dichiarate idonee a tale uffizio. 

Art. 58. Vi sono due forme di concorso ; il concorso 
per esame ed il concorso per titoli. 

Il concorso per esame consta di una. soric di espe¬ 
rimenti orali e per iscritto, ordinali in guisa che dal loro 
complesso si possa apprezzare non soltanto la perizia dei’ 
candidati intorno alle discipline del concorso, ina eziandio 
la loro attitudine ad insegnare. 

Il concorso per titoli consiste "neH’esibmonc di opere 
stampate, e di altri documenti atti ad accertare clic i can¬ 
didati posseggono le qualità di cui si cerca la prova nel 
concorso per esame. i.‘. m ’ • ▼ "• : ; 

Art. 59. Queste due forme di concorso sono indipent- 
denti l’tina dall’altra in ciò che gli inspiranti avranno fa¬ 
coltà di presentarsi o per tutte due' in pari tempo, o so¬ 
lamente per l’una di tali forine. i 


un 


Art. 72. Tutti questi stipendi si accresceranno di 
decimo per ogni quinquennio di effettivo servizio. 

II quinquennio per questi aumenti non comincierà a 
decorrere che dal giorno in cui questa legge sarà posta 
ad esecuzione. 

I professori però che alla pubblicazione della presente 
legge conteranno cinque o più anni ili non interrotto 
servizio, godranno immediatamente dell’aumento di un 
decimo sulla norma de’ nuovi stipendi. I professori poi 
che a norma della legge avevano l’aifidamento di aumenti 
progressivi senza che abbiano ancora ottenuto nessuno di 
questi aumenti ed.agli assegnamenti dei quali non è stato 
recato alcun accrescimento per lo stabilimento dei uuovi 
stipendi, avranno diritto che per questo rispetto negli 
aumenti si computino a loro favore gli anni di s ervizio 
prestati precedentemente. 

Art. 73. AI fine eziandio di chiamare nelle diverse fa¬ 
coltà i professori di cui all’ art. 09 e di ritenervi quelli 
che sarebbe meno facile di surrogare, si potranno au¬ 
mentare tali stipendi della metà. Questo accrescimento 
sarà fatto per Decreto Regio , previo pareae del Consiglio 
superiore. Il Decreto dovrà contenere i motivi dell’ au¬ 
mento. A questo stesso linee colle stesse riserve si potrà 
derogare alio, qortue prescritte all’ ajt. 70. ^ 

ArtC 7-f! ‘0 condizióne di coloro tra i professori at¬ 
tuali che, a titolo di stipendio o di emolumenti fissi , 
pcrcìpiscono una somma maggiore di quella clic loro c 
assegnata in questa legge, non sarà cambiata se non nella 
parte per cui lo stabilimento dei nuovi stipendi loro è 
.favorevole. 

Questi professori non avranno diritto all’aumento di 
cui all’ art. 72 , se non so per la parlo clic concerne gli 


dello Stato nell’ attivo che 
degli Stabilimenti cui appar- 


scritti annualmente a sgravio 
sarà attribuito a ciascuno 
tengono. 

CAPO II. — Degli insegnamenti delle diverse Facoltà. 

Art. 51. Gli insegnaménti che dovranno essere dati in 
un determinato stadio di tempo nelle diverse Facoltà sono 
i seguenti : j ' 

Facoltà Teologica. — 4. Istituzioni bibliche; 2. Sacra 
Scrittura; 3. Storia ecclesiastica; 4. Istituzioni teologiche; 

5. Teologia speculativa; 6. Materia sacramentale; 7. Teo¬ 
logia morale; 8! Eloquenza sacra. 

Facoltà Giuridica. — 1. Introduzione allo studio delle 
Scienze giuridiche ; 2. Diritto romano ; 3. Diritto civile 
patrio; 4. Diritto ecclesiastico; 5. Diritto penale; 6. Di¬ 
ritto commerciale; 7. Diritto pubblico interno ed ammi¬ 
nistrativo; 8. Procedura civile e penale; 9. Storia del di¬ 
ritto; 10. Diritto cpsiitftzionale; 11. Filosofia del diritto; 
42. Diritto internazionale; 13. Economia politica; 14. Le 
nozioni elementari di medicina legale. 

Facoltà Medica. — 1. Chimica generale inorganica od 
organica; 2. Botanica; 3. Zoonomia e Zoologia medica; 4. 
Anatomia umana normale; 5. Fisiologia; 0. Patologia ge¬ 
nerale; 7. Materia medica; 8. Clinica medica e Patologia 
speciale medica; 9. Clinica chirurgica e Medicina opera¬ 
tiva; 10. Patologia speciale chirurgica ed istituzioni chi¬ 
rurgiche ; 11. Oculistica teorico-pratica; 42. Ostetricia 
teorico-pratica; 13. Anatomia patologica; 14. Medicina 
legale, igiene c polizia medica. 

Potranno in seguito essere stabiliti insegnamenti di 
perfezionamento per vari rami di Scienze mediche negli 
spedali di Torino e di Milano. 

Corso pei Farmacisti. — 1 . Botanica; 2. Mineralogia; 

3. Chimica generale; 4. Farmacia teorico-pratica. 

Facoltà di Scienze fisiche, matematiche ^.naturali. — 

4. Introduzione al calcolo; 2. Calcolo differenziale cd in¬ 
tegrale; 3. Meccanica razionale; 4. Geodesia teoretica; 5. 
Geometria descrittiva; G. Disegno; 7. Fisica; 8. Chimica 
generale; 9. Mineralogia e Geologia; 10. Zoologia; 11. Bo¬ 
tanica. 

Facoltà di Filosofia e Lettere. — 1. Logica e Metafi¬ 
sica; 2. Filosofia morale; 3. Storia della Filosofìa;* 4. Pe¬ 
dagogia; 5. Filosofia della Storia; G. Geografia e Statistica; 

7. Storia amica e moderna ; 8. Archeologia; 9. Lettera¬ 
tura greca . latina, italiana (c francese nella Facoltà di 
Ciamberì); 10 Filologia. 

Art. *>2. Queste diverse materie saranno insegnate, per 
quanto saia possibile, dove esistono le singole Facoltà. 

Ciò nulla meno l’insegnamento della Facoltà di Fi¬ 
losofia e di Lettere non sarà dato compiutamente , nò i 
gradi accademici cui indirizza saranno conferiti che nella 
Università di Torino, nell’Accademia di Milano, e nel- 
J’Istitulo universitario di Ciamberì. 

Nelle altre Università l’insegnamento filosofico e let¬ 
terario sarà dato nei limili di un acconcio sussidio agli 
studi delle diverse Facoltà che vi sono istituite. 

Art. 53. Alla Facoltà di Scienze Fis che e Matematiche 
dell’ Università di Torino sarà annessa una Scuola d’ap¬ 
plicazione in surrogazione all’ attuale Regio Istituto tec¬ 
nico, in cui si daranno i seguenti insegnamenti; 4. Mec¬ 
canica applicata alle macchine ed Idraulica pratica; 2. Mac¬ 
chine à vapore e ferrovie; 3. Costruzioni civili, idrauliche 
e stradali; 4. Geodesia pratica ; 5. Disegno di macchine; 
6. Architettura ; 7. Mineralogia e Chimica docimastica ; 

8. Agraria ed Economia rurale. 

Inoltre alla Facoltà anzidetta in Torino e Pavia sa¬ 
ranno annesse Cattedre di Analisi, c Geometria superiore, 
' di Fisica-matematica, e di Meccanica superiore. 

Art. 54. Nella Facoltà di Filosofia e di Lettere del¬ 
l’Università di forino e nell’Accademia di Milano potranno 
inoltre essere dati insegnamenti di lingue antiche c mo¬ 
derne, come eziandio corsi speciali di Letteratura e di 
Filosofia, non che corsi temporanei relativi a diversi rami 
di Scienze a complemento delle altre Facoltà. 


Orni aspirante quindi dovrà dichiarare, nella do- ' assegnamenti che, a tenore di questa legge, loro sono 
• ... i- <•— s —ji 1 attribuiti a titólo di stipendio. 

Art. 75. Nessuno può essere investito simultaneamente 
della qualità di professore iti due diverse Facoltà. 

Il titolare di una cattedra però potrà essere chiamato 
a dare un insegnamento regolare in una Facoltà diversa 
dalla sua, ma non .avrà in quella, tanto rispetto allo sti¬ 
pendio , quanto rispetto alle prerogative accademiche, 
che i diritti di un professore straordinario. 

Se egli è chiamato ad insegnare 0 a dirigere esercizi 
scientifici 0 letterari in alcuno degli stabilimenti annessi 
all’ Università di cui fa parte , avrà diritto, a meno che 
non vi adempia ad un doVere inerente alla sua cattedra, 
ad una- conveniente indennità. 

Art. 7G. I professori delle Università potranno essere 
chiamati a dare, ciascuno nell’ordine de’suoi studi, 
corsi regolari negli stabilimenti superiori d’ istruzione se¬ 
condaria classica o tecnica istituiti ila questa legge. 

Essi avranno in tiri caso diritto ad un’ indennità an¬ 
nuale , ma non vi assumeranno inai la qualità di profes¬ 
sori addetti a questi stabilimenti. 

SEZIONE 11. — Dei Dottori aggregati. 

Art. 77. I Dottori aggregati sono mantenuti nelle Uni¬ 
versità nelle quali esistono attualmente. 

La qualità di Dottore aggregato si ottiene per mezzo 
«elei T concorsi che a questo fine saranno annualmente inti¬ 
mali nelle diverse Facoltà. 

Art. 78. Per essere ammessi al concorso di aggrega¬ 
zione in una Facoltà conviene aver ottenuta almeno da 
due anni la laurea che si conferisce nella medesima, od 
essere in possesso di titoli riputati equivalenti a questa 
laurea. 

L’estimazione di tali titoli sarà fatta, salvo ricorso al 


manda in cui chiede di essere iscritto fra i candidati, il 
modo di concorso al quale intende sottomettersi. 

Art. b0. I concorsi saranno denunziati quattro mesi al¬ 
meno prima del giorno in cui dovranno aver principio le 
pratiche che ai medesimi si riferiscono. 

Art. Gl, Èssi saranno intimati nelle sedi delle Univer¬ 
sità in cui avranno avuto luògo le vacanze alle quali si 
vorrà provvedere. 

Non pertanto il Ministro potrà far intimare il con¬ 
corso anche iti altra città. r t. 

Art. G2. Il merito dei singoli candidati sarà apprez¬ 
zati) da una Commissione nominata dal Ministro fra le 
persone conosciute per la loro perizia in simili materie 
od in quelle die vi sono affini , 0 per la loro esperienza 
nell’ insegnamento delle medesime. 

La Commissione consterà non meno di 5 membri e 
non più di 9 , compreso almeno un membro del Consi¬ 
glio Superiore die la presiederà. 

. Art. G3. Gli esperimenti del concorso per esame a- 
vranno luogo , per quanto è possibile , in pubblico e di¬ 
nanzi alla predetta Commissione , alla fquale saranno pre¬ 
viamente stati sottoposti i titoli che costituiscono l’ altra 
forma di concorso. * 

Art. Gi. Il giudizio (lolla Commissione si risolve in una 
dichiarazione di eleggibilità in favore dei candidati che 
nel concorso per esame si sa round chiariti idonei all’ in¬ 
segnamento cui aspirano, classificandoli in ragione di me¬ 
rito scientifico , come pure in favore di quelli che nel 
concorso di titoli avranno fornita prova d’ idoneità. 

Art. 65. Il merito del candidato che avrà concorso, in 


pari tempo , per esame e per titoli, sarà apprezzato com¬ 
plessivamente per le due forme. 

Art. GG. I giudizi della Commissione intorno al merito j Consiglio Superiore, dalla Facoltà 
di ciascun candidato saranno stesi , coi motivi su cui i Art. 79. Vi saia un concorso per ogni anno m cia- 
saranno fondati, in una relazione diretta al Consiglio Su- , scuna Facoltà, talché ognuna delle divento materie cheti 
pcriore. j si insegnano possa divenire in breve stadio ili tempo og- 


ina , prescindendo da ogni concorso, le persone che per j di quattro altri membri scolli dal Ministro o nei. corpo 
)cre t per iscoperte, 0 per insegnamenti dati , saranno accademico 0 fuori di esso fra coloro che saranno riputati 
nule in meritata fama di singolare perizia nelle materie idonei a tale uffìzio. . , 


Questa relazione dovrà essere firmata dai membri 
della Commissione. Ognuno di essi potrà aggiungervi le 
osservazioni che crederà opportune per ispiegarc il pro¬ 
prio volo. 

Art. G7. Le deliberazioni della Commissione avranno 
luogo ad assoluta maggioranza di voli, ma non si avranno 
per valide se non \i saranno concorsi almeno i due terzi 
ile’suoi membri, non compreso il Presidente, il cui volo, 
in caso di parità, sarà preponderante. 

Art. G8. Le solennità del concorso , i termini entro i 
quali dovranno essere fatte ie domande di atnmessione ai 
medesimi , le forme da osservarsi dalla relativa Commis¬ 
sione , come altresì 1’ ordine secondo il quale dovranno 
aver luogo i diversi esperimenti , saranno determinali da 
apposito Regolamento. 

Ari. G9. Il Ministro potrà proporre al Re per la no¬ 
mina 
opere 

venule in meritata fama-di singola! 
cui dovrebbero professare. 

Art. 70. Il numero dei professori ordinari che potranno 
essere nominati in ciascuna Università è fissato in ogni 
facoltà come segue : , 

Università di Torino e di l^via coll'Accademia di Milano. 
Per la Teologia . . . . . N” G 

Per la Giurisprudenza .... » 

Per la Medicina.» 

Per le Scienze Fisiche e Matematiche compresa la 
scuola d’applicazione sfi . . . » 

Per la Filosofia e le Lettere. . . , 

Università di Genova. 

Per la Teologia • • 

Per la Giurisprudenza .... 

Per la Medicina • • • . 

Per le Scienze Fisiche c Matematiche 
Per la Filosofia e le Lettele* . . . 

/ Università di Cagliari. 

Per la Teologia. 

Per la Giurisprudenza .... 

Per la Medicina • • • . • 

Per le Scienze Fisiche c Matematiche 
Per la Filosofia e lc Lettele . • , 

Istituto Universitario di Ciamberì. 

Per la Filosofia e le Lettere . . . t . * 

Tulli «di altri insegnamenti d( Ile rispettive facoltà sa¬ 
ranno dati da professori straordinari e da incaricai, special.. 

Art 71 Gli stipendi dei professori ordinsuT sai anno 
regolati «/ciascuna facoltà in base all’annessa Tabella (B), 
salvo il disposto degli articoli 73, /4 e 182. 


getto di un concorso. 

Il numero dei candidati che in ogni concorso po¬ 
tranno essere promossi aH'aggregazione non eccederà mai 
quello di due. 

Art. 80. Per l’aggregazione alla Facoltà di Filosofia c 
Lettere non si apriranno concorsi che nell’ università di 
Torino. 

Art. 81. I concorsi avranno luogo dinanzi a Commis¬ 
sioni appositamente istituito e colla maggior pubblicità 
possibile per via di esperimenti orali e scritti in ognuna 
delle materie che forgia ilo argomento dei concorsi medesimi. 

Art. 82. Ciascuna di queste Commissioni sarà composta 
del Preside della rispettiva Facoltà, il quale ne avrà la 
presidenza , del Professore ordinario 0 straordinario al 
quale è affidato l’insegnamento della materia del concorso, 
di tre membri eletti nel suo seno dall’intiera Facoltà, e 


N° 


V 

» 

D 

» 


10 

11 

il 

10 

5 

8 

9 

7 

4 

‘ 3 

8 
8 
G 

3 


Nelle Facoltà dove la stessa materia è affidala a più 
Professori, ciascuno di essi sarà chiamato alternativamente 
a far parte delle Cotnmissiopi che pei concorsi sopra 
questa materia saranno istituite. 

Art. 83. A queste Commissioni spetterà I apprezzare 
il merito di cui i singoli candidali avranno dato prova 
nei diversi esperimenti, e di pronunciare , ove occorra, 
definitiva mente nei limiti prescritti nell’alinea dell art. 79 
la promozione di coloro che §i saranno chi riti più idonei. 

Art. 84. Non pertanto la qualità di Dottore aggregato 
potrà senz’altro essere conferita dal Re, ed anche me¬ 
diante elezione con due terzi di maggioranza dalle diverse 
Facoltà a coloro coi può essere, a termini dell’articolo G9, 
conferita quella di Professore ordinario senza concorso. 

Art. 85. 1 Dottori aggregati suppliscono , in caso di 
temporario impedimento, i Professori per gli insegnamenti 
di cui questi sono iiffìrialmentc incaricati , fanno parte 
delle Commissioni istituite per gli esami speciali e gene¬ 
rali, e son chiamati ad argomentare nell’ ultimo esperi¬ 
mento di laurea. 

Nel caso che mancassero Dottori aggregati applicati 
alla speciale scienza cui occorre supplire nell’ insegna¬ 
mento, o per entrare a formar parte della Commissione 
d’esame, o finalmente per l'argomentazione, è fatta facoltà 
al Pieside di scegliere persim i idonea fra gli estranei al 
Corpo 'accademico, ma a preferenza fra i liberi insegnanti. 

Art. 8G. I Dottori aggregali n 0 hanno stipendio fisso, 
ma sono loro assegnale convenienti indennità per l'uffizio 
prestalo nel supplire i Professori, e per le altre funzioni 
accademiche cui potessero esser chiamati ad esercitare. 


































































Art. 87. li Consiglio Supcriore decide, sopra rapporto 
del Rettore deH’Univcrsità alla fine di ogni anno accade¬ 
mico, salvo ricorso al Ministro, se le indennità da pagarsi 
ai Dottori aggregati a titolo di supplenti dei Professori 
debbano prelevarsi in tutto od in parte sugli stipendi dei 
Professori surrogali. 

Tali indennità non saranno interamente a carico dello 
Stato senoncbè nei rasi in cui il Professore sia impedito 
per cagione di .pubblico servizio o di malattia. 

Art. 88. Per ciò che concerne il diritto ad emolumenti 
superiori di cui alcuni fra i Dottori aggregati sono at¬ 
tualmente in possesso si osserverà quanto è disposto al¬ 
iare 7-4 in favore de Professori clic si trovano in una 
analoga condizione relativamente ai loro stipendi 

on l>( ? i> V " r Dci Professori straordinari. 

Art. 8.1. I l rofessori straordinari sono nominati dal 
Ministro per dare nelle diverse Facoltà una parte deeli 
insegnamenti ordinari o per darvi gli insegnamenti di ner- 
fezioaamcnti speciali. 1 

Questi professori saranno scelti indistintamente fra i 
Dottor, aggregati, o f.a i privali insegnanti ; nò “si potrà 
derogare a questa regola che in favore delle persone con 
tempiale negli som. 04 e 09 , e di quelle che per opere 
scritte o per insegnamenti dati saranno venute in mudo 
di molta dottrina nelle discipline speciali che avraimo ad 
insegnare. 

Art. 00. I Professori straordinari cessano d’uffizio col 
finire dei corsi de 1 quali furono incaricati, e non possono 
riprenderli che per nuova nomina. 

Art. 91. il loro numero in ciascuna Facoltà non potrà 
oltrepassare quello dei Professori ordinari 

Nelle Facoltà tuttavia dove vi ha ordinariamente un 
gran numero d. studenti, quello dei Professori straordi 
nari potrà essere aumentato in ragione degli insc-m- 

menu, che secondo i casi si crederà opportuno di divi¬ 
dere o duplicare. 

Art. 92, Lo stipendio dei Professori straordinari non 
potrà eccedere . sette decimi di quello che è assediato 
per le^ stesse funzioni ai Professori ordinari. 1 

L’ammontare degli stipendi dei Professori straordi- 

meme ,,d hila,,ciu *««** ? 

'!■- D “J U ««S'mwtó a Molo privai.o. 

,. Alt - 7 1 ,, , . rofessuri oldl "“ r ' «I i Professori sbor¬ 
dinoti, oltre I insegnamento die loro è ufficialmente affi- 

dato , potranno dare , nelle Facoltà a cui sono addetti 
corsi privati solita lutto le materie che vi si insegna,,, i 
sulle materni affini. Nessuno di essi però potrà ripetere a 
titolo privato I insegnamento elle dà o dovrebbe dare a 
titolo pubblico. 

I Dottori aggregati sono di diritto liberi insegnanti 
ciascuno per gli insegnamenti prescritti nel programma 
ufliciale delle rispettive Facoltà, o ad essi attinenti. 

Art. 94. lutti coloro cui è concesso insegnare a titolo 
privato, volendo usare d. tale facoltà, presenteranno i loro 
programmi al Consiglio superiore. 

Art. 95. Avranno pure diritto di dare lezioni intorno 
alle materie clic s insegnano nelle Università coloro che 
non essendo nè Professori ordinari nè straordinari , nè 
Dottori ag^ug.tti , Sviianno riconosciuti idonei secondo le 
norme infra stabilite. 

Art 90. L’antorizzazionc all’insegnamento cui accenna 
lanicci, precedente può essere concessa dal Ministro a 
quelli c.:e abbiano date prove non dubbie di capacità nelle 
materie che s. progongono d’insegnare. A meno però che 

1 K 1 fe lle * cui si . '/ferisce In disposizione 

dell ait. 09, il Ministro non può concedere tale autoriz¬ 
zazione se non dopo avere sentito il parere del Consiglio 
Superiore di pubblica Istruzione. Consiglio 

Art 97. Fuori dei casi previsti daJFarticolo precedente 
per potere acquistare la qualità d’insegnante privato n 
postulante dovrà dar prova della propria capacità con un 
esame particolare intorno nlò, «rinL a , nmo di 


All. 

scrina 


di un membro del Corpo Acca demico, sono : 1’ aver per 
alti contrarii all’ onore incoi- so la perdita della pubblica 
considerazione ; 1’ aver coll’ i nsegnamento o cogli scritti 
impugnale le verità sulle qua li riposa l’ordine religioso e 
morale, o tentato di scalzare i principii e le guarentigie 
che sono posti a fondamento della costituzione civile dello 
Stato; l’aver infine, malgrado replicate ammonizioni, per¬ 
sistito nell'insubordinazione alle Autorità, e nella trasgres¬ 
sione delle leggi e dei regolamenti concernenti 1’ Uni¬ 
versità. 

Art. 407. • Il Ministro tuttavia non può sottoporre al 
Re un Decreto di sospensione o di rimozione di alcuno 
fra i membri del Corpo Accad etnico, che dietro giudizio 
conforme del Consiglio Superiore. 

Il Consiglio Superiore, che in tale caso dovrà essere 
composto di almeno due terzi de’suoi membri fra ordi¬ 
nari e straordinari , non procederà all’ esame di questi 
fatti senza l’intervento del Consultore legale e senza es¬ 
sersi prima aggiunti due delegati della Facoltà alla quale 
appartiene l’incolpato. 

Questi delegati saranno scelti dalla Facoltà fra i 
membri pari in grado all’incolpato, ed avranno voto de¬ 
liberativo nel Consiglio* 

Tanto i membri del Consiglio, quanto i delegati della 
Facoltà non potranno ricusarsi a tale incarico se non se 
per cause determinale , intorno alla validità delle quali 
pronuncierà il Ministro. 

In ogni caso quelli fra essi che per qualsiasi motivo 
non potranno assistere a tali tornate del Consiglio ver¬ 
ranno surrogati sino ai compimento dei due terzi. I sur¬ 
roganti saranno scelti, secondo i casi, dal Ministro o dalla 
Facoltà nelle stesse categorie in cui vogliono esser presi 
i surrogati. 

L’incolpato dovrà essere ammesso davanti al Consi¬ 
glio così costituito per esporvi le sue difese. 

Il giudizio del Consiglio sarà testualmente inserito 
nel decreto ministeriale che emanerà relativamente al 
procedimento intentato. 

Art. 108. La sospensione non può eccedere due anni. 
Essa imporla la perdita dello stipendio. Oltre a ciò il 
tempo in cui essa dura, non corre per I’ anzianità nella 
Facoltà, nè è computalo negli anni di servizio. 

La rimozione importa privazione di tutti i diritti 
inerenti alle funzioni esercitate nelle Università ed al ser¬ 
vizio prestato nelle medesime. 

Art. 109. Nel caso in cui un Professore ordinario a 
cagione di malattia o di età non sarà più in istato di 
riprendere o di continuare utilmente le sue funzioni , il 
Ministro . dono aver sentito il Consiglio Snrwinrp 1 W 1 


esame particolare intorno alla scienza od 
scienza su cui verserà il suo insegnamento. 

-8. . esame consisterà : 1 . i„ ,„ la dissertazione 
sopì a un tema proposto dalla Commissione osa¬ 
nti nutrice ; m una conferenza intorno al tema delti 

dissertazione ed intorno alla scienza od al ramo di scienz, 
che deve formare oggetto dell’ insegnamento • 3 ì n ,m‘ 

dei!’esame, e composta i, muiL r,Lns ™ l 1 soggetto 

scelti nella Facoltà stessa e d , l? ‘i CgUa e d ‘ ,reillbri 
desima. Ul u,cmbn estranei alia me- 

è conceduti' a . ' ilol °, P rival ° 

Facoltà, e rispettivamente pei Vi cor i J,) ' ve,8| L» od uua 
fessane a titolo pubblico. ° M clus m 81 p, °- 

k' 1 sonegliauza sul privato insegnamento viene eser- 

ed in^uelle l0 dm " el 1 d ° Ve ? siste Università , 

ed^m quelle dine havv, una sola Facoltà dal Presidi 


Tc’StSi di 8ioris "''“ d -“ 

trihniti H ilin tstn» ’• u rofes>oi * non s6uo re- 

Iu p* 


può 


L*guaineiito a titolo privato. 

p-escr : 11 e "dallà^if■ ^ a , til0, ° priva, ° “condo le norme 
L dalla l ,rest ; me l^gge avranno lo stesso valore 
b'Ut. de, colsi a titolo pubblico. 

Art. 103. I corsi di cui nell* articolo piecedente non 
poti anno essere sospesi e chiusi definitivamente se non 

g and tnz dd C0nsi8li0 «Wir 

™ la ’ ,,t ' lle 10,0 d,fac • «'» d 

i,)S 'o nanle perde tale qualità se 
impedì mento. 11 Ul C0Usecutlvi ,,ou l’esercitò senza legittimo 

AI ° Vi - ~ Pj tle , yuurmtigie concesse ai Membri 
\’t •Kr. j iil ’ ,/* 0r PO Accademico. 
torl i'.. . ' dual,d ‘ di Ptufost,,- 

101L a è.g‘Cgato Confe ■ 

a Vita, ^ ... .. ._... 

non 


legge 


re ordinario e di Dot- 
Vlla Z ll r i ,n Un f lj " ive, 'sità a norma della 
possono essere ^ 1 ,; ; '' °'V ." c 801)0 Rivestiti noi 
nè . .mossi, „è Sm ’ ? u .‘ ^ 105 ' ^ sospesi 

che vi sono annessi se ni '" 1 ' 1111 (lci va,lla Kg» ed onnr 
infrascritte. ’ 


. aiuitggi ed onori 
per le cause e colie forine 


Aiti, 
vere ; 


:i:iJi:/i!dratna:ee!"'- , ; e j pnSSono dar ,uo «° « promuo 
*-• i,s.-.ine o la rimozioni 


Ministro , dopo aver semito il Consiglio Supcriore , 
proporne al Re la collocazione a riposo. 

In questo caso, ove coloro che sono collocati a ri¬ 
poso abbiano oltre a dieci anni di servizio , avranno il 
titolo di Emeriti, e godranno di tutti gli onori e diritti 
inerenti a questo titolo. 

Art. 110. Quando indipendentemente dalle cause pre¬ 
viste agli articoli 100 e 109 un membro del Còrpo Ac¬ 
cademico rinunzia al proprio uffizio , se il servizio che 
ha prestato nella Università cui è addetto, eccede i dicci 
anni , potrà ottenervi , secondo le funzioni di cui è in¬ 
vestito, il titolo di Professore o di Dottore aggregato ono¬ 
rario; se poi il servizio eccede i venti anni, al predicato 
di onorario sarà sostituito quello di emerito. Questi ti¬ 
toli sono accordati dal Re, o con approvazione del Re , 
dalle rispettive Facoltà. 

Il Professore ordinario che rinunzia al suo uffizio 
può sempre assumere nella Facoltà cui appartiene la 
qualità di Dottore aggregato , od anche di semplice pri¬ 
vato insegnante. 

Art. 111. I richiami che potessero levarsi contro gl’in¬ 
segnanti ufficiali che non sono membri del Corpo Acca¬ 
demico, o contro gj’insegnanti a titolo privata, saranno 
portati dinanzi al Ministro, il quale , sentito il Consiglio 
Superiore, prenderà i provvedi menti opportuni. 

Art. 112. In ogni evento però il Ministro potrà far 
chiudere temperai iamente, senza distinzione di insegnanti, 
i corsi che fossero occasione di scandali e potessero pro¬ 
vocare disordini. I» caso di urgenza questa stessa facoltà 
apparterrà al Rettore dell’ Università nella città ove esso 
si trova, od al R. Provveditore se in altre città. Queste 
autorità scolastiche dovranno immediatamente riferirne al 
Ministro per l’approvazione e per le opportune direzioni. 

CAPO VII. — Degli Studenti e degli Uditori. 

Art. 113. Vi sono nelle Università due ordini di Stu¬ 
denti: gli Studenti propriaménte detti e gli Uditori. 

Art. 114. Per essere inscritti a titolo di Studenti in 
una Facoltà conviene aver superala la prova degli esami 
di aininessione che aprono l’adito alla medesima. 

Cli esami d’ ammessione avranno luogo in pubblico 
dinanzi a Commissioni nominate annualmente dal Rettore 
dell Università, presiedute ciascuna da un Professore della 
relativa Facoltà , e composte in parte di membri del 
Corpo Accademico ed in parte di persone estranee a 
questo Corpo. 

Art. 115. Coloro che chiedere uno di poter frequentare 
i corsi che si danna nelle diverse Facoltà senza essere sot* 
toposii alla pioia degli esami richiesti per essere ascritti 
• titolo di studenti in alcuna di esse, vi saranno ammess 
a titolo di Uditori. •< 

A;t. 116. L’iscrizione si farà ad ogni semestre. Le nonni 
pr essa saranno stabili lo da un Regolamento. 

Art. 117. Ad-ogni iscrizione semestrale è lecito agl 
Studenti k ed Uditori d’iscriversi a qualunque Università dell» 
Stato, comprese le Facoltà staccate di Milano e Ciamboli 
Art. 118. Gli Uditol i però non possono mai essere am 
messi agli esami die conducono al conseguimento dell 
laurea in alcuna delle Facoltà senza avere superala la prov 
i ichiestii per esservi iscritti a titolo di Studenti. 

L’Uditore, che in qualsiasi tempo avrà regolannent 
superata questa piova, assumerà la qualità di Studente co 
tuui i privilegi che vi sono annessi. 

Art. 119. Uh studenti pagheranno ogni anno, all’aprirì 
della Università, una tassa d’immatricolazione secondo 1 
noi ine fissate nell’annessa Tabella (C). Il pagamento fati 
in una della Università o Facoltà sarà computato aneli 
quando lo Studente si trasferisca in altre. 

I‘cr gli Uditori questa tassa è del doppio della medi 
delle diverse Facoltà. 

Gli Uditori però che, senza aspirare alla laurea, chic 
deranno di essere ammessi a frequentare qualche cori 
particolare nella Università, saranno dispensati da quest 
tassa annuale. • 

| 1 .^ rt *. L’Uditore regolarmente iscritto ad un cor< 
< di i(’z:oni qualunque potrà chiedere ed ottenere un cci 


tificato di frequentazione o di subito esame mediante la 
tassa stabilita per questi documenti. 

Art. 121. Gli Studenti, gli Uditori pagheranno seme¬ 
stralmente per ciascuno dei corsi per cui si faranno in- ’ 
scrivere nelle diverse Facoltà una retribuzione che sarà 
fissata pei* ogni corso, secondo le norme specificate nella 
annessa Tabella (D). Pei corsi a titolo privato in qualsiasi 
località non polrassi pagar meno dello stabilito pei corsi 
pubblici nella Università di Torino; resta facoltativo l’au- 
rnento al privato insegnante. 

Art. 122. Lo Studente che avrà pagata la retribuzione 
voluta per uno dei corsi annuali, dati a titolo pubblico, 
potrà senz’altro larvisi inscrivere, e frequentarlo anche negli 
anni seguenti. 

Al t. 423. Gli Studenti che faranno constare di non es¬ 
sere in grado di pagare nò la tassa d’ immatricolazione, 
nè la retribuzione dei corsi, potranno esserne dispensati. 

Questo favore, dal quale saranno esclusi sempre gli 
Uditori, non sarà accordato che di anno in anno dal Mi¬ 
nistro sopra rapporto del Rettore a quei soli Studenti che 
si saranno segnalati per ingegno, per diligenza e buona 
condotta. 

Art. 124. Le somme provenienti dalle retribuzioni dei 
corsi saranno assegnate agli insegnanti in ragione delle iscri¬ 
zioni die saranno state prese pei corsi di ciascuno di essi. 

Tuttavia tre decimi della parte devoluta ai Professori 
tanto ordinari quanto straordinari saranno prelevati per 
formare un fondo annuale da ripartirsi, dietro norme che 
saranno stabilite nel Regolamento di ogni Facoltà, fra i 
Professori che per l’indole propria dell’insegnamento che 
loro è affidato, o pel breve stadio al medesimo assegnato, 
non possono avere che un ristretto numero di Studenti. 

Art. 125. Gli Studenti sono liberi di regolare essi stessi 
P ordine degli studi che aprono i’ adito al grado a cui 
aspirano. 

Tuttavia le Facoltà formeranno ciascuna un piano de¬ 
stinato a servire di guida ai rispettivi alunni per fare una 
ordinala ripartizione dei loro studi. 

CAPO Vili. — Della Laurea dottorale e degli Esami 
che vi si riferincoro. 

Art. 126. La Laurea dottorale verrà’ conferita in tutte 
le Facoltà agli Studenti che avranno superata la prova 
degli esami speciali e generali che sono richiesti per questo 
grado accademico. 

A quegli Studenti che, non avendo compiuto il corso 
d’ una Facoltà necessario per ottenere la laurea, amano 
tuttavia ottenere un certificato degli studi universitari fatti, 
quando superino i relativi esami, sarà rilasciata un’atte¬ 
stazione di licenza nelle materie a cui quegli studi si ri¬ 
feriscono. 

Art. 127. Gli esami speciali per ogni Laurea versano 
ciascuno intorno ad una delle materie principali, il cui 
studio è riputato necessario al conseguimento di tale grado. 

Non vi avrà che un solo esame speciale per ogni 
materia, qualunque sia lo stadio di tempo in cui è in¬ 
segnata , c qualunque sia il.nuraero dei Professori fra i 
quali è ripartita. 

Art. 128. Gli esami generali si aggirano intorno al com¬ 
plesso di tutte le materie di cui si è dato saggio negli 
esami speciali. 

Tali esami generali sono in numero di tre , e con¬ 
sistono: 

Il primo, in una composizione scritta a porte chiuse 
in un determinato tempo senza alcun soccorso di consi glio 
o di trattati, intorno ad un tema tratto dalle materie che 
han formato l’oggetto degli esami*speciali; 

Il secondo, in uno esperimento verbale intorno a di¬ 
versi temi tratti da queste stesse materie; 

Il terzo, in una disputa intorno ad una dissertazione, 
scritta liberamente dal candidato sopra un tema da lui 
scelto negli insegnamenti che alla Laurea si riferiscono, 
ed intorno, ad alcune tesi da lui parimenti scelte in questi 
stessi insegnamenti. 

Art. 129. I temi di tutti gli esami tanto speciali, quanto 
generali, saranno sempre traiti a sorte dai relativi programmi 
di esame, salve le eccezioni stabilite nell’ articolo prece¬ 
dente, per la dissertazione e per le tesi che devono for¬ 
mare l’oggetto della disputa, e salve quelle che potrà es¬ 
sere opportuno lo stabilire con speciali regolamenti per 
qualche particolare esame in alcuna Facoltà. 

Art. 130. I programmi per gli esami speciali e per 
quelli generali saranno comuni a tutte le Facoltà della 
stessa scienza in ognuna delle Università. 

I temi per formare i programmi dei diversi esami 
speciali saranno scelti nelle varie parti degli insegnamenti 
che a ciascuno di questi esami si riferiscono. 

I temi pei programmi degli esami generali saranno 
scelti, ma in modo più largo, complessivamente in tutti 
gli insegnamenti che formano l’oggetto dei diversi esami 
speciali*. 

I programmi predetti saranno compilati da apposite 
Commissioni create dal Ministro ed approvali dal Consiglio 
Superiore. 

Art. 131. U numero degli esami speciali richiesti per 
le diverse lauree*, e quello delle materie d’ insegnamento 
che ognuno di essi dovrà abbracciare, come altresì il tempo 
che dovrà essere dato a ciascun esperimento tanto porgli 
esami speciali, quanto per gli esami generali, saranno de¬ 
terminati nei regolamenti delle rispettive Facoltà. 

Art. 132. Gli Studenti sono liberi di regolare essi stessi 
l’ordine dei loro esami, con questa riserva, che non sa¬ 
ranno ammessi ad alcuno degli esami generali se non so 
dopo aver superali tutti gli esami speciali. 

Art. 133. Gli esami, tanto speciali quanto generali, su¬ 
perati in una delle Università del Regno, hanno lo stesso 
elleno legale, ed apronù l’accesso alle promozioni in tutte 
le altre. 

Art. 134. Gli esami sono pubblici, ed hanno luogo in¬ 
dividualmente per ciascun candidato dinanzi a particolari 
Commissioni istituite tutti gli auui per i diversi esami in 
ogni Facoltà. 

Art. 135. Le Commissioni per gli esami speciali saranno 
composte ciascuna: 

Del Professore o di uuo dei Professori incaricati del¬ 
l’insegnamento intorno al quale dovranno aver luogo gli 
esperimenti, e di due altri Membri; l’uno dei quali potrà 
essere scelto anche in altra Facoltà, 1’ altro potrà essere 
scelto fuori del Corpo Accademico, cd a preferenza fra i 
privati Insegnanti. 

La presidenza di ognuna di queste Coin nission i ap¬ 
parterrà al Professore della materia intorno alla quale 
verte l’esame, senza che si faccia distinzione tra i Pro¬ 
fessori ordinari c gli straordinari. 
























Quando due o più Professori sono incaricati del- 
i insegnamento della stessa materia o di due materie, 
che per le loro attinenze possono essere attribuite alla 
stessa Commissione, saranno chiamati alternativamente a 
farne parte ed a presiederla. 

Nel caso che per un motivo qualunque il Profes- 
sore cui è officialmcnte affidata la materia dell’esame non 
vi possa intervenire, la presidenza apparterrà al più an¬ 
ziano di età fra i Membri di cui verrà composta la Com¬ 
missione medesima. 

Art. 130. Le Commissioni per gli esami generali si 
comporranno di sei Membri non compreso il Presidente; 
tre dei quali saranno scelti fra coloro che danno un 
insegnamento ufficiale nella Facoltà ; gli altri tre po¬ 
tranno essere scelti fra persone che, quantunque estranee 
alla medesima, saranno in concetto di esperte nelle ma¬ 
terie dell’esame. 

La presidenza di ciascuna di queste Commissioni 
appartiene al Preside della Facoltà. 

Alla Commissione, innanzi alla quale dovrà aver 
luogo l’ultimo degli esami generali, saranno aggiunti 
quattro Dottori aggregati designali per ogni esame ai 
fine di fare le argomentazioni necessarie. 

Ove non vi sono Dottori aggregati saranno scelti 
quattro privati Insegnanti od altre persone esperte a 
scelta del Rettore. 

Art. 137.. I Membri delle Commissioni, che debbono 
essere scelti fra gli Insegnanti officiali, saranno designati 
dalle rispettive Facoltà ; gli altri Membri saranno nomi¬ 
nati dal Ministro. 

Nei casi però in cui sarà d’ uopo provvedere senza 
indugio,, il Rettore dell’Università, ed in sua assenza il 
Preside della Facoltà, potranno far surrogare i Membri 
di queste Commissioni scegliendo nelle categorie preac¬ 
cennate i surroganti. 

Art. 138. Alla line di ciascun esame, la Commissione 
dinanzi alla quale l’esperimento ha avuto luogo, si ri¬ 
tira e previa discussione sul merito dell’ esame approva, 
o rimanda il candidato a fare più diligente preparazione. 

Art. 130. Gli csaini speciali per ottenere la laurea 
dovranno esser fatti in uno stadio di anni determinato, 
a computarsi dal primo esame approvato. Questo stadio 
sarà fissato nel regolamento di ciascuna Facoltà. 

Gli Studenti che avranno protratti i loro esami oltre 
il termine fissato dal regolamento delle rispettive Facoltà, 
non potranno conseguire il grado cui aspirano, se non 
dopo aver ripetuti gli esami che resteranno fuori del 
termine medesimo. 

Art. 140. Gli esami fatti ed i gradi ottenuti fuori del 
. Regno saranno senza effetto nello Stato, salvo il caso di 
legge speciale. 

Ciò non pertanto coloro che avranno ottenuti di¬ 
plomi di laurea in alcuna delle Università Italiane od in 
una Università estera di maggior fama , e che faranno 
constare di aver effettivamente fatti gli studi e gli'esami 
richiesti per gli analoghi gradi nelle Università dello 
Stato, saranno dispensati dall’obbligo di fare gli esami 
speciali, e verranno senza più ammessi a fare gli esami 
generali del grado a cui aspirano. 

Per le persone considerate all’art. CO potrà darsi 
dispensa anche dagli esami generali ; questa concessione 
Terrà fatta con Decreto Reale previo il parere del Con¬ 
siglio Superiore. 

Coloro poi che faranno constare d’avere fallo in al¬ 
cuna delle anzidette Università uno o più corsi fra quelli 
prescritti dalla presente legge, potranno essere ammessi 
ai relativi esami. 

Art. 141. Gli esami che saranno necessari per otte¬ 
nere nelle Università i certificati, i brevetti e le patenti 
che rendono abili all’esercizio di alcune particolari arti, 
professioni od uffizi nello Stato, saranno determinati nei 
regolamenti delle Facoltà in cui vogliono esser fatti gli 
studi che a simili esami si riferiscono. 

Art. 142. Le tasse che, per ogni esame, non escluso 
quello di ammessione nelle diverse Facoltà, dovranno 
esser pagate dai diversi candidati , e le indennità che 
quindi dovranno assegnarsi ai Membri delle rispettive 
Commissioni che non hanno a titolo di Professori ordi¬ 
nali o straordinari uno stipendio fìsso nell’Università, 
sono regolate nella Tabella (E). 

. . . 9 P elle F ene disciplinuric. 

1', 5"® ci ' c le Aulorits Universitarie pro¬ 

nunciano al Ime di mantenere la disciplina scolastica sono 
le seguenti : 

1. L’ammonizione ; 

-a. L intctdizione temporaria di uno o più corsi ; 

3. La sospensione dagli esami ; 

4. L’esclusione temporaria dall’Università. 

rt. 44 . e applicazione della prima di queste pene 
può esser fatta dal Preside della' Facoltà ; quella ei a 
seconda da Rettore- lo a | f r» ,i„„ in 1 
nunziatc dalla Facoltà. " C dcbl>tra0 CSSCTC 


pio*’ 


L’applicazione delle prime due pene non può dar 
o a ricorso faorijdcrordino dello AntoriU, confi- 
♦ Pei le altre vi sarà sempre luogo 


casi, annulla i 

al modo con 
disimpegno dei 


troveranno an- 
quarta delle an- 

rsc 

cerchia 
rispettiva Uni- 

partico- 


luogo 
tuitc nella 

a ricorso al Ministro. 

Art. 145. Sarà rifiutata in auahiimnn tv,- i n 

Stato l’immatricolazione a coloro 2 fi t "" ters ' ,! ‘ (U ' Uo 
cora sotto il peso della seconda, terza e 
zidette pene. 

Art. 146. La giurisdizione disciplinaria delle diver 
Autorità Universitarie non si estende fuor della 
degli stabilimenti di cui si compone la 
versità. 

Art. 147. Con.apposito regolamento saranno 
Sarmento determinati i poteri disciplinari attribuiti a cia¬ 
scuna delle Autorità Universitarie, e le forme da so»ni. Jì 
nell esercizio dei medesimi. “ ,rsi 

CAPO X. — Delle Autorità Universitarie. 

Art. 148. La Direzione Amministrativa e l’Ispezione 

ccaclennca in ciascuna Università sono esercitate dal 
Rettore c dai Presidi. 

Arf -IMI T. SEZ10 ‘^ 1 — Del licore. 

ai in itti’/ 1 ,ielUm> è preposto, subordinatamente al 

a, ì™ 8 f 0verno nmnediato dell’Università. 
delh Inffjrn !i a . sua R otestà si estende, in conformità 
eh" s Sideri ,nT l f ne,Ui • » "'»» l’Università, sia 
alle Aulori'là ed ai divfr7X i !|"“ ,ì ," istrl, . liV0 l in ,° rdin '? 
classe che vi seno istituì.! TEdci-f X 

1 aspetto accademico in ordine alle diverse categorie di 
insegnanti e di studenti che la compoi^no. ° 

Art. lei. Egh mantiene nelle condizioni, die loro sono 


fatte dalla legge e dai regolamenti, le Autorità c gli Uf¬ 
ficiali che sono preposti alle diverse Facoltà ed agli sta¬ 
bilimenti che sono annessi all’Università. 

A questo fine riforma c, secondo i 
loro atti, salvo ricorso al Ministro. 

Art. 152. Informa il Ministro intorno 
cui ciascuno degli insegnanti attende al 
proprii doveri accademici. 

Fa le opportune ammonizioni officiali ai trasgressori 
di questi doveri e ne fa tener nota in apposito registro. 

Art. 153. Vigila sopra tutta la scolaresca, chiede ai 
Presidi delle rispettive Facoltà, ed ai membri del Corpo 
Accademico informazioni intorno ai progressi degli stu¬ 
denti, alfordinc dei loro studi c alla loro diligenza. 

Mantiene in tutti gli stabilimenti universitari l’osser¬ 
vanza della disciplina scolastica. 

Conferma, o, secondo i casi, mitiga , od annulla, a 
norma deila legge e dei regolamenti, i giudizi disciplinari 
che in via di ricorso sono portali dinanzi a lui. 

Designa al Ministro per gli opportuni riguardi gli 
studenti che si saranno segnalati per ingegno, diligenza 
e buona condotta. 

Fa annualmente una relazione , che trasmette unita¬ 
mente a quelle parziali dei Presidi di Facoltà, intorno 
alle condizioni dell’insegnamento ed ai risultati degli esami 
e dei concorsi nelle Facoltà ste3.se, cd intorno allo stalo 
del materiale annesso ai vari stabilimenti dell’Università. 

Art. 155. Pronuncia intorno alle domande di dispensa 
ed intorno ai ricorsi relativi alle immatricolazioni, alle 
iscrizioni, ai corsi .ed all’ammessione agli esami. Pronun¬ 
cia egualmente, salvo ricorso al Ministro, intorno alle tasse 
che a questi diversi oggetti si riferiscono. 

Art. 150. Dà i diplomi di laurea ed i certificati degli 
studi c degli esami fatti nelle diverse Facoltà, come al¬ 
tresì le patenti ed i brevetti clic si acquistano nelle me¬ 
desime. 

Art. 157. Veglia alla conservazione delle Fabbriche, 
delle Biblioteche, dei Musei , dei Gabinetti, ed in gene¬ 
rale di tutti gli Stabilimenti analoghi che sono annessi 
all’Università. 

Art. 158. Convoca il Corpo Accademico , ne presiede 
le adunanze, e lo precede nelle pubbliche solennità. 

Art. 159. Nelle diverse sue funzioni, il Rettore è as¬ 
sistito dai Presidi delle Facoltà. . 

Il Preside anziano lo surrogherà nei casi d’impedi¬ 
mento. 

SEZIONE 11 . — Dei Presidi delle Facoltà. 

Art. 160. I Presidi delle Facoltà sono nominati dal 
Re fra ' i Professori ordinari o tra i Professori emeriti 
della rispettiva Facoltà. Stanno in uffizio tre anni e sono 
rieleggibili. 

Essi esercitano, subordinatamente al Rettore, nelle 
Facoltà cui sono preposti, e sopra gli Stabilimenti olio 
sono annessi alle medesime , l’autorità che questi esercita 
nell’intiera Università. 

Convocano le Facoltà , ne presiedono le adunanze c 
le precedono nelle pubbliche solennità. 

Art. 161. Ciascuna Facoltà delibera intorno alla ripar¬ 
tizione dell’ insegnamento fra le diverse cattedre, e pre¬ 
senta i programmi annuali dei corsi in cui questo inse¬ 
gnamento è distribuito, all’esame cd alle deliberazioni del 
Consiglio Superiore. 

Conosce dei falli che importano contravvenzioni alle 
leggi ed ai regolamenti relativi alla disciplina scolastica, 
ed applica entro i limiti prescritti dall’ art. 144, dopo 
aver sentiti gli incolpati nei loro mezzi di difess, le pene 
che a norma dell’al t. 143 sono stabilite al fine di man¬ 
tenere questa disciplina. 

Fa annualmente una relazione al Rettore intorno 
allo stato dell’insegnamento- e della disciplina, ed intorno 
alle provvisioni che crederà necessarie pel miglior anda¬ 
mento degli studi. 

Art. 162. Sull’invito del Ministro o del Rettore, ognuna 
di esse prepara i progetti di regolamento e dà tulli i pa¬ 
reri che secondo l’ordine della propria competenza acca¬ 
demica possono esserle richiesti. 

SEZIONE III. — Dei) li Ufficiali preposti 
all'Accademia di Milano' ed all'Istituto di Ciambcrì. 

Art. 163. L’Accademia stabilita in Milano e l’Istituto 
di Ciamberì saranno retti da un Preside nominato dal 
Re colle norme sopraindicate all’art. 160. ligi: eserciterà 
nell’Istituto a cui è preposto l’autorità stessa che è attri¬ 
buita ai Rettori ed ai Presidi nelle Università. 

Art. 164. Un Segretario nominato nella Facoltà dell’Is- 
lituto, farà presso il Preside I’ uffizio dei Segretari delle 
Università. Potranno esservi aggiunti, a norma del bisogno, 
degl' impiegali inferiori. 

SEZIONE IV. — Deciti stipendi ducili Ufficiali ed Impiegali 
addetti agli stabilimenti universitari. 

Art. 165. Lo stipendio del Rettori delle Università è re¬ 
golato in base alla tabella (A) annessa al titolo I di questa 
legge. Quello dei Presidi e quello degli altri Ufficiali sa¬ 
ranno regolati a norma di quanto è stabilito dalla tabella (B). 
CAPO XI. — Disposizioni generali. 

Art. 166. La cittadinanza dello Stato non è una con¬ 
dizione richiesta per essere ammessi ai concorsi c per 
essere chiamati, eletti od autorizzati a dare un insegna¬ 
mento qualunque pubblico, purché i candidati soddisfac¬ 
ciano ai requisiti voluti dalla legge. 

Art. ,167. Non possono essere ammessi ai concorsi u- 
niversatari , nè eletti a far parte dei Corpi accademici, 
nò comechessia chiamali od autorizzati ad insegnare o ad 
esercitare un ufficio amministrativo od un impiego di qual¬ 
siasi ordine negli Stabilimenti universitari, e dovranno in 
ogni caso cessare immediatamente dalle funzioni che vi 
esercitano coloro che saranno stati condannati a pene cri¬ 
minali, a meno che non sia intervenuto o non intervenga 
un'amnistia in loro favore, la quale non potrà invocarsi 
a favore dei condannati ad una pena qualunque per falso, 
furto, truffa od attentato ai costumi, benché non andasse 
congiunta a questa pena nè l’interdizione, nè la sospen¬ 
sione dall’ esercizio dei pubblici uffizi. Lo stato di fallimento 
dichiarato doloso produrrà la stessa incapacità delle pene 
precitate. 

Art. 168. Salve le eccezioni per la Facoltà di Teologia, 
per la quale nulla è innovalo, e per alcune materie delle 
Facoltà di Giurisprudenza e di Lettere, la lingua italiana 
è la lingua ufficiale dell’ insegnamento e degli esami in 
lutti gli Stabilimenti tmiversitarii, meno nelle scuole uni¬ 
versitarie di Ciamberì dove la linguantlliciale è la francese. 

Tuttavia sarà falla facoltà agli Studcnli delle proviiicie 
dove è in uso la lingua francese, cd agli stranieri, di va¬ 
lersi della stessa lingua francese, cd a questi ultimi anche 


della lingua latina, negli esami scritti ed orali che subis¬ 
sero in qualche Stabilimento universitario italiano. 

Art. 169. L’anno accademico sarà di nove mesi, com¬ 
preso il tempo degli esami, non computato quello neces¬ 
sario alle inscrizioni. L’epoca in cui dovrà aprirsi e quella 
in cui dovrà chiudersi, in ognuno degli Stabilimenti, sa¬ 
ranno determinale con apposito Decreto Regio. L’anno 
accademico 6 diviso in due semestri. I corsi quindi sa¬ 
ranno semestrali. 

Art. 170. Le lezioni si daranno tutti giorni, eccettuate 
le feste religiose e civili che sono stabilite dalla Legge. 

Gli esami si faranno al cominciamento cd alla fine 
di ogni anno accademico, ed avranno luogo, per quanto 
sarà possibile, in ore diverse da. quelle che sono stabilite 
per le lezioni. 

Art. 171. La divisa delle Autorità universitarie, de 
membri del Corpo accademico e degl’ insegnanti in ca¬ 
dmia Facoltà continua ad essere quale venne stabilita an- 
leriomentc a questa Legge. 

CAPO XII. — Disposizioni relative ad alcune facoltà 
in particolare. 

Art. 172. Sono conservate in Milano le cattedre 1. di 
Astronomia presso 1’ Osservatorio astronomico ; 2. d’ Ar¬ 
cheologia e numismatica presso il Gabinetto numismatico; 

3. di Paleografia e diplomatica presso i regii archivii ; 

4. di Contabilità dello Stato già annessa alla Facoltà giu¬ 
ridica dell’ Università di Pavia. Questi insegnamenti fa¬ 
ranno parte dell’Accademia scientifico-letteraria di Milano. 

CAPO XIII. — Disposizioni diverse. 

Art. 173. Lo stipendio dei professori, cui è affidato 
rinsegnamenlo delle scuole universitarie secondarie nelle 
diverse città dello Stato , sarà regolato in base a quello 
che loro è assegnato attualmente. / 

Art. 174. Con Decreto reale si potranno sopprimere 
quelle di tali scuole che fossero riconosciute poco vantag¬ 
giose. Per tale soppressione si richiede il voto conforme 
pel Consiglio Superiore. 

Art. 175. L’amministrazione e le dotazioni dei Musei, 
dei Gabinetti, delle Biblioteche e degli altri Stabilimenti 
annessi alle diverse Università ed alle scuole universitarie 
come altresì la loro organizzazione interna, saranno poste 
avuto riguardo alle condizioni di conservazione dei me¬ 
desimi, in armonia cogli ordini stabiliti da questa Legge. 

Art. 176. Gli ordinamenti richiesti per l’esecuzione di 
queste disposizioni diverse saranno fatti con appositi De¬ 
creti Regii. 

CAPO XIV. — Disposizioni concernenti VUniversità 

di Snssuri. 

Art. 177. L’Università dì Sassari è soppressa. 

I redditi particolari, le fabbriche ed il materiale 
scientifico e letterario che le appartengono , saranno im¬ 
piegati al line della pubblica istruzione in vantaggio della 
città e delle provincie per cui essa fu inslituita , e par¬ 
ticolarmente per l’istituzione degli Stabilimeuti inferiori e 
superiori di istruzione secondaria e tecnica, che, a norma 
di questa Legge , vogliono essere aperti nella città di 
Sassari. 

Ari. 178. I titolari delle cattedre che vi sono stabilite 
avranno diritto ai sei decimi del loro stipendio , finché 
non siano chiamali ad altre funzioni accademiche , ad 
uffìzi nell’Amministrazione della pubblica istruzione, o ad 
altri uffizi pubblici con vantaggi eguali a quelli che ri¬ 
traggono dalle loro cattedre. 

1 beneficii ecclesiastici saranno, a tale riguardo, pareg¬ 
giati agli uffizi pubblici. 

Art. 179. Questi titolari potranno , per eccezione al¬ 
l’art. 63, essere nominati senza concorso alle nuove cat¬ 
tedre istituite per questa Legge nelle altre Università, ed 
a quelle fra le antiche che fossero per divenire vacanti. 
Essi sono di diritto privati insegnanti per le materie che 
professavano. 

Potranno nella stessa guisa, conservando il grado e le 
prerogative di professori delle Facoltà universitarie, es¬ 
sere nominati a professori nelle scuole universitarie se¬ 
condarie, nei licei e negli istituti tecnici, come pure es¬ 
sere chiamati ad occupare i diversi uffizi dell’Amministra¬ 
zione della pubblica istruzione. 

Art.fclSO. Quando taluno fra questi professori, avendo 
le qualità e la idoneità legale richieste per le accennate 
funzioni od uffizi, ne rifiutasse l’incarico, un tale rifiuto- 
sarà considerato come una domanda di collocazione a 
riposo. 

Art. 181. Le norme dei tre articoli precedenti saranno 
osservate , in quanto lo consente la natura diversa delle 
funzioni, per ciò che concerne le condizioni dei Dottori 
aggregati e degli ufficiali non soggetti a rielezione, e degli 
altri impiegati addetti alla soppressa Università di Sassari. 

CAPO XV. — Disposizioni transitorie. 

Art. 182. I Professori ordinari , i Dottori aggregati , 
gli ufficiali non soggetti a rielezione, gli uffici dei quali 
sono conservati, che, all’epoca in cui questa Legge sarà 
posta in esecuzione, si troveranno in attività di servizio, 
assumeranno senz’ altro nei mutati ordini le loro nuove 
funzioni , con lutti i diritti che a queste sono annessi , 
quand’anche ai medesimi mancasse alcuno dei requisiti . 
che in questa Legge sono richiesti per essere chiamati 
all’esercizio di tali funzioni. 

Le disposizioni precedenti si applicheranno parimenti 
a tutti gli impietrati il cui impiego non rimane soppresso. 

Art. 183. Nelle facoltà , ove il numero dei tiiolari 
delle diverse cattedre ecceda quello clic è fissato all’arti¬ 
colo 70, la riduzione al termine normale non avrà luogo 
se non se per le vacanze che si faranno in ciascuna Fa¬ 
coltà negli insegnamenti, che potranno essere affidati ad 
un altro professore od a un professore straordinario. 

Per queste riduzioni, si considereranno sempre sic¬ 
come compresi nel termine normale dei professori ordi¬ 
narli cui fosse affidalo uno degli insegnamenti di cui al¬ 
l’art. 60/ 

Ari. .184. I Professori, clic sotto il nome di Reggenti 
occupano alcuna cattedra in qualche Facoltà, saranno pa¬ 
reggiati ai nuovi Professori straordinarii. ed, in eccezion®/ 
al disposto di questa Legge, potranno di più essere no¬ 
minali Professori ordinarli anche senza concorso. 

Agli attuali Professori sostituiti straordinari*e sup¬ 
plementari saranno mantenuti i sei decimi dello stipendio 
clic loro è assegnato, ed ove concorrano in essi le qua¬ 
lità richieste , dovranno essere preferiti per gli insegna¬ 
menti ufficiali che, secondo i nuovi ordini, possono esser 
dati da Professori straordinarii. 

Gli Impiegati , il cui impiego rimane soppresso , 
avranno diritto ad un assegna mento di aspettativa o, se¬ 
condo i casi, ad una indennità. 







































r Art. 185. Gli studenti che, a quest’epoca s»essa avranno 
già fatta la maggior parte degli esami precedentemente 
richiesti pel grado cui aspirano , sarànno dispensati dal 
dar saggio dei loro studi intorno alle materie che fos¬ 
sero state novellamente introdotte nel programma delle 
rispettive Facoltà. Questa dispensa concerne tanto gli 
esami speciali, quanto gli esami generali. 

Art. 18G. In eccezione al disposto dell’ art. 57 della 
presente Legge , le nomine dei primi Professori ordinari 
dell’Istituto universitario di Ciambelle per l’Accademia di 
Milano avranno luogo per nomina regia, previo parere 
del Consiglio Superiore. 

Art. 187. Previa speciale autorizzazione del Ministro , 
saranno abilitati al privato insegnamento per le materie 
giuridiche coloro che per esse erano già abilitati od in 
parte o in totalità dalle Università di Pavia o di Padova. 

TITOLO 111. 

DELL’ISTRUZIONE SECONDARIA CLASSICA. 

CaPO I. — Dello scopo dei gradi 
dell'oggetto dell'istruzione secondaria. 

Art. 188. L’istruzione secondaria ha per fine di am¬ 
maestrare i giovani in quegli studi, mediante i quali si 
acquista una coltura letteraria e filosofica che apre l’adito 
agli studi speciali che menano al conseguimento dergradi 
accademici nelle Università dello Stato. 

Art. 180. Essa è di due gradi e vien data in istabi- 
limcnti separati : pel primo grado nello spazio di cinque 
anni; pel secondo in quello di ire anni. 

Art. 100. Gl’insegnamenti del primo, grado sono i se¬ 
guenti : 

1° La Lingua Italiana (e la Francese nelle provincie 
dov’è in uso tal lingua); 

2 a La Lingua Ialina ; 

3° La Lingua greca ; 

4° Istituzioni letterarie ; 

5° L’Aritmetica ; 

0° La Geografia ; 

7° La Storia ; Nozioni di antichità latine e greche. 

Art. 191. Gl’insegnamenti del secondo.grado sono: 

1° La Filosofia ; 

2° Elementi di Matematica ; 

3° La Fisica e gli Elemenii di Chimica ; 

4° La Letteratura Italiana (e la Francese nelle pro¬ 
vincie dov’è in uso tal lingua) ; 

5° La Letteratura latina ; 

0° La Letteratura greca ; 

7° La Storia ; 

8" La Storia naturale. 

Art. 192. L'ordine, la misura e l’indirizzo con cui 
questi diversi insegnamenti dovranno esser dati , saranno 
determinati per ciascun grado in apposito Regolamento. 

Art. 193. L’istruzione religiosa sarà data da un Diret¬ 
tore spirituale nominato dal Ministro della Pubblica Istru¬ 
zione per ciascuno Stabilimento secondo le nonne da de¬ 
terminarsi con un Regolamento. 

CAPO il. — Degli Stabilimenti in cui è data 
T Istruzione secondaria. 

Art. 194. L’istruzione del primo grado è data in Sta¬ 
bilimenti particolari sotto il nome di Ginnasi in tutte le 
Città capo-luoghi di provincia od anche nelle città capo- 
luoghi di circondario. 

Art. 195. I Ginnasi sono di tre classi. Appartengono 
alla prima quelli che vengono istituiti nelle città, la cui 
popolazione eccede quaranta mila abitanti ; appartengono 
alla seconda classe quelli che vengono istituiti nelle città 
la cui popolazione eccede i quindici mila abitanti ; tutti 
gli altri appartengono alla terza. 

Art. 19(5. I Ginnasi sono a carico dei Comuni in cui 
vengono istituiti, salvo quelli che attualmente sono a ca¬ 
rico dello Stalo , o che per legge fossero dichiarali tali. 

In questi casii Ginnasi assumono il titolo di Ginnasi regii. 

Art. 107. I redditi proprii dei Collegi Reali come pure 
quelli dei Ginnasi ora esistenti sono assicurati ai Ginnasi 
che fi surrogano. L’ammontare di tali redditi viene an¬ 
nualmente dedotto in isgravio dei rispettivi Municipii, o 
dello Stato per la parte per cui questo o quelli sono chia¬ 
mati a concorrere nella spesa di tali istituiti. 

Ari- 198. Le somme per le quali lo Stato concorre at¬ 
tualmente al mantenimento dei Collegi Reali saranno, dif¬ 
falcata la parte per cui dovrà concorrere nelle spese dei 
Ginnasi,-distribuite fra i Circondari, nei quali non è data 
a carico dello Stato l’istruzione del secondo grado, e ser¬ 
viranno a fare assegnamenti annuali eia attribuirsi per 
concorso agli Studenti dei rispettivi Ginnasi, che aspire¬ 
ranno a compiere i loro studi negli Istituti dello Stato in 
cui si dà quest’istruzione. 

Art. 199. L’istruzione del secondo grado è data in sta¬ 
bilimenti distinti dai Ginnasi, denominati Licei, dei quali 
ve ne sarà uno almeno per cadauna Provincia. 

Alt. 2C0. J Licei sono di tre classi ; appartengono alla 
prima quelli che sono istituiti nelle città che eccedono la 
popolazione di quaranta mila abitanti; alla seconda quelli 
insinuili nelle città con una popolazione eccedente le venti 
mila anime; gli altri alla terza. 

Art. 201. Le spese di questi Istituti, per tutto ciò che 
. concerne gli stipendi e le indennità da assegnarsi alle per¬ 
sone che \ i sono addette alla direzione od all'insegna¬ 
mento, o che appartengono al servizio dei medesimi, non 
che pel materiale scientifico, sono a carico dello Stato; per 
lutto ciò che concerne il locale ed il materiale non scien¬ 
tifico, sono a carico dei Comuni dove sono stabiliti. 

CAPO III. — Dei Professori e degli Istitutori. 

Art. 2U2. Vi saranno tanto nei Ginnasi, quanto nei Licci 
due ordini di Professori , i Titolari cioè ed i licgqehli , 
fra i quali saranno ripartiti senza distinzione di órdine 
gl’insegnamenti principali che vi sono istituiti. 

Art. 203. Nei Ginnasi saranno cinque Professori , tre 
dei quali potranno avervi la qualità di Titolari. 

.Nei Licei saranno setto Professori, a quattro dei quali 
potrà esser conferita la predetta qualità di Titolat i. 

A compire il numero dei Professori assegnato a cia¬ 
scuno ili questi Stabi intenti, e per tener luogo all’occor- 
renza dei Titolari che vi possono, essere nominali, saranno 
chiamali Professori reggenti. 

' Art. 204. Gl’insegnamenti doll’Aritmct'ca, Geografia e 
Storia saranno disisi senza distinzione d’ordine fra i Pro¬ 
fessori, e potranno anche in parte essere affidali, secondo 
ì casi, ad istitutori od incaricati particolari, ai quali potrà 
darsi il tracio ili Professore titolare o Leggente. 

Art. 205. Nei Licci e nei Ginnasi regii i Professori 
molari sono nominati dal Re fra le persone, previo con¬ 
corso, dichiarate eleggibili a tale uffizio. 


Gl’insegnanti degli altri Istituti comunali o provin¬ 
ciali o di particolare fondazione sono nominati dalle ri¬ 
spettive rappresentanze amministratrici dei fondi che ser¬ 
vono a mantenerli, fra le persone dichiarate eleggibili a 
tale uffizio. 3,a nomina dovrà riportare l’approvazione del 
Regio Provveditore, sentito il Consiglio provinciale per le 
scuole , ed esser in seguito notificata al Ministro per la 
conferma. 

Art. 206. Non verranno ammessi al concorso se non co¬ 
loro che sien’o Dottori aggregati o laureati nella facoltà 
cui si riferisce la materia dell'insegnamento al quale si 
vuol provvedere, ovvero sieno in possesso di un altro ti¬ 
tolo legale, da cui consti dei loro studi e della loro ca¬ 
pacità circa le materie del concorso. Il Ministro però po¬ 
trà dispensare da questi requisiti le persone note pei la 
loro dottrina in tali materie. 

Art. 207. Il concorso viene intimato per Decreto Mi¬ 
nisteriale ed ha luogo per esame o per titoli, a senso di 
quanto è prescritto agli articoli 58 , 59 c 00 intorno ai 
concorsi universitari , salve le diverse nonne che pei i 
Professori delle scuole secondarie classiche saranno deter¬ 
minate in un Regolamento. 

11 merito dei singoli candidali in ciascuna delle due 
forme di concorso è giudicato da una Commissione, che 
si riunirà ove dal Ministro verrà indicato, Essa sarà com¬ 
posta di quattro Membri almeno, non compreso il Pre¬ 
sidente, nominali dal Ministro fra le persone conosciute 
per la loro dottrina nella materia del concorso o nelle ma¬ 
terie affini, o per la loro esperienza nell’ insegnamento 
delle medesime. 

Art. ‘208. La Commissione sarà presieduta dal Prov¬ 
veditore della Provincia nella circoscrizione della quale il 
concorso avrà luogo. 

Se si tratta di un concorso intimato in un Liceo, ne 
farà; r, parte il Preside del Liceo stesso. 

Art. 209. La Commissione classificherà i candidali in ra¬ 
gione del loro merito, esponendo in una relazione i inolivi 
che avranno determinalo il giudicio di lei intorno all’ido¬ 
neità relativa di ciascun candidato. Questa relaziono saia 
inviata al Consiglio provinciale per lo scuole, a cui ap¬ 
partiene il rivedere se tutto fu eseguito a norma della 
legge ; quando nulla emerga in contrario esso trasmette 
il Tutto al Ministro, il quale, col parere del Consiglio su ¬ 
periore dichiarante il merito relativo dei singoli candidati, 
pronone la nomina al Re. 

Art. 210. lu eccezione alla regola del concorso, il Re 


Art. 218. I Professori titolari dei Ginnasi e dei Licei 
che si trovassero nelle condizioni indicate riguardo ai Pro¬ 
fessori ordinari delle Università all art. 109 potranno colle 
forme che nel medesimo articolo sono prescritte , essere 
collocati a riposo. 

CAPO IV. — Degli Studenti, degli esami, 
e delle pene disciplinane. 

Art. 219. Per essere ammessi a titolo di alunni in un 
Ginnasio od in un Liceo , conviene sostenere l’esame di 
ammissione richiesto per essere inscritti nella classe in 
cui si chiede di entrare. 

Per l’amincssione alla prima classe ginnasiale si ri¬ 
chiede che l’alunno sostenga l’esame su tutte le materie 
che s’insognano nelle quattro classi elementari. 

Art. 220. Gli esami di arnmessione alle diverse classi 
de’Ginnasi avranno luogo con norme comuni in ogni Gin¬ 
nasio dinnanzi ad una Commissione di 4 Membri eletti 
dal Direttore dell’Istituto, che ne avrà la presidenza. 

Gli esami di arnmessione alle diverse classi de’Licei, 
avranno parimenti luogo con nonne comuni in ogni Liceo 
dinnanzi ad una Commissione composta del Preside del- 
pisiituio che ne avrà la presidenza, e di quattro Membri 
scelti annualmente, sia nell’Istituto, sia fuori del mede¬ 
simo dal Consiglio Provinciale per le scuole. 

Art. 221. Gli esami di promozione da una classe al¬ 
l’altra nei due ordini di Istituti, avranno luogo coll’assis¬ 
tenza dei Professori della classe supcriore. 

Le promozioni ottenute in un Ginnasio o in un Liceo 
aprono l’adito alle stesse classi negli stabilimenti che sono 

del medesimo ordine. . . 

Art 122. La frequentazione dei corsi, tanto nei Gin¬ 
nasi, quanto nei Licci è obbligatoria per tutti gli alunni. 
Gli alunni però accatiolici o quelli, il cui padre, o chi 
ne fa legalmente le veci, avrà dichiaralo di provvedere 
privatamente all’istruzione religiosa dei medesimi saranno 
dispensati dal frequentare l’insegnamento religioso c dal- 
rintervenire agli esercizi che vi si riferiscono. 

Tale dichiarazione dovrà essere fatta per iscritto c 
con firma autenticata ai Direttori od ai Presidi di questi 

stabilimenti. ^ . 

Art 223. Al termine di ogni anno accademico, vi sara 

in ciascun Ginnasio regio o parificato.un esame di licenza 
ner gli alunni dell’ultima classe. Tale esame avrà luogo 
dinnanzi ad una Commissione presieduta dal Direttore c 
nominata annualmente dal Provveditore. 

A'di Studenti che avranno superato quest ultimo spe- 

, i . _• _«.rt Al lionn'/n r* hn vnrrii Inrrk 


Ari vii) in eccezione ana reuoiu uei cduuwj&u, m jau — . 

potrà'chiamare a professori nei Licei gli uomini clic per ; rimonto, sarà «lai» ‘,‘rono °l ’a<t?t ò ^ i' Li cci 

I,pere.scritte, o per Imene P™ve tteirinsegnamento saran cri si 


venuti in concetto di grande perizia nello materie clic 
loro sarebbero affidate. 

Art. 211. In eccezione alla stessa regola , il Re potrà 
provvedere alla vacanza di una cattedra in uno de’ Licei, 
trasferendovi un Professore addettola simile cattedra in 
altro di tali Istituii. * . 

Art. 2TL Nel caso in cui nessuno dei concorrenti abbia 
ottenuta l’eleggibilità, sarà provveduto all’insegnamento va¬ 
cante per mezzo di un incaricalo scelto fra coloro che 
hanno le qualità legali per essere ammessi al concorso. 

Colle stesse nonne sarà provveduto agl'insegnamenti 
vacanti néH’inlervallp che correrà tra la vacanza e la no¬ 
mina , come altresì a quelle in cui sarà mestieri surro¬ 
gale i Professori che ne sono incaricati. 

, A queste surrogazioni sarà applicato quanto è dis¬ 
posto dall’ art. 87 in ordino a quello dei professori ad- ! 

detti alla Facoltà. nq ... ... 

Alt. 213. I Professori reggenti per i Licei e pei Gin¬ 
nasi regii saranno nominati dal Ministro ; pei comunali 
dai Municipi e per quelli di fondazione privata dalle ri¬ 
spettive Amministrazioni, con approvazione in ambi i casi 
del R. Provveditore. Essi saranno scelti fra le persone 
clic hanno qualità per essere nominati piolessoii titolali 
senza concorso , ed in difetto di questi fi a quelle che a 
norma di questa Legge possono essere dichiarate ainmes- 
sibili al concorso. 

Onesti Professori sono nominati per un tempo de¬ 
terminalo che non può eccedere tre anni ; essi possono, 
osservandosi sempre le medesime norme , essere ricon¬ 
fermati allo spirare del termine per cui furono eletti. 

Ari. 2l£i. (il’istitutori e incaricati di cui ali art. i u t* 
saranno nominati annualmente, riconfermali ed approvati 
dalle Autorità a cui compete la nomina dei Reggenti. 

Art. 215. Gli stipendi dei Professori titolari saranno re¬ 
golati in conformità di quanto è stabilito nelle tabelle F e G. 

Questi stipendi si accresceranno di un decimo per 
ogni sei anni di servizio effettivo. Le norme prescritte àgli 
articoli 72 c 74 saranno applicabili anche a questi titolari. 

Gli stipendi dei Reggenti saranno regolali in confor¬ 
mila delle stesse tabelle, ma non avranno l’accrescimento 

Oltre al diritto alla pensione che ì Professori titolari 
ed i Reggenti conservano a norma delle vigenti leggi , 
/saranno applicate per le pensioni delle loro vedove e dei 
'loro orfani le norme stabilite porgli altri impiegati civili 
dello Stato. 

Art. 216. I titolari dei Ginnasi o dei Licei non possono 
essere nè sospesi, nò rimossi dai loro uffici se non se per 
gravi cd accertate irregolarità nella condotta , e per le 
cause che a tenore dell’ art. 106 possono dar luogo alla 
sospensione od alla rimozione dei membri dei Corpi ac¬ 
cademici. 

Il Ministro non sottoporrà alla firma regia uh decreto 
di sospensione o ( jj rimozione contro alcuno La questi 
titolari, senza aver sentilo, intorno ai fatti di cui il me¬ 
desimo è imputato, il Consiglio Superiore , il quale non 
emetterà il suo patere se non dopo aver esaminati i mezzi 
di difesa che potrà proporre verbalmente o per iscnlto 
l’accusato. 

Le stesse guarentigie sono accordate , pel tempo in 
cui deve durare il loro uffizio, ai Reggenti. 

Art. 217. Ogniqualvolta per una delle cause pieci tate 
un Professore diventerà occasione di scandalo o di disor¬ 
dine , il Ministro potrà pronunciare provvisoriamente la 
sospensione del medesimo , sotto riserva di attendere il 
parere di cui ali*articolo precedente, prima di proporre 
al Re una decisione definitiva. 

Jn caso d’urgenza, i Provveditori, ciascuno per gli 
Stabilimenti che sono m ila sua Provincia, i Municipii pei 
rispettivi loro Ginnasi, cd in difetto di questi o di quelli, 
i Direttori dei Ginnasi od i Presidi dei Licei, avranno la 
facoltà «/interdire L’accesso degli Stabilimenti cui sovrin- 
teudono , ai Professori od ai Reggenti che se ne fossero 
comunque resi indegni, salvo a riferirne immediatamente 
al Ministro. 


( 


richiede, la prova di aver fatti gli studi ginnasiali. 

Art 224. Gli studenti che saranno muniti di questo cer- 
ti ficaio, "potranno essere ammessi a frequentarci corsi dei 
Licei, quand’anche non avessero potuto superare la prova 
dei relativi esami d’ arnmessione ; non potranno però es¬ 
servi ammessi agli esami di promozione da una classe al¬ 
l’altra s-nza aver superata questa prova. i 

Art 225. Un esame di licenza al termine di ogni anno 
accadèmico avrà parimenti luogo nei Licei pei giovani, che 
hanno compiuto il corso, dinnanzi ad una Commissione no¬ 
minala dal Ministro. Il certificalo che ne riporteranno gli 
Studenti varrà loro per essere ammessi agli esami che 
aprono Radilo alle Facoltà, e li renderà abili a concorrere 
agli Uffizi pubblici in cui si richiede,l’idoneità che si ac¬ 
quista nei Licei. 

Ari. 226. Potranno essere ammessi a fare gli esami per 
ottenere*il certificato di licenza nei Ginnasi c nei Licei 
anche i giovani che non avranno fatto i loro studi in si- 

mi ! ì slitbil menti. f 

Art 227. Gli esami saranno individuali e dovranno farsi 
in pubblico sulle norme di programmi comuni in tutti gli 
stabilimenti d. Ilo stesso ordine. Ogni esame consterà sempre 

di esercizi scrini ed orali. . ... 

Art. 228. Entrando nei Ginnasi e nei Licei, gli alunni 
pagheranno una tassa per l’esame di arnmessione, quindi 
Ufi anno un minervale; infine una tassa per l esame di 
licenza, il tutto in conformità della tabella IL 

Lò tasse per gli esami di arnmessione e di licenza 
i saranno doppie per gli esaminandi clic non escono dagli 
stabilimenti di pubblica istruzione, o da quelli che a norma 
' di questa legge sono loro pareggiati. 

Questa sopratassa andrà a benefizio dei professori clic 

i daranno gli esami. 

Le disposizioni delPart# 12*ì concernente gli Studenti 
meno agiati inscritti alle Facoltà , sono applicabili agli 

! alunni dei Ginnasi e dei Licei. .' 

\ri 229 Le pene disciplinari che le autorità preposte 

! a j Ginnasi* èd ai Licci potranno pronunciare pel mante¬ 
nimento dell’ordine scolastico c del buon costume sono le 
seguenti da graduarsi con apposito regolamento: 

^ l.° L'ammonizione; 

2. ” La sospensione dai corsi, dagli esami di promo¬ 
zione. e dagli esami di licenza; 

3. L’espulsione dall’Istituto. 

Si potrà ricorrere per far riformare la seconda di 
queste pene, la quale non potrà eccedere un anno, alla 
autorità immediatamente superiore a quella che l’avrà pro¬ 
nunciata. Il ricorso per la riforma della terza pena si 
potrà in ogni caso portare a'1 Consiglio provinciale per lo 
scuole. 

11 Ministro potrà mitigare le pene per le quali sa¬ 
ranno esauste le vie di ricorso. 

Colui che si troverà sotto il pese della terza di queste 
pene, non potrà essere ammesso in nessuno degli stabilimenti 
insti lui ti da questa legge senza speciale decreto del Ministro. 
CAPO V. — Delle autorità preposte alla direzione 
dei Ginnasi e dei Lied. 

Art 230. La direzione di ciascun Ginnasio è affidata 
ad un Direttore: quella di ciascun Liceo ad un Preside 
scelti fra le persone che per Ir» loro autorità morale e per 
la loro esperienza nel governo della gioventù c nell’in- 
se imamente saranno riputati idonei a tali ullizi. 

& l Direttori dei Ginnasi sono eletti e riconfermati de¬ 
finitivamente dopo un triennio dall’istessa autorità, o rap¬ 
presentanza cui spetta la nomina dei Professori titolari. 

Questi Ufficiali però non assumeranno ne riprende¬ 
ranno le loro funzioni so non se dopo che la loro ele¬ 
zione o la loro conferma non sia stata approvata dal Mi¬ 
nistero. • . . . „ 

I Presidi dei Licei sono nominali dal Re. 

Art. 231. I Direttori dei Ginnasi cd i Presidi dei Li¬ 
cei, fatta riserva delle relazioni che potessero avere coi 
rispettivi Municipii, o rappresentanze provinciali per quanto 
i, nnrtn r.hf» a nuesti coirmele, saranno subordi- 






































2 ° Supplemento al N. 285 della Gazzetta. 

nati per tutto ciò che concerne l’esecuzione delle leggi 
e dei regolamenti relativi all’ordine degli studi, al sistema 
degli esami cd alla disciplina, al Provveditore degli studi. 

Art. 232. Il Direttore di un Ginnasio non può contem¬ 
poranea mónte es^pre Prot'essoro o Reggente. 

Nei Ginnasi di 2/ e di 3." classe, egli dovrà sup¬ 
plire pei Professori mancanti. Tale sostituzione non potrà 
eccedere una quindicina di giorni. 

Nei Ginnasi di I." classe vi sarà un Vice-Direttore 
specialmente incaricato delle supplenze. 

Il ‘Preside del Liceo non può avere alcun insegna¬ 
mento e non sarà tenuto ad alcuna supplenza. 

Art. 233. Gli stipendi dei Direttori e dei Presidi sa¬ 
ranno regolati secondo la classe a cui appartengono gli 
stabilimenti ai quali presiedono, a norma delle tabelle (F e G). 

Art. 234 I doveri dpgli Impiegati dell’ordine''inferiore 
addetti ai Ginnasi ed ai Licei saranno determinati in via re- 
golamentaria. 

Gli stipendi di quelli de’ Licei saranno stabiliti nei 
limiti della tabella. 

CAPO VI. — Dei Convitti nazionali e dei Convitti comunali. 

Art. 235. I Convitti annessi agli attuali Collegi nazio¬ 
nali delle antiche Provincie sono conservati sotto il nome 
di Convitti nazionali. 

Nelle nuove Provincie poi assumeranno il titolo <ìi 
Convitti nazionali quelli che furono sinora a carico dello 
Stato o di fregio patronato. 

Essi saranno separati in quanto all’ amministrazione 
ed alla direzione loro interna dai Ginnasi' e dai Licei isti¬ 
tuiti a norma di questa legge. 

Art. 236. Gli alunni dei Convitti nazionali seguiranno 
i corsi dati nelle diverse classi dei Ginnasi e dei Licei 
quando non abbiano scuole proprie interne e saranno sot¬ 
toposti, sqlve le eccezioni da determinarsi in via regola- 
mentaria, agli ordini scolastici ed alle disciplinò cui sono 
sottomessi gli altri Studenti. 

Art. 237. Nell’intèrno dei Convitti saranno stabilite pei 
soli convittori scuole preparatorie agli studi ginnasiali. 

Art. 238. La direzione dei Convitti nazionali sarà affi¬ 
data ad un Rettore nominato dal Re fra le persone che 
pel sapere, per l’esperienza nell’educazione della gioventù, 
e per l’elevatezza del carattere sembreranno più idonee a 
tale uffizio. 

Il Rettore esercì torà le sue funzioni in conformità di 
quanto è stabilito all’articolo 230 per ciò che concerne i 
Presidi dei Licei. 

Art. 230. Colle stesse condizioni potranno essere man¬ 
tenute dai rispettivi Municipi i Convitti comunali annessi 
agli attuali Collegi reali, ed instituirsene dei nuovi in eia' 
scudo dei Comuni dove a termini della presente legge 
può essere eretto un Ginnasio. 

Essi verranno ordinati,*per quanto sarà possibile, sul 
tipo dei nazionali, con regolamento municipale da appro¬ 
varsi dal Ministero, e saranno sottoposti all’ispezione cui 
sono sottoposti tutti gli Istituti di scuole secondarie. 

I Rettori di questi Convitti comunali saranno eletti 
«lai municìpi colle norme stabilite all’articolo 230 per ciò 
che concerne l’elezione dei Direttori preposti ai Ginnasi. 

CAPO VII. — Delle scuole secondarie municipali. 

Art. 240. I Municipi che non sono compresi nella ca¬ 
tegoria di quelli, in cui dovranno essere cretti i Ginnasi, 
avranno facoltà d’ istituire scuole in cui si dia, od in 
tutto od in parte, l’insegnamento ginnasiale. 

Ma non potranno usare di tale facoltà se non se dopo 
d’aver fatto constare ai Ministro di essersi conformati alla 
legge per ciò che concerne le scuole primarie che sono 
in debito d’istituire e di mantenere in piena attività. 

Art. 241. Potranno egualmente i Municipi, dove esi¬ 
ste un Ginnasio, aprire un Instituto in cui sia dato l’in¬ 
segnamento de’ Licei. Ma non useranno di questo potere 
se non dopo d’aver fatto constare al Ministro di avere a 
termine del Capo II del Tit. IV della presente legge isti¬ 
tuite le loro scuole tecniche. 

Art. 242. Gli stabilimenti istituiti in coerenza dei due 
articoli precedenti saranno sottoposti all’ispezione dei Prov- , 
veditori. 

Per l’elezione delle persone che saranno preposte alla 
dilezione e all insegnamento nei medesimi si seguiranno 
le norme stabilite dall’ art. 213. 

Alt. 243. Gli studi fatti negli Istituti comunali d’istru¬ 
zione secondaria saranuo pareggiati agli studi fatti nei Gin¬ 
nasi e nei Licei, cd apriranno l’adito non solo agli esami 
di ammessione e di licenza in tutti quegli stabilimenti, 
ma altresì agli esami di ammessione nelle Facoltà univer- 
semprechò nei predetti stabilimenti vengano os- 


norme prescritte per gl’ Istituti regii corri- 


servate le 
spandenti. 

* V Wz-w-'c. t*tituti appartenenti a Corpi morali 

Art Vti di istruzione secondaria. 

r n ‘ 1 stillili di qualsivoglia denominazione con 

Convitto, o senza, aventi per se stessi, secondo la lenire 

verno^Corrnòrali^ so,le naoralì . od affidati dal Go¬ 
verno a Coi pi morali, oppure dipendenti da tali Corpi o 

persone ai qual, corre legalmente 1’ obbligo di dare in 

tutto od in parte l’istruzione secondaria, c che non sono 

contemplati all’art. 261 saranno sottoposti il, quanto al- 

1 ispezione ed ai requisiti voluti negli insegnanti al regime 


l’ispezione 
stesso, cui sono 


sottoposti gl, stabilimenti o regii o co¬ 
munali d istruzione secondaria, ai quali per ciò che con 
cerne gli studi che vi sono fatti, sono interamente pareggiati" 

I sussidi che lo Stato fornisce nell’ interesse dTunà 
parte della popolazione ad alcuni Istituti di tale mulinò 
sono mantenuti. 

Art. 245. Gli Istituti di questo stesso ordine cui non 
corre legalmente l’obbligo di dare, ma nei quali come 
clic sia si dà effettivamente 1’ istruzione secondaria del 
primo e del secondo grado, non potranno pretendere ad 
essere parificate per ciò che riguarda gli studi che vi si 
anno, agli Istituti summenzionati, se non in quanto sot- 
os ai anno al regime cui questi sono sottomessi, e im- 

f compiutamente l’istruzione delle materie pre¬ 

scritte dai programmi. 

l’Jwi; v»,.^ atla * ac ?* là fl d ogni cittadino che abbia 
nticinquc anni compiti ed in cui concorrano 
.requisiti morali necessari, di aprire al pubblico uno 

UZ, ° ,,e . SeCOnda,ia . C011 O SCllZa COIlvittO, 

purché siano osservate le seguenti condizioni: 

1. Che e persone cui saranno affidati i diversi in¬ 
segnamenti abbiano rispettivamente i requisiti voluti da 
questa legge per aspirare ad insegnar,, in una scola se¬ 
condaria pubblica, o titoli equipollenti. 

2. Clic gli insegnamenti siano dati in conformità del 
programma m cui sarà annunciata al pubblico l’apertura 


dello stabilimento , e che ad uno stesso insegnante non 
possano essere affidate più di due materie d’insegnamento. 

Le modificazioni che potessero essere in progresso 
recale ai sovr’indicato programma dovranno essere annun¬ 
ciate con uguale pubblicità ; 

3. Che lo Stabilimento sia aperto in ogni tempo alle 
Autorità cui è commessa l'ispezione ordinaria delle Scuole 
secondarie, come altresì alle persone cui il Ministro avrà 
data una delegazione a questo fine. 

Art. 247. Il cittadino che vorrà usare di questa facoltà 
farà conoscere, con una dichiarazione per iscritto, la sua 
intenzione al Provveditore della rispettiva Provincia. 

A questa dichiarazione , in cui sarà indicato il Co • 
mune ed il locale dove lo stabilimento sarà aperto , sa¬ 
ranno annessi il programma degli insegnambnti ed i nomi 
degli insegnanti coi titoli di cui sono muniti. 

Il Provveditore dovrà accertarsi col mezzo dell’ Au¬ 
torità municipale della salubrità del locale^, e della sua 
opportunità per le vicinanze, ed assumere tutte le infor¬ 
mazioni necessarie sulla moralità dell’individuo che fa la 
richièsta, e delle persone secolui conviventi. 

Se entro due mesi dalla fatta dichiarazione non in¬ 
terviene per parte del Provveditore un’òpposi/ione moti¬ 
vala, officialmenle notificata al dichiarante, lo Stabilimepto 
potrà essere aperto, e finché si mahlicne nelle condizioni 
accennate all’articolo precedente non potrà essere chiuso 
se non se per cause gravi, in cui sia impegnata la con¬ 
servazione dell’ordine morale e la tutela elei principii che 
governano l’ordine sociale pubblico dello Stato o la salute 
degli allievi. 

Se però lo Stabilimento non sarà aperto entro sei 
mesi dal giorno in cui , a tenore di quest’articolo, può 
esserlo, la dichiarazione precitata sarà considerala come 
non avvenuta. 

Art. 248. I motivi dell’opposizione all’apertura eli uno di 
questi Stabilimenti potranno essere sottoposti, sull'istanza 
del dichiarante, al giudizio del Consìglio provinciale per le 
scuole. 

Al giudizio dello stesso Consiglio saranno sempre 
sottoposte le cause, che possono rendere necessari^ la chiu¬ 
sura di questi Stabilimenti. 

In ogni caso tale chiusura non si farà che per De¬ 
creto ministeriale, sentito il Consiglio Supcriore. 

Art. 240. Nei casi d’urgenza il Provveditore, riservate 
le guarentigie dell’articolo precedente, potrà far procedere 
alla chiusura temporaria di tali stabilimenti. 

Art. 250. I cittadini che abbiano ottenuta l’abilitazione 
ad un dato insegnamento ginnasiale o liceale, avranno la 
facoltà di aprire personalmente corsi pubblici intorno a 
quelle niaterie per cui avranno titolo legale sufficiènte. 

I loro corsi saranno sottoposti all’ispezione dei Prov¬ 
veditori, nè potranno essere chiusi che per cause gravi, 1 
di cui alfart. 247, stando ferme a questo riguardo in fa¬ 
vore di tali insegnanti le guarentigie , che iteli’ articolo 
stesso sono assicurate ai Capi degli Stabilimenti privati 
d’istruzione secondaria. 

Art. 251. L’istruzione secondaria che si dà nell’interno 
delle famiglie sotto la vigilanza dei padri o di chi ne fa 
legalmente le veci, ai figli della famiglia, ed ai figli dei 
congiunti della medesima, sarà prosciolta da ogni vincolo 
d’ispezione per parte dello Stalo. 

Art. 252. All’istruzione di cui nell’articolo precedente 
sarà eguagliala quella che più padri di famiglia associati 
a questo intento faranno dare sotto I’ effettiva loro vigi¬ 
lanza o sotto la loro responsabilità in comune ai propri figli. 

Art. 253. Ai giovani che avranno fatto in tutto od in 
parte i loro studi, sotto la vigilanza patèrna, a norma dei 
due ultimi articoli, o negli Stabilimenti di cui all’arl. 245, 
o seguendo i corsi di cui all’art. 250, sarà aperto l’adito 
agli esami di ammessione o di licenza negli stabi li itaenii ana¬ 
loghi d’istruzione pubblica secondaria, e agli esami dì am- 
messione negli Stabilimenti di pubblica istruzione superiore. 

La tassa però che avranno a pagare per questi esami 
sarà sempre doppia di quella che sono chiamati a pagare 
coloro che avranno fatto i loro studi negli Stabilimenti 
pubblici, o negli Istituti che a questi sono pareggiati. 

Art. 254. Gli Stabilimenti ed i corsi d’istruzione se¬ 
condaria, che verranno aperti senza che si sia adempiuto 
al prescritto dell’articolo 247, saranno senz’altro chiusi, e 
coloro che li avranno aperti saranno passibili d’una multa 
estensibile dalle cento alle cinquecento lire. In caso di 
recidiva, alla multa potrà essere aggiunto il carcere, che 
non ecceda i tre mesi. 

CAPO IX. — Disposizioni generali. 

Art. 255. La cittadinanza è una condizione senza la 
quale non si può essere ammessi ad insegnare in nessuno 
degli Stàbilluienti pubblici d’istruzione secondaria, nè es¬ 
sere posto a capo di alcun analogo Stabilimento privato, 
nessuna eccezione latta per le Corporazioni religiose. 

Il Ministro non pertanto potrà dispensare da questa 
condizione le persone che dichiareranno di voler fissare 
il loro domicilio nello Stato , semprccbè lo fissino real¬ 
mente nel termine di tre mesi , scorsi i quali decadono 
dal permesso ottenuto. Tale dispensa potrà darsi dal Mi¬ 
nistro a chi per altri titoli meritasse che si faccia a suo 
riguardo una tale eccezione. 

Art. 256. Le cadse per cui, a tenore dell’articolo 167 
s’incorre nella capacità legale di essere ammessi ai con¬ 
corsi, d’ insegnare o di essere comecché impiegati negli 
Stabilimenti universitari 

ciò che tocca i concorsi . _ _ , 

negli Stabilimenti d’istruzione secondaria sì pubblici che 

^ Art! 257. Le disposizioni concernenti la lingua dell’inse¬ 
gnamento «egli Stabilimenti universitari, sono, per quanto 
il comporta la natura loro diversa, applicabili agli Stabi¬ 
limenti d’istruzione secondaria. 

Art. 258. L’anno accademico tanto per i Ginnasi quanto 
per i Licei è di dieci mesi compresi gli esami. 

Nei Ginnasi e nei Licei le lezioni avranno luogo , 
meno i giovedì , tutti i giorni della settimana eccettuate 

le lèste religiose e civili- . , 

Art. 250. 1 Professori de Ginnasi potranno essere ob¬ 
bligati a dare fino a venti ore di lezioni la settimana. 

5 Quelli dei Licei fino a quindici ore. 

_oi chinila loro (in nii 


-i , producono lo stesso effètto per 
si , l’insegnamento e gli impieghi 


di 


chieda loro un più gran numero 
concernenti le indennità da 


Nel caso in cui si 
■e, si fa luogo ad un’indennità 
Art. 260. Le disposizioni conce 
accordarsi ai membri delle Commissioni dina,ìnzi alle quali 
devono aver luogo i concorsi e gli esami universi,ari si 
applicano egualmente alle Commissioni istituite allo stesso 
I fine pei concorsi e pegli esami dei Ginnasi e de’ Licei. 


CAPO X. — Disposizioni speciali. 

Art. 261. Gli Istituti retti da corporazioni religiose 
che in alcune città tengono legalmente il posto dei Col¬ 
legi reali saranno sottoposti per ciò che tocca il program¬ 
ma degli insegnamenti, 1’ ordine degli esami e il regime 
dei minervali e delle tasse, che a quest» insegnamenti ed 
esami si riferiscono, al sistema da cui sono governali i 
Ginnasi. 

Essi saranno inoltre per ciò che concerne l’ispezione 
superiore e l’idoneità legale degli insegnanti che vi sono 
addetti, sottoposti alle regole stabilite in ordine agli Sta¬ 
bilimenti di cui all’art. 242. 

I certificati di licenza vi saranno rilasciati col visto 
del Provveditore, dietro gli esperimenti voluti dalla legge. 

A queste condizioni solo potranno tenere nelle città 
in cui sono stabiliti il posto dei Ginnasi, ricevere i sus¬ 
sidi annuali e fruire dei redditi che a titolo particolare 
distilliti di pubblica istruzione loro furono assegnati o 
largiti dallo Stalo, o da fondazioni. 

Nessuna corporazione religiosa potrà dare insegna¬ 
mento in opposizione della regola sotto il regime della 
quale fu riconosciuta nello Stato come corpo morale. 

Art. 262. Si continueranno dal Governo i sussidi agli 
Istituti comunali e provincìdti dì scuole secondarie nelle 
misure attualmente stabilite, purché concorrano le condi¬ 
zioni sotto le quali furono concessi e che glTsùtuti ven¬ 
gano regolati a norma della presente Legge. 

CAPO XI. — Disposizioni transitorie. 

Art. 263. Le nomine dei Professori titolari che sarà 
opportuno di fare all’apertut’a dei Ginnasi e dei Licei, al 
fine di assicurare ai nuovi Stabilimenti i Professori più 
distinti fra gli antichi, potranno aver luogo per appello 
diretto, quand’anche non concorressero In essi tutte le 
qualità per le quali si può prescindere dalle vie del concorso. 

Art. 264. Per queste prime nomine, i Municipi riser¬ 
vata l’approvazione ministeriale non faranno uso di questa 
facoltà sè non se riguardo ai Professori con nomina de¬ 
finitiva che occupano presentemente un posto nei Collegi 
reali e nei Collegi nazionali stabiliti nei rispettivi Comuni. 

Art. 265. Non potranno del pari usare dei diritti che 
loro^conferisce’^la legge per rispetto alla nomina dei Pro¬ 
fessori nei loro Ginnasi, se non dopo clic avranno chia¬ 
mati in essi in qualità di Reggenti quelli fra i Professori 
preaccennati ai quali non avranhb potuto assegnare la qua¬ 
lità di titolari. 

Art. 266. Le norme dei due precedenti articoli saranno 
egualmente osservate per ciò che concernè le nomine dei 
Reggenti nei Licei. 

Art. 267. I Professori nominati in conformità dei due 
articoli precedenti non avranno, salvo il trattamento stalo 
adottato in proposito dei Professori universitarii, che lo 
stipendio assegnato ai Reggenti: ma saranno nel resto, 
sia in quanto agli accrescimenti decennali, sia in quanto 
agli altri diritti, pareggiati ai titolari. 

Art. 268. I titolari dei Collegi reali e dei Collegi na- 
I zionali, che non saranno stati chiamali ad uffizi od acca¬ 
demici, od amministrativi nei Ginnasi o nei Licci, 9 nelle 
Scuole e ncgristituli tecnici, o nell’Amministrazione della 
pubblica Istruzione, avranno diritto di conservare la meta 
dello stipendio di cui godono presentemente. 

Coloro però fra essi che avendo le qualità volute per 
esercitare i mentovati uffizi ricuseranno di accettarli, sca¬ 
dranno da' questo diritto, salve le indennità o pensioni 
che loro potessero essere dovute per i servigi prestali. 

Art. 269. Il disposto degli articoli precedenti si appli¬ 
cherà egualmente agli Ufficiali ed Impiegati dell’Ordine 
amministrativo che sono ora applicali ai Collegi reali ed 
ai nazionali. 

Art. 270- I Convitti nazionali saranno ordinali, seguendo 
le norme sovra stabilite, nello stesso tempo in cui saranno 
ordinali i Ginnasi ed i Licei delle citta in cui essi sono 
aperti. 

Art. 271. Nelle nuove provincie dello Staio, alfine di 
accelerare il definitivo riordinamento degli studi, rimane 
stabilito che pel prossimo anno scolastico gli alunni che 
hanno compiuto la Vili classe e superalo l’esame d’ido¬ 
neità possano accedere all’Università ; che quelli i quali 
passerebbero dalla VII classe alla Vili possano essere am¬ 
messi al 3° anno di corso liceale ; e quelli che dalla VI 
passerebbero alla VII possano essere ammessi al 2“ anno 
di detto corso. Essi però avranno obbligo di frequentar 
le lezioni di filosofia insieme cogli alunni dei primo anno 
di liceo, alla qual cosa i Presidi dovranno aver riguardo 
nel fissare l’orario scolastico. Gli alunni che hanno com¬ 
pito ia classe V entreranno noi 1° anno di corso liceale. 

Con un regolamento si determinerà quali parti della 
presente legge saranno poste ad immediata esecuzione. 

TITOLO IV. 

DELL’ISTRUZIONE IjECNICA. 

CAPO I.£— Del fine, dii gradi , e dell’oggetto 
dell'istruzione tecnica. 

Art 272. L’istruzione tecnica ha per line tji dare ai 
giovani choS'mtendono dedicarsi a determinate carriere 
ilei pubblico'servizio, alle industrie, ai ..commerci ed alla 
condotta delle cose agrarie, la conveniente cultura gene¬ 
rale e speciale. 

Art. 273. Essa;è di due gradi, e vien data tanto pel 
nrimo.ftqnauto pel secondo nello stadio di tre anni. 

Art 274 Gl’in,segnameuti del primo graffo sopo : 

l u La Lingua Italiana (la Francese nelle provincie 
in cui è in uso questa lingua) ; 

2° La Lingua Francese ; 

3° L'Aritmetica 4 contahilità ; 

4° Gli Elementi di Algebr.a e di Geo UèU ;a ; 

5* Il Disegno e la Calligrafia ; 

6 U La Geografia e la Storia; 

7° Elementi di storta Naturale e di FisicorCInmica ; 

8° Nozioni intorno ai doveri ed ai diritti dei cittadini. 

Art 275. Gl’insegnanienti del secondo grado sono: 

1“ La Letteratura Italiana (la Francesc.nelle provincie 
in cui è in uso questa djngua) : 

2° Storia e Geografia ; 

3° Le lingue Inglese e Tedesca : 

4° Istituzioni di diritto amministrativo c di diritto 

Commerciale ; 

5° Economia pubblica; 

6° La Materia commerciale ; 

7° Aritmetica sociale ; 

8° La Chimica ; 

9° La Fisica e la Meccanica elementare; 

10” Algebra, Geometria piana e solida e li igonomeli |a 

rettilinea ; 

















































11" Disegno ed Elementi di Geometri» .descrittiva; 
챑 Agronomia e Storia Naturale. 

Art. 276. Questi insegnamenti saranno dati, tanto nel 
primo quanto nel secondo grado, sotto l’aspetto dei loro 
risultamenti pratici , e particolarmente sotto quelli delle 
applicazioni (li cui possono essere suscettibili nelle condi¬ 
zioni naturali ed economiche dello Stato, 

Art. 277. L’ordine e le proporzioni con cui questi di¬ 
versi insegnamenti dovranno essere ripartiti nello stadio 
assegnato al grado ( 1 ’istrozioue cui appartengono, saranno 
determinati in via regolamentare. 

Art. 278. Per ciò che tocca l’insegna mento religioso 
si osserveranno , per ogni riguardo , le norme prescritte 
agli articoli 193 e 222 in ordine agli stabilimenti d’istru¬ 
zione secondaria. 

CAPO II. —■ Degli stabilimenti tecnici. 

Art. 279. L’ istruzione del primo grado verrà (lata in 
stabilimenti speciali, che sotto il nome di Scuole Tecni¬ 
che, saranno successivamente aperti, salvo il disposto del¬ 
l’alt. 282, nel cr.po-luogo (li ciascuna provincia. 

Art. 280. Le spese di queste scuole saranno a carico 
dei Comuni in cui verranno instituite. Lo Stato però 
concorrerà a sopportare questo carico per una somma 
eguale alla metà delle spese che importeranno gli stipendi 
e le indennità, da attribuirsi agli insegnanti che saranno 
applicati a questi stabilimenti. 

Art. 281. Il concorso promesso nel precèdente articolo 
non avrà luogo, se non in quanto i municipii che con¬ 
cerne avranno aperte le loro scuole primarie inferiori e 
superiori, a termini di questa legge. 

Art. 282. Nel caso in cui il municipio del capo-iuogii '. 
della provincia non voglia sottostare al carico di questa 
scuola, il concorso dello Stato potrà essere accordato a 
quello fra i comuni più considerevoli della provincia 
stessa , il quale avendo adempito alle condizioni dell’ar¬ 
ticolo precedente per ciò che concerne i suoi stabilimenti 
di istruzione primaria , si obbligherà di mantenere , a 
norma di questa legge, la scuola tecnica a vantaggio della 
provincia. 

Art. 283. L’istruzione del secondo grado verrà data in 
stabilimenti particolari, che sotto il nome di Istituti Tec¬ 
nici , potranno essere aperti a misura che il bisogno se 
ne farà sentire , nelle città che sono centro di un più 
notevole movimento industriale e commerciale. 

Ognuno di questi istituti sarà diviso in sezioni , in 
ciascuna delle quali si daranno gli insegnamenti che in¬ 
dirizzano particolarmente ad un determinato ordine di 
professioni. 

Il numero di queste sezioni in ogni istituto e gli 
insegnamenti proprii di ciascheduna di esse saranno de 
terminati secondo le condizioni economiche delie prò 
vincie, a vantaggio delle quali sarà eretto un simile sta¬ 
bilimento. 

Art. 284. Le spese di questi stabilimenti saranno a 
carico delle provinole a profitto delle quali verranno isti¬ 
tuiti, e dello Stato, il quale potrà essere chiamato a sot¬ 
tostarvi sino alla concorrenza di una somma eguale alla 
metà (li quella che sarà necessaria per gli stipendi da as¬ 
segnarsi ai Professori. 

I locali ed il materiale non scientifico saranno for¬ 
niti dai comuni nei quali questi istituti avranno sede. 

Art. 285. Le scuole e gli istituti tecnici sono classifi¬ 
cali secondo le norme che si sono seguite per la classi¬ 
ficazione degli stabilimenti di, istruzione secondaria classica. 

Art. 280. Queste scuole e questi istituti dovranno 
mantenersi separati dai ginnasii e dai licei. 

? n °^. n *. , ca . s<) ' a direzione immediata degli stabili¬ 
menti tecnici istituiti da questa legge non potrà mai es¬ 
sine affidata alla stessa persona cui è affidata quella dei 
precitati istituti di istruzione secondaria. 

LAPO III. — Dei professori e degli incaricati 
de//’ insegnamento. 

Art. -87. La parte principale dell’ insegnamento nelle 
scuole tecniche sarà data da quattro professori, due dei 
quali possono essere titolari. 

Art. 288. Il numero dei Professori titolari e Reggenti, 
-saranno .affidati i principali insegnamenti in ciascuno 
In ®, 1 . ‘‘ì 11 . 1 . 011 fenici, verrà determinato in ragione di 

. e 8 ® z,on * che, secondoi luoghi, sarà opportuno 
stabilire in tali istituti. 

„ «li insegnamenti che non saranno commessi 

*~ M ° ar ! 0 leggenti, verranno affidati ad insti- 
tutori od incaricati. 

!!S,‘i„l Profe8 ?° ri lil0,ari l> er ‘e scuole tecniche 
fili ite npr i,. ’’ P revi<) concorso, secondo le norme sta- 

I concorsi nnr^^V 61 p ™ fes8<iri titolari dei ginnasi. 

una Comrniftiinnp ^ Ue8 ^ e i SCU0 j amnno luogo innanzi ad 
vùicia Presieduta dal Provveditore della prò 

si JSàfirS& de ' Pr0fe83 . 0ri tìtolari gli istituti tecnici 

t;,cT' concw80 ' sec ' ,n ' , ° ic m " me 

nresie(fim n p^ S Ji avra ,l ì 0 F 0 »/ bnnanz ' ;, d una Commissione 
1 a nnm' 3 dal Provveditore della provincia. 

per i' dSe ordin-' . Profes ?° 1 ri re ^ enti e degli incaricati 

* uan o è nrpsrr ' ' f b,lun ? nt ' * Pure secondo 

[uanio è prescritto per le nomine di queste catecorie 
ordine ai ginnasii ed ai licei. categorie 

a, ;l 291. Gli stipendi dei Professori titolari e dei Reiz- 

ilirltti d n e SC “ 0le e deg,ì i8tituti técnici * come pure i 
tu itti «dJa pensione, saranno regolali in base a auelli che 

sono assegnati ai Professori dei ginnasi e dei licei. 

I>ÌM .. 5 indennità da assegnarsi eventualmente agli inca- 

irnlatl ^ * ,n ^ e 8 narnent >> di cui all’art. 289, saranno re- 

chiamati"» X"* ^ nnmer ° leZ '° ni che saranno 

Art. 292. Tutte le disposizioni del titolo III di questa 
W retarne ai Professori , che s0 „„ 0 possono Sé 
ni lirPi m qua,ità .di titolari o di Reggenti ai ginnasi ed 
tuli tecnici 110 3pp ,cabili a < I ue,,i delle scuole e degli Isti 

in tb* L> , ìnsegnament0 delle scuole tecniche potrà 

del Ministro ""pI* ^ jÈ ana r Parte ’ P revia a PP r ovazione 
dennilà ai Prn ? 16 aft , daU) dai municipii, mediante in- 

tini lecàic*. SS ° n de ’ gmnasi - dei licei e i«i. 

ft'3.soH7lelir < facoIta <l univer^iario tr 0 ,!fli (, Mcp' a ^? a ‘ re Pr °‘ 

alcune ,>arii <‘< di '-«"-e g „r: g n 

titolo determinerà fé'wSofd'canicolari'che dovranno 
richiedersi per essere ammessi ai concorsi delle scuole 


degli istituti tecnici , come altresì la qualità di cui do¬ 
vranno essere forniti i candidali allò reggènze, e gli altri 
insegnanti per i quali il cóncorsò non è prescritto. 

J CAPO JV. — Degli Alunni e degli Uditori. 

Art. 295. Per essere ammessi come alunni nelle scuole 
tecniche conviene dar saggio delle cognizioni e dello svi¬ 
luppo intellettuale 1 che si acquista nelle scuole 1 primarie 
del grado supcriore, compresa la quarta classe elementare. 

Per essere ammessi allo stesso titolo in una delle 
sezioni degli istituti tecnici conviene dar saggio di posse¬ 
dere l’istruzione che si acquista nelle scuole tecniche. 

Art. 296. Non pertanto gli adolescenti e gli adulti , 
che chiederanno la facoltà di frequentare alcuno dei corsi 
che sono dati in questi stabilimenti, potranno esservi am¬ 
messi, osservando le regole che saranno prescritte in pro¬ 
posito a titolo di uditori. 

Art. 297. Le norme da seguirsi nei diversi esami (fi 
ammessione, di promozione e di licenza; le condizioni di 
nminessione per gli uditori , l’ ordine delle esercitazioni 
e la disciplina da osservarsi , tanto nelle scuole quanto 
negli istituti tecnici , saranno determinate in via regola¬ 
mentare. 

Art. 298. L’istruzione tecnica inferiore è gratuita. 

Negli istituti tecnici si pagheranno le tasse d’iscrizioni 
e d’esami stabilite dalla Tabella II. 

In un regolamento particolare per tutti i servizi 
pubblici saranno determinati gli impieghi , al concorso 
dei quali le licenze delle scuole e degl’istituti tecnici po¬ 
tranno aprir l’adito. 

Art. 299. Per le pene disciplinarie e per la loro ap¬ 
plicazione si osserverà quanto è prescritto in ordine ai 
ginnasi ed ai licei. 

CAPO V. — Dell’Ispezione degli Stabilimenti tecnici 
e della loro direzione immediata. 

Art. 300. L’Ispezione sugli studi tecnici dei due gradi 
‘è esercitala subordinatamente al Ministro cd aU’Ispettore 
Generale di dette scuole dal Provveditore della Provincia. 

L’ispezione degli istituti tecnici è esercitata diretta¬ 
mente dall’Ispettore generale predetto. 

Art. 301. La loro direzione immediata per gli studi , 
e per la disciplina, è affidata per ogni scuola ad un Di¬ 
rettore , per ogni istituto ad un Preside, scelti e nomi¬ 
nati , secondo quanto è prescritto in ordine ai Direttori 
ed ai Presidi degli analoghi stabilimenti di istruzione se¬ 
condaria. 

Art. 302. Le attribuzioni di questi ufficiali relativa¬ 
mente agli insegnanti , agli alunni, agli uditori ed alle 
persone applicate al servizio, ed in ordine al materiale 
annesso ai rispettivi stabilimenti, formeranno l’oggetto di 
apposite disposizioni regolamentane. 

Art. 303. Le funzioni di Direttore e di Preside non 
saranuo incompatibili con quelle dell’insegnamento negli 
stabilimenti cui sono preposti, purché essi vi abbiano la 
qualità di Professori titolari, o concorrano in loro i re¬ 
quisiti voluti per potervi essere chiamati in qualità di 
Professori reggenti. 

I loro stipendi saranno in ogni caso regolati secondo 
le norme stabilite in ordine ai Direttori dei ginnasi ed 
ai Presidi dei licei. 

CAPO VI. — Disposizioni particolari. 

Art. 304. Sarà in facoltà dei Comuni non compresi 
nelle categorie di quelli in cui vogliono successivamente 
essere stabilite le scuole tecniche a nonna di questa legge, 
di aprire a proprie spese stabilimenti in cui sia dato in 
tutto od in parte l’insegnamento tecnico del primo grado. 

Essi però non potranno usare di questa facoltà se 
non in quanto avranno soddisfatto agli obblighi che la 
legge loro impone relativamente allo stabilimento delle 
scuole primarie. 

Art. 305. Potranno parimenti i Comuni od i consorzi 
comunali in generale aprire a proprie spese scuole in 
cui sian dati gli insegnamenti tecnici del secondo grado, 
ma non potranno usare di questa facoltà ove non abbiano 
adempiuto gli obblighi che loro incombessero d’instituire 
le scuole tecniche od il Ginnasio. 

Art. 306. Gli stabilimenti di cui nei due articoli pre¬ 
cedenti saranno sottoposti, riservato l’ordine delle Auto¬ 
rità da cui dipendono, allo stesso regime cui sono sotto¬ 
posti gli analoghi stabilimenti comunali di istruzione se¬ 
condaria. 

CAPO VII. — Disposizioni generali e transitorie. 

Art. 307. Per tutto ciò che. in ordine agli stabilimenti 
tecnici concerne: 

Le cause per cui le persone che vi sono addette all’ 
insegnamento , alla direzione, o ari altri impieghi incor¬ 
rono nella sospensione o nella perdita del loro uffizio; 

L’istituzione delle Commissioni dinnanzi alle quali 
devono aver luogo gli esami ed il conferimento dei re¬ 
lativi certificati, la durata deiranno scolastico ed i giorni 
di vacanza; 

Gli istituti e gli stabilimenti di|cui agli articoli 244, 
245, nei quali si dà in tutto od in parte l’istruzione tec¬ 
nica; 

L’insegnamento privato e le guarentigie che^vi si ri¬ 
feriscono; 

Si osserverà quanto è prescritto in proposito nel ti 
tolo III (li questa Legge. 

Art. 308. Le eccezioni che per l’indole propria della 
istruzione tecnica e pel maggior vantaggio delle classi cui 
è destinata, sarà opportuno o necessario di fare agli or¬ 
dinamenti per cui il presente si riferisce alle disposizioni 
del precitato titolo III, saranno determinate con Regio 
Decreto. 

Art. 309. Il R. Istituto tecnico di Torino sarà con¬ 
vertito in scuola d’ applicazione per gli Ingegneri come 
all’art. 53 presso ia quale rimarrà la scuola speciale per 
i misuratori od agrimensori istituita col R. Decreto 8 
ottobre 1857. 

Art. 310. In Milano a spese dello Stato verrà eretto 
un R. Istituto tecnico superiore cui sarà unita una scuola 
d’ applicazione per gli Ingegneri civili la cui indole e 
composizione sarà determinata con apposito R. Decreto. 

A questo istituto verrà pure annessa una scuola per 
i misuratori analoga a quella di Torino. Simili scuole 
pei misuratori verranno con speciali decreti istituite in 
altre città dello Stato. 

Art. 311. I Professori degli istituti tecnici superiori 
anzidetti avranno titolo , grado e stipendio di Professori 
universitari. 

Art. 312. Le Provincie che collo Stato dovranno con¬ 
correre nelle spese degli istituti in cui si dà il secondo 
grado d’istruzione tecnica, i termini di questo concorso, 
le Città in cui dovranno essere aperti ed il numero dei 


Professori titolari che vi dovranno essere addetti, saranno 
determinati per ciascun istituto còn afosità legge. 

Art. 313: Le scuole' tecfiithe si apriranno nel quin¬ 
quennio che comincierà a decorrere dalla promulgazione 
di questa legge. . . , . , 

Non pertanto la nomina dei ProfesFOn titolari che in 
coerenza dell’ art. 287 possono essere addetti a ciascuna 
di queste scuole, non si farà'sé non se tre anni dopo 
l’apertura della medesima. Ne! frattempo sarà provveduto 
ai diversi insegnamenti per mezzo rii Professori reggenti. 

Art. 314. Continueranno ari essere impiegati rejii con 
tutti i diritti annessi alla loro qualità gl Insegnanti , che 
or sono a carico dello Stato , c si trovano addetti alle 
scuole, che corrispondono a quelle instituite colla pre¬ 
sente Legge sotto il nome di scuole tecniche ed istituti 
tecnici. . . . 

Essi però andranno soggetti alla disposizione dell ali¬ 
nea deU’art. 268. 

TITOLO Y. 

DELL’ ISTRUZIONE ELEMENTARE. 

CAPO I. — Oggetto ed obbligo dell'insegnamento. 

Art. 315. L’istruzione elementare è di due gradi; in¬ 
feriore e supcriore. 

L’istruzione del grado inferiore comprende : l’inse¬ 
gnamento religioso, la lettura , la scrittura , I’ aritmetica 
elementare , la lingua italiana , nozioni elementari sul 
sistema metrico. 

L’ istruzione superiore comprende , oltre lo svolgi¬ 
mento delle materie dèi grado inferiore: le regole della 
composizione , la calligrafia , la tenuta dei libri, la geo¬ 
grafia elementare, l’esposizione dei fatti più notevoli dèlia 
storia nazionale , le cognizioni di scienze fisiche e natu¬ 
rali applicabili principalmente agli usi ordinari della vita. 

Alle materie sovr’accennate saranno aggiunti , nelle 
scuole maschili superiori, i primi elementi della geome¬ 
tria ed il disegno lineare; nelle scuole femminili i lavori 
donneschi. 

Art. 316. Il corso inferiore ed il corso superiore si 
compiono ciascuno in due anni; ognuno di essi si divide 
in due classi distinte. 

Nessuno può essere ascritto al primo corso in qua¬ 
lità di allievo regolare, se non ha raggiunto l’età di 0 anni. 

Art. 317. L’istruzione elementare è data gratuitamente 

in tutti i Comuni. . 

Questi vi provvedono in proporzione delle loro facoltà 
e secondo i bisogni dei loro abitanti. 

Art. 318. Le scuole comunali, in cui vien data questa 
istruzione , sono dirette , a norma della legge e dei re¬ 
golamenti, dai rispettivi Municipi, i quali possono isti¬ 
tuire , all’ uopo, appositi sorveglianti o Commissioni di 
ispezione. 

Art. 319. In ogni Comune vi sarà almeno una scuola, 
nella quale verrà data 1’ istruzione elementare del grado 
inferiore ai fanciulli, ed un’ altra per le fanciulle. 

Una simile scuola sarà parimente aperta, almeno per 
una porzione deU’anno, nelle borgate o frazioni dj domimi 
che non potendo , a cagione delle distanze o d’ altro im¬ 
pedimento , profittare della scuola comunale , avranno 
oltre a 50 fanciulli dell’uno e dell’ altro sesso atti a fre¬ 
quentarla. . 

Art. 320. Ai Comuni , i quali a cagione del piccolo 
numero o della poca agiatezza dei loro abitanti , od a 
cagione delle molte scuole cui devono provvedere, non 
saranno in istato di adempiere gli obblighi imposti da 
questa Legge, potrà essere concessa dal Ministro la facoltà 
di formare accordi coi Comuni limitrofi, al line (li par¬ 
tecipare in intiero o solo in parte alle scuole che sono 
stabilite nei medesimi, ovvero di valersi degli stessi mae¬ 
stri per le loro diverse scuole. 

In ogni caso un maestro non potrà mai essere ap¬ 
plicato a più di due scuole. 

Art. 321. Le scuole elementari del grado supcriore sì 
maschili che femminili dovranno stabilirsi : 

In tutte le città e terre dove esistono istituti (distru¬ 
zione pubblica, per essere ammessi ai quali è richiesta o 
tutta o parte della coltura che si riceve nelle medesime 
scuole * 

In tutti i Comuni che hanno oltre a quattromila 
abitanti di popolazione agglomerala , non calcolando le 
frazioni o borghte. 

Art. 322. Ai Comuni, cui 1’ obbligo delle scuole ele¬ 
mentari superiori fosse per riuscire troppo grave , potrà 
esser accordata la facoltà rii affidare queste scuole , salva 
• opportuna idoneità, ai maestri cui sarà nello stesso tempo 
affidata una parte dell’ insegnamento nelle scuole inferiori. 

Art. 323. Nessuna scuola potrà conservare simultanea¬ 
mente più di settanta allievi. 

Quando questo numero sarà oltrepassato per una 
certa parte dell’ anno, il Municipio , avuto riguardo al 
maggior comodo della popolazione, provvederà od aprendo 
una seconda scuola in altra parte del territorio, o divi¬ 
dendo per classi , in sale distinte, la prima. In questo 
ultimo caso, l’insegnamento della classe inferiore potrà 
esser affidato, sotto la direzione del maestro principale , 
ad un sotto-maestro. 

Gli allievi delle scuole che hanno una sola classe , 
potranno eccedere il numero di settanta; ma non potranno 
oltrepassare quello di cento. 

Art. 324. L’insegnamento nelle scuole elementari fem¬ 
minili sarà dato da maestre aventi l’idoneità voluta da 
questa legge per i maestri. 

Art. 325. Alla line (l’ogni semestre vi sarà in ogni 
scpola comunale un esame pubblico, nel quale gli allievi 
saranno interrogati ciascuno sopra le materie insegnate 
nella propria classe. 

Il Parroco esaminerà gli allievi di queste scuole sopra 
l’istruzione religiosa. Questo esame sarà dato nel tempo 
e nei luoghi che verranno stabiliti di comune accordo tra 
il Municipio ed il Parroco. 

Art. 320. I padri, e coloro die ne fanno le veci , 
hanno obbligo di procacciare, nel modo che eroderanno 
più conveniente, ai loro figli dei due sessi in età di fre¬ 
quentare. le scuole pubbliche elementari del grado infe¬ 
riore, l’istruzione che vien data nelle medesime. 

Coloro che avendo comodo di adempire quest’ ob¬ 
bligo pel mezzo delle scuole comunali, si asterranno da j 
mandarvi i figli senza provvedere effettivamente in altr a 
guisa all’istruzione loro , saranno esortati rial rispeltiv 0 
Sindaco ari inviarli a queste scuole, e quando senza !e_ 
giti imo motivo persistano nella loro negligenza sarani> 0 
puniti a norma delle leggi penali dello Stato. 

Art. 327. Le disposizioni dell’articolo precedente son > 




















*iiirosi applicabili a tutti coloro che tengono in custodia, 
impiegano od hanno comechcssia sotto la loro dipendenza 
fanciulli che siano in età di frequentare la scuola pub- 
imca, ed i cui parenti o tutori non abbiano stanza ordi¬ 
naria nel Comune. 

CAPO II. . — Idoneità, elezione e doveri dei maestri. 

Art. 328. Per essere eletto maestro in una scuola pub- 
),lca elementare, il candidato deve essere munito di una 
patente di idoneità e di un attestato di moralità, secondo 
le norme infrascritte. 

Ce patenti d’idoneità, tanto pel primo grado d’istru¬ 
zione, quanto pei due gradi riuniti, non si ottengono che 
per esame. 

Art. 329. Le scuole, che stanno aperte solo una parte 
dell anno, potranno, in difetto di candidati muniti di pa¬ 
tente regolare, essere affidale a persone che, quantunque 
iion provviste di questo titolo, saranno, a giudizio del 
llegio Ispettore provinciale, riputate sufficientemente abili 
■i tale uffizio. * 

Art. 330. L’attestato di moralità sarà rilasciato , dopo 
dichiarazione del line per cui è chiesto, e sentito l’avviso 
della Giunta comunale, dal Sindaco del Comune in cui il 
candidato avrà avuta l’ultima sua dimora. Nel caso in cui 
questi non abili nel Comune da oltre un biennio , dovrà 
pine ripoi tare un simile attcstalo dal Comune dove avrà 
precedentemente abitato. 

Alt. 331. Nessun maestro prima che abbia compiti 18 
anni , nessuna maestra prima che abbia compito i 17 , 
possono essere chiamati a reggere una scuola pubblica e- 
lementare. Potranno tuttavia prima di questa età inse¬ 
gnate in una classe sotto un maestro od una maestra 
principali , non inai prima dei 16 pei maestri e 14 per 
le maestre. ‘ 

Art. 332. I maestri delle scuole comunali elementari 
sono eletti dai Municipii. 

Spetta ai Consigli provinciali per le scuole il ricono¬ 
scere, salvo ricorso al Ministro, se le elezioni sieno stale 
latte m conformità della legge. 

Art. 333. Ogni elezione, quando tra l’eletto ed il Mu¬ 
nicipio non siasi convenuto di più breve tempo , si in¬ 
tenderà fatta per un triennio. Allo scadere del 1° trien¬ 
nio il maestro polrà essere confermato per un 2“ trien¬ 
nio e più od anche a vita ove lo creda il Municipio. 

Se sei mesi prima che spiri questo termine, il maestro 
non e stato licenziato, l’elezione si avrà per riconfermata. 

Alt. 334. Contro i maestri incolpati di negligenza ahi- 
( h trasgressione dei doveri che loro sono imposti 
dalla legge e dai regolamenti scolastici, o di fatti onde sia 
gravemente compromessa la loro riputazione o la loro mo¬ 
ralità, potranno, secondo la gravità dei casi, essere pro¬ 
nunciate le seguenti pene: 

1° La censura / che consiste in una dichiarazione 
formale della mancanza commessa e del biasimo incorso. 
Lssa non è pronunciata se non se dopo che dal Sindaco 
o dall’Ispettore si sarà invano per ufficiale avvertimento 
rimostrata la mancanza all’ incolpalo , con esortazione a 
non più ricadérvi ; 

2° La sospensione dall’uffizio, la quale consiste nel 
divieto fatto al maestro di esercitare le sue funzioni nella 
scuoia cui è applicato , non può essere minore di quin¬ 
dici giorni, nò maggiore di tre mesi, Essa trae seco, pel 
tempo in cui dura, la privazione dello stipendio, ed oltre 
ciò, questo tempo non ò computalo negli anni di servizio* 

3. ° La deposizione , la quale importa la perdita dei 
diritti c dei vantaggi che il maestro tiene dalla sua ele¬ 
zione, e gli è d’impedimento a reggere una scuola pub¬ 
blica per un tempo determinato, che non può essere mi¬ 
nore di sci mesi, nò maggiore di due anni; 

4. u L’interdizione scolastica, la quale importa, oltre 
gli effetti della deposizione, la privazione di tutti i diritti 
e di tutti i vantaggi che il maestro tiene dalla sua pa¬ 
tente. Essa è temporaria o perpetua • se temporaria non 
può essere minore di tre anni. 

Art. .>35. Le peno sono pronunciale, dopo informa¬ 
zione, dal Consiglio provinciale per le scuole. Gl’incolpati 
lumno diruto di essere sentili nella loro difesa. 

Contro le deliberazioni portanti una delle due ultime 
pene, vi ha luogo a ricorso al Ministro della pubblica istru- 

7 in no 


Art. 336. Le rinuncio volontarie dell’incolpato tutl 
accettate, non impediscono, nè interrompono ì procedili 
iniziati o da iniziarsi contro di Ini per fatti che pot 
dar luogo all’applio.azioiic della deposizione o deii’int 
ztone scolastica. 

f J£i* ,¥«: i n ca “ dì u Wiza è data , non perla 
Smdaco d accordo coll’Ispettore, di sospem 

funzioni um'7 111<K ° l )rov * s '°ne, dell’esercizio dell* 
hu. ii, quii maestro che non potrebbe senza crav 
conveniente, continuarle, o elio n l. g 

bili, sarà divenuto, comèehe.!,!' * 101 " n > 

di disordini gravi nel Comune. ’ ' slt>ne <*' scandi 

Dovrà però esserne tosto informa n ^ 
vinciate dall’Ispettore. ' 1 Consiglio 

Avranno un’eguale facoltà , c nm .i; „L • 
le stesse cause gl* Ispettori di circo!, da, -io' riwt 
maestri cu, è affidata la reggenza di scuole pu'bb ich 
dipendenti dai Municipii. 1 00 cn( 

I Snidaci e gl’ispettori che avranno usato di noesi 
coita, dovranno informarne immediatamente il Con* 
provinciale per le scuole per gli opportuni prtìVvedim 
(iAI O III. Stipendi) sussidi a pùtisioni 
Avi. 338. Per determinare gli stipendi e le Densi* 
assegnarsi ai maestri ed alle maestre, le scuole eie 
tari sono divise in urbane e rurali. 

U'hane sono divise in tre classi, secondo V 
ezza e la popolazione delle Città in cui sono stabilii 
‘mali sono parimente divise in tre classi, secondo I’ 

sono* stabilite™ 0 ” 0 ° * a * ì0 l )0 * az ‘° nfc de * luoghi per i 

nrivmò ì„ P ?tranno collocarsi nell’ ultima classe 

cornerhè 6 sl ?^‘. lite ncl centro dei Comuni i c 

zinne amrtoini»r4t eil !r tll . ol ° Ciuà * avranno una P° 
zione agglomerata di oltre 3,000 abitanti. 

Cosi potranno annoverarsi fra lo rurali le scuole 

saranno stabilite in hi *, Comune con titolo di ( 
principale dipopotaK.’* lonlane dal C 

Art. 340. Il grado di agiatezza dei diversi f’nrr 
qualunque sia il loro litoio . sarà regolato orn i 
veti delie imposte dirette e le rendite proprie di 
scuun di essi, avuto riguardo alle spese obbligatoti 
sottostanno, c principalmente a quelle clic so«o , M 
loio carico da questa Legge. 


Art. 341. La classificazione delle diverse scuole per 
ciascun Comune sarà fatta, secondo le norme preaccen¬ 
nate, dai Governatori, sentiti i Municipii, ed avuto il pa¬ 
rere degl’intendenti e dei Consigli provinciali per le scuole. 

Gli stipendi da assegnarsi ai maestri delle scuole clas¬ 
sificate nelle categorie e nelle classi anzi dette non sa¬ 
ranno inferiori al minimo stabilito nella tabella I. 

Questo minimo verrà ridotto di un terzo per gli stipendi 
delle maestre. I sotto-maestri e le sotto-maestre non a- 
vranno diritto che ad un assegnamento eguale alla metà 
di quello che spetta ai rispettivi titolari. 

Art. 342. Oltre le scuole comunali saranno pure clas¬ 
sificate, secondo norme da determinarsi con Decreto go¬ 
vernativo, ma al solo fine di provvedere alla pensione dei 
rispettivi maestri, le altre scuole elementari che, a ter¬ 
mini delle leggi scolastiche, sono collocate fra gl’ Istituti 
pubblici. 

Art. 343. Le scuole comunali stabilite nei Comuni 
o nelle borgate aventi una popolazione inferiore a 500 
abitanti , e quelle che non islanno aperte se non se una 
parte dell’anno, non andranno soggette a tale classificazione. 

Non pertanto , al fine solo di cui nell’ articolo pre¬ 
cedente, ognuna di quelle che stanno apeaie tutto l’anno 
scolastico potrà, ad istanza del rispettivo Municipio, es¬ 
sere collocata nell’ ultima classe delle rurali. 

I Municipii determineranno, salva l’approvazione dell’ 
autorità superiore , ciascuno secondo i propri mezzi, lo 
stipendio da assegnarsi agl’insegnanti preposti a queste 
scuole. 

Art. 344. I Comuni provvedono agli stipendi dei mae¬ 
stri e delle maestre ed altre spese occorrenti per lo sta¬ 
bilimento e la conservazione delle rispettive scuole colle 
rendite destinate all’ istruzione elementare, colle entrale 
proprie, coll’ imposta comunale ordinaria. 

Art. 345. Lo Stato verrà, con annuali slanziameuti, in sus¬ 
sidio dei Comuni che per l’angustia delle loro entrate, o per 
la poca agiatezza dei loro abitanti, non saranno in grado 
di sottostare alle spese che questa Legge pone a loro ca¬ 
rico per l’istruzione elementare. 

Art. 346. Qualora le Provincie stanzino sussidii per 

10 stesso effetto , questi saranno preferibilmente applicati 
alle spese occorrenti pel primo stabilimento delle scuole 
e pel mantenimento del relativo materiale : mentre quelli 
dello Stato contribuiranno alle spese per lo stipendio degli 
insegnanti. 

In ogni caso questi sussidi non saranno concessi che 
con speciale destinazione a profitto di luoghi e di scuole 
determinate. 

Art. 347. A fine di provvedere al riposo degl’insegnanti 
delle scuole classificate, a termini degli articoli 338, 339 
e 342, sara istituita sotto il nome di Monte delle pen¬ 
sioni pei Maestri elementari , una Cassa particolare i cui 
statuti saranno stabiliti con Decreto Regio sopra le basi 
infradeterminate. 

Art. 348. I Comuni, le Corporazioni, le Amministra¬ 
zioni e tutti gli enti morali senza distinzione cui appar¬ 
tengono le scuole preaccennate verseranno in questa cassa 

11 2 1|2 p. 100 sopra il minimo degli stipendi stabiliti 
per le scuole rispettive. 

Art. 349; Le somme che vi saranno versate durante il 
primo decennio dalla sua istituzione, come altresì i legati 
e ie largizioni che la detta cassa potrà ricevere in questo 
tempo, ne formeranno la dotazione, la quale sarà inve¬ 
stita in cedole del Debito pubblico. 

Art. 350, Alla fine del decennio 1’ Erario pubblico vi 
verserà per una sola volta, a compimento della dotazione, 

una somma non inferiore all’ ammontare del terzo di essa 
dotazione. 

Art. 351. Passato questo termine , agli insegnanti 
che avendo trenta anni di,effettivo servizio e 55 anni di 
età, non saranno più in grado di continuare utilmente, 
a giudizio del Consiglio provinciale per le scuole e del 
Consiglio Superiore , nelle loro funzioni, sarà accordata 
dal Ministro sopra questa cassa una pensione di riposo 
eguale al minimo assegnato alla classe a cui apprrticne 
la scuola che avranno retta durante I’ ultimo quinquennio. 

Art. 352. Un sussidio vitalizio non inferiore al terzo 
del relativo minimo potrà essere accordato a coloro che, 
dopo 15 anni di servizio , non potranno più continuare 
nelle loro funzioni. 

Art. 353. Alla vedova del maestro, se maritala du¬ 
rante l’esercizio delle funzioni da oltre tre anni, ed in 
ogni evento se con prole, finché rimane nello stato ve¬ 
dovile; ai figli ed alle figlie non maritate, finché non ab¬ 
biano raggiunta la maggiore età, sarà devoluta a ciascuno 
per eguale porzione, ed in ogni caso con diritto di ac¬ 
crescimento reciproco, la metà della pensione di riposo 
di cui il maestro avrà goduto o che gli sarebbe spettata 
al momento del decesso. 

Un eguale favore sarà fatto, alle stesse condizioni , 
ai figli ed alle figlie delle maestre se orfani anche del padre. 

Art. 354. I Membri delle corporazioni religiose che 
insegnano nelle scuole pubbliche elementari , coinè pure 
gli ecclesiastici che vi insegnano per obblighi inerenti al 
loro benefizio, non parteciperanno ai vantaggi di questa 
istituzione. 

CAPO IV. — Delle scuole private. 

Art. 355. 1 cittadini in cui concorrono i requisiti vo¬ 
luti da questa legge per essere eletti a reggere una scuola 
pubblica elementare, sono abili a tenere in proprio nome 
un istituto privato dello stesso ordine, salvo il produrre 
all'Ispettore provinciale gli altri titoli comprovanti la ca¬ 
pacità legale e la moralità. La licenza ottenuta nei licei, 
e negli istituti tecnici terrà luogo di titolo di capacità. 

Art. 356. Le persone clic insegnano a titolo gratuito 
nelle scuole festive per i fanciulli poveri , o nelle scuole 
elementari per gli adulti, od in quelle dove si fanno corsi 
speciali tecnici per gli artieri , sono dispensale dal far 
constare la loro idoneità. 

CAPO V. — Velie scuole normali. 

Art. 357. Sono istituite nove scuole normali per gli 
allievi maestri, delle quali una nella Savoia , una nella 
Sardegna , una nella Liguria, tre' nelle altre antiche pro¬ 
vince dello Stato e tre nelle nuove. 

Ugual numero di scuole normali colla medesima di¬ 
stribuzione è pure stabilito per le allieve maestre. 

Art. 358. Le materie d’insegnamento in tali istituti 
sono: 1. la lingua c gli elementi di letteratura nazionale; 
2. gli elementi di geografia generale; 3. la geografìa e la 
storia nazionale; 4. l'aritmetica c la contabilità; 5. gli 
clementi di geometria; 6. nozioni elementari di storia na¬ 
turale, di fisica e di chimica; 7. norme elementari di 
igiene; 8. disegno lineare e calligrafia; 9, la pedagogia. 


Nelle scuoio normali per le maestre è aggiunto lo 
insegnamento'dei lavori proprii al sesso femminile; in 
quelle pei maestri può essere aggiunto un corso elemen¬ 
tare d’agricoltura e di nozioni generali sui diritti e doveri 
dei cittadini in relazione allo Statuto, alla legge elettorale 
ed all’amministrazione pubblica. 

Art. 359. L’insegnamento delle materie predette si 
compie in tre anni. 

Esso però verrà ripartito in guisa, che dopo due 
aiuti di corso gli allievi possano essere abilitati all’esame 
per la patente del corso inferiore delle scuole elemen - 
tari, e dopo tre anni all’esame per la patente del corso 
superiore delle scuole medesime. 

Art. 360. Nel secondo e terzo anno del corso gli al¬ 
lievi saranno esercitati in una delle quattro classi del corso 
compiuto elementare, che verrà posta a disposizione del¬ 
l’istituto dal Comune in cui è situato. 

ArL 361. A ciascuna delle scuole normali sono addetti 
tre Professori titolari, fra cui sono distribuite le parti 
principali dell'insegnamento. 

L’insegnamento delle altre materie può essere affi¬ 
dato ad insegnanti aggiunti. 

Art. 362. I Professori titolari sono di tre categorie , 
ed i loro stipendi sono regolati a norma della tabella (L). 

Ad uno di essi sarà commesso l’ufficio di direttore 
della scuola, il quale perciò avrà un maggiore assegna¬ 
mento di lire 500. 

Presso ciascuna delle scuole normali femminili sarà 
costituito un Gomitato di Ispettrici , il cui numero ed 
attribuzioni saranno determinati dal regolamento. 

Art. 363. Agli stipendi provvede lo Stato; ai locali 
ed agli arredi provvedono i Comuni nei quali l’istituto 
è posto. 

Art. 364. Per l’ammessione allo scuole normali si richiede ; 

1. L’età di 16 anni compiuti per gli alunni, e di 
15 per le alunne; 

2. Un attestato del Gonsiglio delegato del Comune 
o dei Comuni, in cui l’aspirante ebbe domicilio per tre 
anni, che lo dichiari per la sua distinta moralità degno 
di dedicarsi aH’insegnamento ; 

3. Un attestato di un Medico che esso non abbia 
alcuna malattia od alcun difetto corporale che lo renda 
iuabile all’insegnamento ; 

4. L’aver superato l'esame d’ ammessione , giusta 
i programmi prescritti. 

Art. 365. fi stanziata annualmente sul bilancio del 
Ministero dell’Istruzione pubblica una determinata sómma 
per ripartirla, in proporzione della popolazione di ca¬ 
dmia Provincia, in annui sussidi ad alunni e ad alunne 
dello scuole normali dello Stato. 

Tali sussidi non possono essero minori di L. 250 
annue cadmio, ed il loro numero sarà ragguagliato m 
ragione di uno almeno per ogni 25 mila abitanti. 

Art< 366. Gli accennali sussidi sono conferiti, per cura 
del Consiglio provinciale per le scuole, agli aspiranti ed 
alle aspiranti riconosciuti più meritevoli in segnilo ad 
esame di concorso ed, a pari merito, ai più bisognosi. 

Art. 367. Gli alunni e le alunne, provveduti di sus- 
! sidio potranno essere riuniti in un convitto comunale o 
provinciale. 

Art. 368. Incorreranno nella perdita del sussidio gli 
alunni che mancassero gravemente nella condotta ino- 
{ rale, o clic si rendessero colpevoli di reiterata inosser- 
I vanza delle discipline scolastiche, come pure quelli clic 
per levo negligenza non subissero I’ esame in fine del¬ 
l’anno scolastico, o fossero rimandati due volte nello 
stesso esame. 

Art. 369. 1 maestri e le maestre provenienti dalie 
scuole normali dello Stato saranno preferibilmente scelti 
per le scuole elementari pubbliche. Questa preferenza 
i non avrà luogo che a parità di merito. 

Art. 370. Sarà in facoltà delle Provincie di aprire 
scuole magistrali maschili e femminili per formare maestri 
e maestre elementari del grado inferiore, sotto 1’ osser¬ 
vanza di particolari discipline da stabilirsi con apposito 
regolamento. 

Art. 371. Coloro che aspirano al grado di maestri o 
di maestre potranno, anche senza aver fatto i corsi rego¬ 
lari come sopra, presentarsi ai relativi esami tanto nelle 
! scuole normali dello Stato, quanto in quelle provinciali 
di cui ali’arlicolo precedente, sotto l’osservanza di par¬ 
ticolari discipline e di speciali programmi da determi 
narsi per Decreto Reale. 

Art. 372. L maestri e le maestre, muniti delle patenti 
d’idoneità ucl modo stabilito nell’articolo precedente, po¬ 
tranno essere pareggiati a quelli che frequentarono le 
scuole normali, purché abbiano insegnato per cinque 
I anni in scuole pubbliche ed abbiano dato 'prove di di- 
| stinta capacità e di buona condotta. 

CAPO VI. — Disposizioni /inali. 

Art. 373. Le disposizioni di questa legge nelle quali 
non ò fatto conno che dell’istruzione elementare maschile 
si applicheranno egualmente all’istruzione elementare fem¬ 
minile, salve le eccezioni che emergono dall’ indole pro¬ 
pria di quest’ultima, e che saranno determinate con spe - 
ciale regolamento. 

Art. 374. Nei Comuni dove si parla la lingua francese, 
i essa verrà insegnata invece dell’italiana. 

Gli allievi delle scuole pubbliche elementari, i cui 
parenti avranno dichiaralo di prendere essi stessi cura 
della loro istruzione religiosa, saranno dispensati dal se¬ 
guire le lezioni di religione, c dall’ assistere agli esercizi 
che vi si attengono. 

Nulla sarà innovalo a quanto si è finora praticato , 
rispetto all’ insegnameli io religioso delle scuole destinate 
particolarmente all’ Istruzione elementare dei fanciulli ap¬ 
partenenti ai Culti tollerati. 

Art. 375. Non possono esercitare un uffizio qualunque 
nelle scuole elementari si pubbliche che private , nè es¬ 
sere a qualsiasi titolo applicali ori ascritti agli istituti con¬ 
templati in questa legge, coloro clic saranno stati con¬ 
dannati a pene criminali o ad una pena qualunque per 
falso, furto, truffa o pravi costumi. 

Art. 376. Al fine di accertare lo stato dei servizi pre¬ 
stati nelle scuole pubbliche elementari dai maestri clic. a 
norma di questa legge, possano eventualmente conseguire 
la pensione od il sussidio vitalizio, saranno incaricati gli 
ì Ispettori di verificare tali servigi. 

I maestri che dopo un anno dell’incarico avuto dal¬ 
l’Ispettore non avranno sottoposto il loro stato di servizio 
ut medesimo, saranno riputali aver rinunziato ai loro di- 
, ritti in proposito. 

j Art. 377, Continueranno ad essere impiegati regi con 


















































tulli i diritti annessi alle loro qualità .gl’ insegnanti delle 
scuole elementari, che ora sono a carico dello Stato. 

£ssi però andranno soggetti alla disposizione dell’alinea 
deU’art.r,268. 

Art. 378. doloro che all’epoca in cui questa legge sarà 
promulgata si troveranno regolarmente a capo di una 
scuola od istituto elementare privato, saranno riputati pos¬ 
sedere tutti i requisiti legali necessari per continuare tiel- 
l’intrapreso esercizio. 

Disposizioni yentrali relative a lutti i titoli 
della presente Legge. 

Art. 379. Per tutto quanto concerne l’amministrazione 
generale e locale della pubblica istruzione, la presente 
Legge coraincerà ad applicarsi dal 1 gennaio 1800. 


I r 

Per ciò poi che riguarda l’ordinaraenlo degli studi e ! dello Stato, sia inserta negli atti del Governo, mandando 
udizione degl’insegnanti, s’intenderà in vigore dalla a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare. 

Dat. a Torino .a^l ,13 novembre 1,859. 


la condizione „ 
stessa data , ma avrà esecuzione con provvedimenti suc¬ 
cessivi da emanare nel corso dell’anno in guisa che l’ap¬ 
plicazione generale della stessa legge sia compiuta all’aprirsi 
dell’anno scolastico 1860-1801. 

Art. 380. % Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie 
alla presente Legge. 

Continuano però in ufficio le attuali autorità scola¬ 
stiche e sono mantenuti nella loro forma attuale i pub¬ 
blici istituti d’istruzione e d’educazione, finché e le une 
e gli altri non sieno effettivamente surrogati a norma della 
legge medesima. 

Ordiniamo che la presente Legge , munita del Sigillo 


t 


Tabella A 

(annessa agli articoli 2, 6, 23, 28, 31, 32, 33e 165). 


Consiglio superiore di pubblica Istruzione. 

Vice-Presidente. • L. 

Ciascuno dei tredici membri ordinari! . . » 

Ispettoralo degli studi. 

Ispettore Generale degli studi superiori . . »> 

Ispettore Generale degli studi secondarii classici « 

Ispettore Generale degli studi tecnici e primarii e 

delle scuole normali.» 

Consultore legale.» 

Caduno dei due Ispettori delle scuole secondarie 
classiche. » 


2,500 

2,000 


6,000 

6,000 

6,000 

5,000 

i,000 


Tabella i' (annessa all’articolo 119). 
TASSE d'immatricolazione. 


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CORSI DI STUDII 


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Ispettore delle scuole normali, magistrali e tecniche 4,000 

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Rettori delle Università. 


Torino e Pavia 


Cagliari. 

Uffìzii dei Regi Provveditori. 

3 Provveditori di prima classe . . . 

7 Provveditori di seconda classe . . . 

7 Provveditori di terza classe . . * . 


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Segretarii di seconda classe 
Segretarii di terza classe . 


Uffizii dei Regii Ispettori. 

3 Ispettori di prima classe. 

7 Ispettori di seconda classe . . . . 

7 Isneltori di terza classe 


3 Segretarii di prima classe . . . 

7 Segretarii di seconda classe . 

7 Segretarii di terza classe .... 

Ispettori di circondario. 

Per caduti Ispettore, oltre l’indennità per spese 
giro 


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6,000 

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5,000 

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3,500 

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2,200 

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1,500 

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1,200 

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1,000 


Teologia. 

Giurisprudenza.« < 

Medicina e Chirurgia. 

Matematica ed Architettura . . . 

Scienze fisiche e naturali, Filosofia, Lettere 
Istituzioni civili e Procedura 

Farmacia. 

Flebotomia. 

Per i Misuratori. 

I,e tasse d’immatricolazione per te Scuole Universitarie delle Provincie sa¬ 
ranno le stesse clic ?ono lissytr per l’Università di Torino. 

Tabella » (annessa all’art. 121) 

TASSE per le iscrizioni ai Corsi semestrali. 


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Pavia e Genova, 
Accademia di Ifliauo 

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Scuole Universitarie 


Università incagliar! 
• e 

Istituto ili Ciaiiiberì, 
Scuole Universitarie 
In Sardegna e Savoia 


0) 1° ffuesio stipendio si comprende il soldo ordinario dei 
Iftio qualità di Professo! i. (ili attuali Rettori peri) nominati stabi 
nuano in ufficio col loro assegnamento. 


Rettori nella 
stabilmente) conti- 


Teologia. 

Giurisprudenza .... 
Medicina, Chinirgia . . 

Matematica, Architettura . 
Scienze fisiche e naturali, 
Filosofia e Lettere . . 

Farmacia e Flebotomia 

Teologia. 

Giurisprudenza . 

Medicina, Chirurgia . . 

Matematica, Architettura . 
Farmacia e Flebotomia 

Tabella E (annessa all’art. 142) 
DIRITTI di Esami e Diplomi. 


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Medicina 
e Chirurgia 


Matematica 


Ì Esame di ammessionc 
Esami speciali, cadauno 
Esami generali . . 

Diplomi .... 

S Esame d’atnmessione 
Esami speciali, ciascuno 
Esami generali . . 

Diplomi .... 

(Esame di ammessioie 
\ Esami speciali, ciascuno 
) Esami generali . . 

( Diplomi .... 

( Esame di ammessione 
) Esami speciali, ciascuno 
) Esami generali . . 

f Diplomi .... 

/ Esame di ammessione 
\ Esami speciali, ciascuno 


Sciente Uniche 
e naturali, <’ 

Filonona e l.ettere j fiSBlHl generali . . 

(Diplomi .... 

(Esame di ammessione 
Farmacia Esami del corso, ciascuno 
I Diplomi 

fttì. Le indennità da assegnarsi ai partecipanti agli esami a norma dnll’art 
sovra citato, saranno determinate con ispeciale provvedi»:.enlo. 


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VITTORIO EMANUELE. 

Ileg.to al Controllo Generale 
addi 15 9.bre 1859. 

Itegisi. l/i, Atti del Governo a carte 108 

Firmato Wehrlin. 

[Luogo del Sigillo) 

V . Il Guardasigilli 
U. Rattazzi. 


CASATI. 



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Diritti di esami e d'iscrizioni per i Licei e difilla sii, 
e per gl* Istituti tecnici. 


Diritto dell’esame di ammessione L. 
Diritto dell’esame di licenza . » 
Diritto dell'iscrizione annua . » 


Licei 


UinnaMll 


15 

30 

30 


Insti luti 
tecnici 


5 

15 


15 


10 

20 

15 


Le Scuole tecniche 
mentaci. 


inferiori sono gratuite come le ele- 


Tabella 1 ( annessa all’articolo 341 ). 

Mnimo degli stipendi assegnali ai Maestri elementari 
secondo la categoria, il grado e la classe delle scuole 
cui sono applicali. 


Nella 


Nella Classe 

Nel Grado 




' ~ .. 

—— 


Categoria 


1.* 

2.“ 

3, a 

Urbane . j 

; l'fty "•¥{ " ?"»• V" - "iT^'Ì«V"^ 

Superiore . . . , L. 
Inferiore .... » 

1,200 

900 

1,000 

800 

900 

700 

Rurali < 

) Superiore .... •> 

800 

700 

600 

i Inferiore .... » 

650 

550 

500 


Tabella E, (annessa all’articolo 362). 

Stipendi dei Professori titolari delle Scuole normali. 

14 Professori di 1* categoria a . . . 


L 


18 

22 


id. 

id. 


di 

di 


2 a 

3" 


2,200 cadmio 

categoria a . . . . » 1,800 id. 

categoria a . . . • » 1,500 id. 

Visto d'ordine di S. M. 

Il Ministro CASATI. 


Tip. G. Favaie e Comp.