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Full text of "Canti Della Montagna"

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EDIT. LVCIANO MO RPVRGO 
ROMA a) 





MONTAGNA 


CON MUSICA 
A cura di LION - ALBANESE = CORNOLDI | 









È d 





o 
: PER ig | 
ma “he ie i» 

E ct Caen 















CANTI 
DELLA MONTAGNA 


scelti ed ordinati da 


NINO LION 
Maestri 


GUIDO ALBANESE 
ANTONIO CORNOLDI 


Revisione musicale dei 


NE AMPLIATA 





IV EDIZIO 






SR 


| Correte alle Alpi, alle montagne, o giovani animosi, 
Op ‘che vi troverete forza, bellezza, ‘sapere e virtù 
di p/a QUINTINO SELLA 

(fondatore del Club Alpino Italiano 1863) 





Questo. libretto dei. Canti della Montagna gie) 
,. è stato pubblicato sotto gli auspici della. {n 
PAIA SEZIONE DI ROMA 
del CLUB. ALPINO. ITALIANO 
li 75° anniversario della sua fondazione, 
DR i 16/3 = 1048 


ni 






















(cel 





PRINTED IN ITALY - Tutti 1 diritti riservati a 
| morma. delle vigenti leggi e disposizioni 










|; Coperlîna di LENTI ENRICO 














Pi SLITTA 


PRESENTAZIONE 


Il concetto che mî ha guidato nella compilazione 
dt questa raccolta è stato quello di offrire un quadro, 
per quanto possibile, attuale del folclore musicale 
dei nostri monti. Attuale, Pirchè st è cercato, essen- 
sialmente, di cogliere e di fissare snella forma odierna 
di manifestazione i canti raccolti che, scaturiti per 
la maggior parte dalla fantasia poetica e musicale 
del nostro popolo, hanno subito nel fempo, come cosa 
viva, le trasformazioni e gli Sviluppi propri e con- 
seguenti alla loro vitalità. 

Nella raccolta sono state comprese quelle canzoni 
che, anche se non sì possono classificare strettamente 
alpine ma piuttosto, in origine, semplicemente popo 
lari o militari, hanno oggi larga diffusione e sono 
particolarmente care agli appassionati della monta- 

gua. Tra esse alcune sono molto comuni, starei per 
dire tropp» comuni, tanto da essere spesso disdegnate 
o appena tollerote dai puristi del canto alpino; 
tuttavia esse sono considerate ormat dei “classici, in 
questo genere e il non includerle avrebbe costituito, 
a mio giudizio, una ingiusta omissicne, 

Per lo stesso obiettivo della divulgazione, ho 
attinto alla vena di più regioni affinchè ogni "scar- 






done, al quale arrivi questa raccolta, vi IPOTE înnan: 
astutto le canzoni della propria terra e dei bropri 
monti. Il criterio seguito potrà inoltre favorire e dif. 
fondere tra gli appassionati della montagna di ogni 
parte d’Italia il folclore musicale dell Alpe e dell’Ag. 
pennino, tanto spesso e tanto a torto reciprocamente 
ignorato. Ta 7 | 
Infine, ricordando e condividendo il pensiero del 
compianto Gino Massano, che aveva curato le prece: 
denti edizioni: "Ogni canto è passione sincera dî 
popolo. Non intorbidatelo con variazioni e leziosagi 
gini, ma conservatilo fresco e puro come acqua 
sorgiva, ho posto particolare diligenza nell'assicàttà 
rarmi che il testo sta poetico, che musicale dî ogni 
canzone fosse, per quanto possibile, corretto ed' esatto! 
Quando ho dovuto scegliere, ed il caso è stato’ (fre 
quente, tra più versioni, mi sono deciso. per quella) 
a parer mio, più generalmente accolta, attenendomti 
anche in linea musicale, al testo meno viziato ‘da 
volgarità. Piuttosto che a fonti scritte e ufficiali ho 
fatto ricorso alla memoria tenuta ‘desta dalla ‘mia 
personale consuetudine di montagna; ho ascoltato è; 
ogni volta che mi fu possibile, raccolto dalla viva 
voce dei valligiani, le semplici melodie, per lo più 
nella loro forma originale, e perciò non guastate 0 
| deformate da arbitrarie interpretazioni e Variazioni: 
6 Le quali, se hanno talora un pregio anche notevole 2 
%. dal punto di vista estetico - musicale, tolgono perà A 


bopolare quella sua naturale inconfondibile 




















3 
meo 












efficacia. 

Mi auguro di aver raggiunto lo scopo propostomi 
Apa) assolvimento, specie per la parte musicale, 
mi sono stati preziosi collaboratori + maestri Albanese 
e Cornoldi, di così sicura e chiara competenza în 
questo campo; il mio: dpiù vivo ringraziamento ad 
essi e all’editore Luciano Morpurgo che con tanto 
entusiasmo ed amore, che è il suo stesso amore per 
la montagna, ha promosso e realizzato questa 
pubblicazione. 


Se, come è inevitabile per l'opinabilità della ma- 
teria, si riscontreranno qua e là delle imperfezioni 
ed inesattezze, nonostante le nostre diù attente cure, 
pensiamo che esse potranno essere eliminate nelle 
successive edizioni, grazie ai suggerimenti che spe- 
riamo possano venirci da quanti hanno, per il canto 
della montagna, interesse e passione pari alla nostra. 


Nino Lion 


Roma, giugno 1948 





1 
È 
1 












Viva e cresca nella giustizia la patria Italiana, 


| che al più umile figliolo da cuore di poeta. 


La penna nera 


Sul cappello, sul cappello che noi portiamo 

c'è una lunga, c'è una lunga penna nera 

che a noi serve, che a noi serve da bandiera 

su pei monti, su pei monti a guerreggiar 
Oilalà 1 


Su pei monti, su pei monti che noi saremo 

coglieremo, coglieremo le stelle alpine 

per donarle, per donarle alle bambine 

farle pianger, farle piangere e sospirar 
Oilalà I 


Su pei monti, su pei monti che noi saremo 
pianteremo, pianteremo l’accampamento 
brinderemo, brinderemo al Reggimento 
Viva il Corpo, viva il Corpo degli Alpin 
Oilalà 1 


Rilegro Hnergico (um poco mad !®! 


\streesressso: 











Il 29 luglio Br 


Il 29 luglio quando si taglia il grano 
tralalà 


è nata una bambina con una rosa in mano. 


Non era paesana e nemmeno cittadina 
tralalà 


è nata in un boschetto vicino alla marina, 

Vicino alla marina dov'è più bello stare 
tralalà 

si vede i bastimenti a galleggiar sul mare, 

Per galleggiar sul mare ci voglion le barchette î 
tralalà Sale 

per far l’amor di sera ci vuol le ragazzette, E ca 

Le ragazzette belle ’amor non lo san fare a 
tralalà 

noialtri baldi alpini glielo faremo fare. 

Glielo faremo fare alle quattro del mattino 
tralalà 

e gli farem provare la forza dell’alpino, 

Glielo farem provare; glielo farem sentire. 

tralalà n 


Stasera, dopo cena, prima d’andà a dormire, 





E la violetta 


E la violetta la va la va 

la va la va (si ripete) 
la va sul prato che la si sognava 
che gh'era ‘1 so Gigin che la rimirava. 


Cosa mi rimiri Gigin d’amor 
Gigin d’amor. 

Io ti rimiro perchè tu sei bella 

dimmi se vuoi venire con me alla guerra 


Io alla guerra non voglio andà 

non voglio andà. 
Non voglio andare con te alla guerra 
perchè si mangia male e si dorme per terra 


No no per terra non dormirai 
non dorimirai, 
tu dormirai sopra un letto di fiori 
e quattro begli alpin ti faranno gli onori 








0 


Sai nén pérchè . . . 


A la matin bònòra 


an fan levè; 
an mandò ’n piassa d’armi 


a fè istrussion; 

an fan marcè an avanti 

e peui ’n darè.,.. 

A nòjaòtri povri Alpini 

an fa mal ai pè. 
Sai nén pérchè, 
Sai nén pérchè, 
’n fa mal ai pè? 
As marcia mal 
su i marciapéè, 
Sai nén pérchè, 
Sai nén perchè 
’n fa mal ai pè 
as marcia mal 
su i marciapé! 


Al dì ad la cinquina 

a ’n fan strilè; 

a °n dan còi povri sold 
pér comprè ’d fumè, 
Adess che i toscan 

a sén chérssu, 

nòjaòtri povri Alpini 
an fan stè giù. 


Sai nén perchè ecc. 





Festa del reggimento, 
rancio special: 

a n dan còi salamini 
ch’a fan stè mal; 

a ’n dan la pasta sita 
còn su ’1 formai... 
E a nòjaòtri Alpini 

?n fa mal ai cai. 


Sai nén pérchè ecc. 


ALLEGRO 










(ad Lr î a' sd i pi 
sé . no_fadti po-vri flip. mi a'nfa me E i - 
che satnen per ché... ‘nja mal ai pe?W5' marea 
= : I 7 È. rire! 


Ta» Le 


Sat nen per che' ... AES" 
rl fu: marcia. pia 


© CA", 


sut marcio più si. Lic ser mere Per chd >. 0a 








II testamento .del Capitano 


Il capitan de la compagnia 

e l’è ferito e sta per morir 

e manda a dire ai suoi Alpini 

perchè lo verigano a ritrovar. 
I suoi Alpini ghe manda a dire 
che non han scarpe per camminar. 
O con le scarpe o senza scarpe 
i miei Alpini li voglio qual 


(Cosa comanda, sior Capitano 

che noi adesso sem arrivà? 

E io comando che il mio. corpo 

in cinque pezzi sia taglià. 
Il primo pezzo al Re d’Italia, 
secondo pezzo al battaglion, 
il terzo pezzo alla mia mamma, 
che si ricordi del suo figliol. 


Il'quarto pezzo alla mia bella 

che si ricordi del primo amor; 
. Pultimo pezzo alle montagne 

che lo fioriscano di rose e fior, 








A °1 chiante 1 gial 


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mandi, ninine 


ninine 
me toghe partir 


mandi, 


jo devi partir. 


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da 4 ai 


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Licenza 


Pena giunto che fui in Reggimento 
una lettera vidi arriva. 2 volte 


mia morosa 


à forse la 
Sao ] letto ammalà! 


che si trova Su 


Dimanderemo al.signor Capitano 
se licenza mi vorrà dà 


La licenza l’hai bell’e firmata 
‘ pur che torni da bravo soldà 


Ve lo gioro, s gnor Capitano, 
che ritorno da bravo soldà! 


Co’ fui stato vicino al paese 
le campane sentivo a sonà 


Queste son della mia morosa 
che i la porta a sotterà 


"Portantini che porla quel morto 
per piacere fermatevi qua 


Se da viva non L'ho mai baciata 
ma da morta la voglio bacia » 


L’ho baciata che l’era ancor calda 
la sapeva di rose e di fior, 





3 volte 
















( Sul ponte di Bassano 


Sul ponte di Bassano Che m’incatena il core 
i là ci darem la mano sarà la mia morosa 
noi ci darem la mano a maggio la và sposa y 
ed un bacin d’amor. e mi vo fà el solda. 
Per un bacin d’amore E mi farò il soldato. 


fi E successer tanti guai 
non lo credevo mai 
doverti abbandonar. 


nel 6' Reggimento 
non partirò contente 
se non l'avrò sposà. 





Doverti abbandonare Che m’incatena il core 
volerti tanto bene che m’incatena a vita 
rompere le catene ohimè, che son tradita 
che mi incatena il cor. per un bacin d'amore, 


MODERATO 


O Dio del cielo 





O Dio del cielo se fossi una rondinella (2 volte) 
È (3 volte) 


Î vorrei volare 


in braccio alla mia bella! 


Prendi il tuo secchio e vattene alla fontana 
Ù là c'è il tuo amore 


che alla fontana aspetta. 


Ì 
I; 
Prendi il fucile e vattene alla frontiera *) 
là c'è il nemico 


che alla frontiera aspetta. 


") oppure; e innasta la bajonetta 















Ai preàt la biele stele 


Ai preàt la biele stele 

dugh i sants del Paradis, 
Che il Signor fermì la uère 
che il mio’ ben torni al pais. 


| Ma tu stele, biele stele, 
\ va, palese il mio destin 
va daùr di che’ montagne 
là ch’a l’è il mio curisin. 





ANDANTE SOSTENUTO 











‘a die. de 





Quel mazzolin di fiori. 


Quel mozzolin di fiori i 
che vien dalla montagna 
; e bada ben che non si bagna 
5 chè lo debbo regalare 
Le debbo regalare 
perchè l’è un bel mazzetto 
Io voglio dare al mio. moretto 
questa sera quando vien. J 
Stasera quando viene 
sarà una brutta sera 
e perchè sabato sera 
lui non è vegnù da me, 
No l’è vegnù da me (variante - da i0) 
l’è andà valla Rosina 
per hè mi son poverina 
mi fa pianze e sospirà. 
Mi fa pranze e sospirare 
sul letto dei lamenti i 
cosa mai dirà le genti 
cosa ma! dirà di me, 
Dirà che son tradita 
tradita nell'amore 
e a me mi pianze il cuore 
€ per sempre pianzerà 
Abbandonata il primo 
abbandona il secondo 
abbandono tutto il mondo 
e non mi marito più. 





2 Volte 


ARDANTE 





Dove sei stato mio bell’alpino 


Dove sei stato 

miu bell’alpino 

dove sei stato 

bell’alpino 
che ti ha 
cambià 
colore 

Sul Monte Nero 

c'è una tormenta 

sul Monte Nero 

una tormenta 
che mi ha 
cambià 
colore 

L’è stata l’aria 

dell’Ortigara 

Pè stata l’aria 


î (2 volte) 


Sul Monte Grappa 

c'è una bo" barda 

sul Monte Grappa 

una bombarda 
che mì ha 
cambià 
colore 

Là sul Pasubio 

c'è un barilotto 

là sul Pasubio 

un barilotto 
che ni ha 
cambià 
colore 

È stato il fumo 

della mitraglia 

è stato ìl fumo 






all’Ortigara e la mitraglia 7 

che mi ha che mi ha È 

ti cambià cambià 3 
di colore ; ” colore e 
Ma i tuoì celori 6. 

ritorneranno s 

ì tuoi colori È 

x torneranno = j 
® È. questa notte î è 
i pi E a far = 
i = l’amore. bce 


= «l'al. pi mò che 
FR 


YO TTEASRTINESnNal 
Q x 
n 


si mt e mani 
az I PIC 


Cd 1 n) I I II 
















Vola, vola, vola.... 





Vulesse fa’ ’rvenì pe n’ora sola 
lu tempe belle de la cuntentezze, 
quande pazzjjavàm’ a «vola vola » 
e ti cuprè di vasce e di carezze, 


E vola vola vola 

e vola lu pavone 

si tie’ lu core bbone 
ino fàmmec-i-arpruvà. 


Na vote, pe spegnà lu fazzulette, 
so’ state cundannate di vasciarte. 
Tu ti scì fatte rosce e mi sci dette È 
di ’ngiunicchiarme prime e d’abbracciarte, 









E vola vola vola 

vola la ciamarelle; 
DE pe n’ora cuscì belle 
m’alesse sprufunnà, 










"ETERNO RI 






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Olin bevi 


Olin bevi 

torna a bevi 

di chel vin ch’a l’è tant bon 

di chel vin di 

Latisane 

ventemàt su la stagion. 
aLeGrRerro 














fare EE} 
rta moimese ect 


PI LIES 








D 


vende mal su la sia gior. 






me di... da ti, sa. ve.. 


Gli Alpini sul molo San Carlo (Audace) a Pai 


ML 





va 


Val più un bicier de Dalmato 


WiV:] più un bicier Non voglio amar 
de Dalmato più femmine 
Wiche l'amor mio, perchè son false 
Miche l’amor mio, perchè son false 
Wilmio primo amor. nel fare Vamor. 


ALLEGRO MEDERATO 













































O ce bel chischiel a Udin 


O ce biel — o ce biel chischiel a Udin 

o ce biel — o ce biel chischiel a Udin 
o ce biel chischiel a Udin 
o ce biele zoventùt, 


Zoventùt — zoventùt come a Udin 
Zoventùt — zoventùt come a Udin 
zoventùt come a Udin 
no s’'in chiate in nessun lac, 


O ce biel — o ce biel lusor di lune, 
o ce biel — o ce biel lusor di lune, 
o ce biel lusor di lune 
che il Signor nus a mandat! 


A bussà — a bussà fantàtis bielis 
a bussà — a bussà fantàtis bielis, 
a bussà fantàtis bielis 
no l’è fregul de pechat. 





Di qua, di la’ del Piave 


Di qua, di là del Piave 

ci sta un'osteria } (2 volte ) 
Là c'è da bere — e da mangiare 
ed un buon letto per riposar, 


E dopo aver mangiato 

mangiato e ben bevuto. 

Vieni da basso — mia bella mora 
quest'è l’ora di far l'amor. 


Mi sì che vegnaria 

per una volta sola 

ma io ti prego — lasciarmi stare 
chè son figlia da maritar. 


Se sei da maritare 

dovevi dirlo prima. 

Or che sei stata — coi vecchi alpini 
non sei figlia da maritar. 


E dopo nove mesi 

è nato un bel bambino, 

non beve il latte, ma suechia il vino *) 
era il figlio del vecchio alpin. 


") Variante: e sul cappello la penna nera 


ALLEGRETTO 








L'è ben ver... 


L'è ben ver — l’è ben ver che mi slontani 
dal pais — dal pais ma no dal cdr. 

Sta costante — Sta costante mè ninine 

che jo' torni — che jo tornì se non mr. 
Montagnutis — montagnutis ribassàisi 

fàimi a mi — fàimi a mi un po? di splendor] 
che ti viodi — che ti viodi anchie une volte 


bambinute — bambinute del Signor. 





rr sa 


La blonde 


Dans le jardin de mon père le lilas son fleuris (bis) 
Tous les oiseaux du monde y viennent faire leur nid 
Auprès de ma blonde, qu?il fait bon fait bon fait bon 
Auprès de ma blonde, ah! qu'il fait bon dormir. 
Tous les oiseaux du monde y viennent faire leur nid (5i5) 
Ma caille et tourterelle et ma jolie perdrix, 
Auprès de ma blonde.... ecc 
Ma caille et tourterelle et ma jolie perdrix (bis) 
Et ma jolie colombe qui chante jour et nuit 
AUprès..... Ecc. 
Et ma jolie colombe qui chante jour et nuit (bis) 
Qui chante pour les files qui n'ent point de mari 
Auprès..... ecc. 
Qui chante pour les filles qui n° nt point de mari, (bis) 
Pour moi ne chante guère, car j’en ai un joli (bis) 
Auprès..... ecc, 
Pour moi ne chante guère, car j’en ai un joli (bis) 
Mais je suis pas contente car il n’est pas ici 
Auprès... ecc. 


ALLEGRO en 
.__-: 
x s'e 





La mariolà 


Marieme, veui marieme 
veui fè ’na mariolà 
ca cousta l’on ca cousta 
ca cousta l’on ca cousta. 
Marieme, veui marieme 
veui fè na mariolà 
ea cousta l’on ca cousta 
basta ch'i sia marià. Oih 
ciribiribin 
tantu cuntent 
impertinent 
cala giù dal regiment 
— Feramieu 
— Busiard 
— Feramieu 
— Busiard 
— Feramieu cà munta su 
Cala giù. 














A pije ‘na fumna biunda 
l’è °na gran disperasiun 
i preive a ‘i fai la runda . 
la fa girè ibutun »; —’0ih 


A pije ‘na fumna cita 5 
l’è ’na gran disperasiun 
È l'è nén cogià nèn drita 
_ Pafagirè i butun Oih TDCI 
A pije ‘na fumna grassa aio 
l'è °na gran disperasiun 
la sfunda la pajassa 

0) te fa girè i butun 


ICODRITTON O 

























A pijè ‘na fumna granda 

l’è ’na gran disperasiun 

sta nèn cuggè "n t' la branda 
te fa girè i butun ih oo 
Veui piè ’na munfrinotta 

ca la vegna dal Monfrà 

ca la venda le castagne 

ca le venda brusatà. Oih 
Veui piè ’na sartoira 

ca la taca li butun 

ca li taca in ’na manera 

ca li taca per dabun. Oih 
Veui pè ’na panatera 

ca la fassa i biciulan 

ca li fassa in ’na manera 

ca y stagu drit in man.  Qjih 
E butte e mezze butte 
barbeira e grignulin 

basta ca y sia da beive 

d’ la seira a la matin. Oih 


* 000000, 











RR SSSNT 
e n, 
morcn nino 
Apparita 
DD ip, 





Voki co ri be ri - ben tantu cun. ten tre per. ti. me.nf ca. lt gui dal reggi 
fe.ra mite fe. ra sem ca monta du 





fe-ra mett 








EI barcarol del Brenta 


O barcarol del Brenta 
presteme la barcheta 
per andar in gondoleta 
su la riva del mar. 
Mi sì che te la impresto 
basta che la ritorna, 
la barca se l’affonda 
non la ritorna più. 


La barca è ritornata 

cinta di rose e fiori 

con dentro i cacciatori 

del 7° alpin 
del 7° alpini 
del Battaglion Cad»re, 
addio mie belle more 
non ci vedremo più. 


Sì, sì ci rivedremo 
sarà da richiamati, 

coi zaini affardellati 

ci rivedrem ancor, 





—=—rcs 













Come porti i capelli bella bionda 


Come porti i capelli bella bionda, 
tu li porti alla bella marinara, 

tu li porti come l’onda 

come l'onda in mezzo al mar. 


In mezzo al mar 

ci sta un camin che fumano 
saranno la mia bella 

che si sconsumano, 


3 volte 


Come po, come po, come po ece. 


A} Atoderzio 











ra 









Co me g0, Coma po, come po. ‘| 
(D.c.t fee ma più mosso) 
















La strada del bosco 


La strada del bosco 

l’è lunga, l’è larga, l’è stretta; 

l’è fatta a barchetta 

lè fatta per fare l’amor, 2 volte 


L'amore, l’amore, 

lo faccio con la mia bella 
che pare una stella, x 
una stella caduta dal ciel. 


Caduta dal cielo, 
mandata, mandata da Dio; 
oh, che bel paradiso 

passare una notte con tel 





Ora Valmaggina 


Ora Valmaggìina dal scussàa redùnd 
la s'è innemuràda dal fi6l d’un cunt. 
OI fisl del cunt l’è stato ferì 
Ora Valmaggina l’ha vursiiiù murì. 
O-li, o-li-le-là, o-lì, o-li-là, 
Ora Valmaggìna la va sù pei busch 
La tira si la soccola, i la pizziga i musch. 
Una bella tusa cume s’eva mì 
duveva nà in Valmàggia, a truvà marì. 
O-lì, o-li-le-là, o-lì, o-li-là 
Ogh’è si in Valmàggia, ogh’è nisstin mistée 
ogh’è dumà ’I mè Pédru ch’el fà sù i sciuée; 
ogh'è si in Valmàzgia, ogh’è nissiin guadàga 
ogh’è dumà ’1 mè Pédr ch’el fà sii i cavàgn. 
O li, oli-le-là, o-lì, o-li-là. 
S'’el fiiss almén bun da fà i cavàgnòi 
guadagnà ul pan pei so cari fiéil 
Oh della Valmàggia vegni giò chilò 
a sunarem la piva e ballerem un pò! 


O:lì, o-li-le-là, o-lì, o-li-là! 





ma l’ha vur,sà mis -. Pr. 





A l’umbréta dél biissun . 


@énditrmia (Bis) 


A l’umbréta del biissùn, bèla bérgéra | 
}’ e da li passé tre zolì Fransé, 


i 


{a 


I° àn bia die: “Bela bergera, vui l’èvi Ja frev,, 


na cuvertùra  (£js) 


'èvi la frev, farùma fè 
Cun &l me mantel ch'a l'è cusì bel 


ui ] 


Ma se v 


I (bis) 


Faruma fè ’na cuverttira passerà la frev. 


(bis) 


, fè I vost viagi, 


à bin di: “Gentil galant 


O la bela i” 


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SOLTENUTO 





Noi semo Alpin 


Noi semo alpin, noi semo alpin 
Ne piase el vin, ne piase el vin 
gavem l’innamorada 

gavem linnamorada 

Noi semo alpin 

Ne piase el vin 

Gavem l’innamorada 

Sempre vizin 


Taca? ’] quartier, taca’ 1 quartier 
vizin a la caserma 

ghe sta una bella serva, 

per far l'amor. ... 





MARZIALE 


ag] 


(2 volte) 








Se ì avess da maridaime fi 


Se i° avess da maridaime 
un chialiar nol gholaress 2 volte 


Giulietta 
op sa sa Ninetta 


un cialiar nol cholaress 
Lu l’è bon de battir suelis 

e anche me mi battaress 

Giulietta 

op sa sa Ninetta 

e anche me mi battaress 

Con que: quattris che ’1 suadagne 
nol mantien gnanche un pnless 

Giulietta | 
op sa sa Ninetta 

nol mantien gnanghe un puless 


Benedicti” sti Charnielis 
benedicti i lor pais 


Giulietta 
op sa sa Ninetta 


benedicti i lor pais, 
ALLEGRE TTO 









Tutte le funtanelle 


Tutte le funtanelle so’ seccate, 
pover” amore mè, more di séte 
tromma lari lira” V amore € belle 


tromina lari lira/, viva l’ amor 


Amore mi té séte, mi té séte . . .. 
pov' elle l’acqua che mi sci purtate? 
Tromma lari lira... (€cc.) 


T’ àjje purtate na giarra di crete 
nghe du’ catene d’oro ’ncatenate. 
Tromma lari lirà . . ... (ecc.) 














I tre alpini e la figlia del Re 

















E c’eran tre alpin (555) a “ 
tornavan dalla guerra bis) 

Iuh, guarda che bell’alpin, 
tornavan da la guerra, 
Il più bellin dei tre 
avea un mazzo di rose 

luh, guarda che bell’alpin, î 


Avea un mazzo di rose; 


E la figlia del Re 
vedendo quelle rose 


Iuh, guarda che bell’alpin, 
vedendo quelle rose, 


Dammele a me (6îs) 
io voglio quei bei firi 


Iuh, guarda che bell’alpin, 
io voglio quei bei fiori. 


Le rose io ti darò 
se tu sarai mia Sposa 


Iuh, guarda che bell’alpin, 
se tu sarai mia Sposa, 


Va a dirlo al mio papà 
ed.io sarò tua sposa 






{uh, guarda che bell? 


alpin 
TÒ tua sposa, 4 





ed io sa 





— 40) — 


Buon giorno signor Re 
voglio tua figlia in sposa 
Juh, guarda che bell’alpin, 


voglio tua figlia in sposa. 


Se non vai via di qua 
ti faccio fu ilare 


Iuh, guarda che bell’alpin, 


ti faccio fucilare. 


E va in malera ti 
e la tua figlia ancor 


Iuh, guarda che bell’alpin, 
e la tua figlia ancor. 


Al mio pais 
io tengo l’amorosa 


Iuh, guarda che bell’alpin, 
io tengo l’amurosa, 


GIOIOSAMENTE 





L’Acquabbelle 


Oh che fresca funtanelle 

P' Acquabbelle! 

E’ na vene di cristalle. 

surie e balle; 

tra guajune, tra fijole, 

scrizz? e cante ’mbacc-i-a sole. 


Oh che fresca funtanelle 


I Acquabbelle! 


Cant' allegre e va ’Ilu mare 
st'acqua chiare; 

li cillitte tra le fronne 

j' aresponne, 

Che je dice a sti cardille, 
Acquabbelle, dille dille! 


Oh che fresca funtanelle 
I’ Acquabbelle! 






















“ati 





Bive a SU acqua, "Ntuniette, 


ch? ariflette, 
gne nu specchie s5° uocchie bielle, 
»ccennarielle, 

ssi capille scengrlate 


a stu specchie de le fate. 


Oh che fresca funtanelle 


1 Acquabbelle! 


Musica del Maestro Guido Albanese. Per gentile 
concessione dell'autore. 


ALL® MODERATO 














RAI i _ 
DÀ che fre. sca fun ta - mel.le CA. - Pro; 
€' na ve . né di eri . stal.de, su . riee #4: 

(cen asntma)_ ae 


SOLDIER ri 








Oh che pena, oh che dolore 


Oh che pena, oh che dolore, 
mi da il sifolo del vapore: 
è la partenza del mio amore 
chissà quando ritornerà 


Tornerà sta primavera 

colla sciabola insanguinata, 
Ma se mi trova già maritata, 
oi che pena oi che dolor! 


(i che pena oi che dolore 
brutta vita far l’amore 

Starò piuttosto senza mangiare 
ma l’amore non voglio fa 


Voglio farmi monachella 

che nell'amore non ho fortuna 
La primavera l’è già tornata 
ma il mio bene non torna più. 


Voglio prendere una corona 
giorno e notte voglio pregà 

Vo pregar mattina e sera 

fin che torna la primavera — — 












leg 


Monte nero 


Spunta l’alba del 16 giugno (") 
comincia il fuoco dell’artiglieria 
il 3° alpini è sulla wa 
Montenero a conquistar. 


Monte Nero, Monte Nero 
traditor della vita mia 
ho lasciato la c-sa mia 
per poterti conquistà 


Per Je vette da conquistare 
abbiam perduti tanti compagni 
tutti g*@ovani sui vent'anni 

la sua vita non torna più 


Il Colonnello che p»angeva 
a veder tento macell: : 

datti coraggio, alpino bello. > - 
che l’onore sarà per te. 


(*),Variante: 15 agosto, 





ANDANTE CON MOTO 

























I baldi alpin van via “A 


Oi cara mamma ‘ 

] baldi alpin van via 2 volte + 

i baldi alpin van via 

e hon ritornan più, . 

oi si sì cara mam na no,,,. 

senza alpini come farò? ; 
Guarda la luna Z 
come la cammina; Dr 


e la scavalca i monti 
come noialtri alpin h 


oi si Si cara mamma n0,... 


senza alpini come farò? 
Guarda le stelle 


come sono belle; 

son come le sorelle 

di noialtri alpin 

Oi si si cara mamma no... 

senza alpini come farò? 

Guarda il sole 

come splende in cielo; 
la lunga penna néra 

la sì riscalderà 

01 Si Sì cara mamma no.» 
senza alpini come farò? 





LARGMETTO (mostalgiza) 





de . da 


La casa del mio ben 


La casa del mio ben 


l’èi tuta sassi 


a mi che devo nàr 

me par palazzi! 
Ciombalalilalelila, l’amor l’èi bela 
ciombalalilalelila, morir la mi fal $ 
Ciomba di quà, ciomba-di là! 
Osce che bela bimba morir la mi fal 
La casa del mio ben 


l’èi tuta spini, 


a mì che devo nàr 
me par cossini! 
Ciombalalilalelila, ect... . 
La casa del mio, ben 
l’è tut tearine, 

a mi che devo nàr 
me par coltrine! 
Ciombalalilalelila, ect. ... 


2 volte 



























bada e, 








'’L Grimpòr 


Uie, pente, caire, cime 
Quote, teste, pale, dent, 
Ascensiùn da fese prime 
O gà fàite anche da sént, 
Ai na fissa bin des mila 
Ai na fissa bin sent mila, 
Na i'è sempre srarsita 
’L grimpor a l’è riva, 

L'è rivà, l’è riva 


El grimpòr a l’è rivà 


E s'ai fùssa bin la fivcca, 
la muntagna ’nfarinà 

E s’ai fissa bin la rocca 
Solia solia e verglassàl 

Sa tancuntra ’na chérvassa 
Neur pi larga d’una piassa 
Chiel vél feie Sua rampià: 
EI grimpòr a l'è rivà, 


L’è rivà , FAC eda, 


STADE 





dis 





Se a t'ancuntra pòi ’na punta 

O ?’na cresta ancur da fé 

Chiel s’ntesta, chiel s’mpunta, 

titi i cust vurèila fé. 

Tenta ’na spigul, tenta ’na placa, 
Prima a sa sbaglia, ma pòi ai taca, 


E s’'la punta vardlu la’; 


’L grimpòr a l'è riva’. (bis) 

















Ti —: 
dent A. scen <« Stun da fe . se pri . ma, o gua fds.teanche da 

















ore: 


Am 


Amore, 





Amore amore, 






’stu belle fiore, 






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Andante espre spivs 





Monte Canino 


Non ti ricordi quel mese d’aprile, 

quel lungo treno che andava al confine, 
che trasportavano migliaia degli alpini; 
su, su, correte: è l’ora di partir. 

Dopo tre giorni di strada ferrata 

ed altri due di lungo cammino, 

siamo arrivati sul Monte Canino; 

a ciel sereno ci tocca riposar, 


Non più coperte, lenzuola, cuscini, 
non più l’ebbrezza dei tuoi baci, 
solo si sentono gli uccelli rapaci 
e più sovente il rombo del cannon. 


Se avete fame, guardate lontano, 
se avete sete la tazza alla mano, 
se avete sete la tazza alla mano, 
ehe ci rinfresca la neve cì sarà. 


Andante rmoss9 


















La banòa 





Soldai, soldai, 
soldai porta i cavai; 

cavai, cavai, 

cavai porta i soldai. 
La banda la ven, la banda la ven, 
la banda la ven, l’è chil 

Soldati: alfano e 
La banda la va, la banda la va, 
la banda la va, l’è nada! 


(3 volte) — 





TO di MARCIA 






‘A. we, ca. 
gp MZ A 
VA UGO dra DA; 


, 
r® polce 
sa vadla 





nassa e fiaschi de vin 


Là nella valle 


Vinassa VI 


osteria 


allegria 
è l'allegria 
là nella val 


o 
è 


le 


è un’osteria 


, 


un’ 
, 


c'è 
è l 


allegria 
di noi alpin. 


, 


E se son pallida 
nei miei colori 
no voio dotori 


no voio dotori 


assa vinassa 


e se son pallida 
e fiaschi de vin 


come una sirassa 


vin 


(8) 

[3] 

(I) 

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ni o 
qu 
OT. 
ml LVL 


findante marcato 








Si lu mio amore... 


Si lu mio amore me vulesse bene, 

a spasseggiar verrie a ’stu jardine; 

’n ce sta ’na rose ’n ghi stu belle rame, 
di mele d'orò e de pupette fine. 


Miezzu a lu pettu te ce sta "n 
viatu chi ce beve l’acqua san 
tenghi li ricci d’oro inanellate 
e l’occhi niri tenghi d’une fate, 


a fonte, . 
te: i 





_— ———_TP6F—l— 
sm 


La pastora 


E lassù su la montagna 
gh'era su ’na pastorella 
pascolava i suoi caprin 
su l’erba fresca e bela. 


E di li passò un signore 

e l’ ghe dis “oi pastorella, 
varda ben che i tuoi caprin 
lupo non se li piglia, 


Salta for ’1 lupo dal bosco 
con la faccia nera nera 

l’à magnà ’1 più bel caprin 
che la pastora aveva. 


Ed allor sì mise a piangere 
e piangeva forte forte 

al veder suo bel caprin 
vederlo andare a morte. 





a 
1 ba Fre - scene del 





CTC 












Lu piante de le Fojie 


Lu ciel’ è echiuse e cchiuse è la muntagne, È 
le fòjje ggialle casche a un’ a une, ta) 
e ssi co)je la ’ live, e la campagne 
tra la nèébbie àresòone di canzune,,.. 
Sèmpre sta nèbbie, amore, gna sì noi ti 

2 O 


la ’live, e ccasch’ a ll’ arbere le fojje! 


S’alz' a lu ciele tant’ e ttante scale 
gne tra nu sonne che nen sacce dire; 
Sajje cantènne l’ anem? e rrecale 

da ’n ciele’n tèrre e J}jètte nu Suspire... 
Puòrtame tra Ja nèbbie, tra le rame, 


na scale, amore, a ]} aneme che cchiame. ta 


°N cim a na scale ci sta na fijole 


che’ ’m mezz’ all’ afre voce fa da prime, 
€, gna vuless’ aretruvà lu sole, 





s’ aalz’ aalze e sse ne va cchiù ’n cime 
Ah cche la voce che ffa da Suprane, 
amor’ amore, falle cantà piane! 


(II 










Le fojje fa nu piante pe’ la vie, 


e lu cant’ aresone entr’ a lu core 





gne nu salut’ afflitte, gne n° addie 
di tante cose bbielle che ssi more, 
di tante care nuode che ss’ asciòjje, 


amore, tra lu piante de le fòjje. 2 


i 
Do. 
3 


Mualca del Maestro Guido Albanene - Per gentile concessione della Case — . 


Editrico Musicale Sonzogno » Milano, Versi di Cesare De Titta. 


hsséi moderato 










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Nt 3 Ti lo a 
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coffe l'o - ll. vie a CAREATA p: 


(2) 
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is man 


Ce biel 





Ce bielis maninis 


d’amor 


maninis 


tè ’sa fatis la mame to] 


Va ju 


Va plan, 


Sta fer cu la man... 





Oi bambinute d’amor, 
Oi bambinute d’ 


amor. 





La vilanela 


Varda che passa 


la vilanela: 


la, 
morar! 


ce che be 


os 


la fa inna 


s volte 


| 


imbal 


. 


bela b 
, come bali bene bela bimba, 


bela bimba bali ben. 


Varda quel vecio 
soto la scala, 


come bali bene bela bimba, 


, 


bela bimba, 


Oh 
Oh 


-ce che bala 
el ga ciap 


(ski 


àl 
Oh, come bali bene bela bimba, 


Ecc. Ecc. Ecc. 


Varda quel merlo 


ch’ 


dentro la gabbia, 
os-ce che rabbia 


Oh, come bali bene bela bimba, 


Ecc. ecc, 


ch’el ga ciapa! 


ecc. 








Bombaròdano Cortina 


Bombardano Cortina, oilà 
dicon che gettan fiori, oilà 
tedeschi traditori 
è giunta l’ora 
subito fora, subito fora 
dovete andar! 
E proseguento poi, oilà 
per valle Costeana; oilà 
giunti sulla Tofana 
su quella vetta, su quella vetta 
la baionetta, scintillerà, 
Non mancherà poi tanto, oilà 
che anche il Laguzoi, oilà 
conquisteremo quando 
l'artiglieria, l'artiglieria 
Sasso di Stria - battuto avrà! 
Son prese le Tre dita, oila’ 
il Masarè è gia’ nostro, oila’ 
l’aquila ha Perso il rostro 
€ già s’invola, e Bià s’invola 
Spennata e sola - Ja? sul Caval, 
Fatta è Ja Galleria, eila’ 
messa la gelatina, oila’ 
€ una bella mattina 
anche il Gigetto, anche il Gigetto 
col Castelletto per aria andò, 


‘ 































Giunti sul Canalone, oita’ 
e strada Dolomiti, oila' 
v’'inseguiremo arditi 


e voi scappate, e voi scappate 
fin che arrivate dal vostro re. 





Sindante con moto 








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l'ora, si. bi. 


fo .ra, sudr.fè 














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La smortina 


Tutti dicon che sono smortina, 
ma è l’amor che ini rovina; 
quando poi sarò sposina 

i miei colori ritorneranno! 


L'altra notte mi sono sognata, 
di dormire a te vicino; 

con la testa sul tuo cuscino, 
e mi giravo di qua e di la. 


Se l’è vero che tu mì ami 
dammi un pegno del tuo amore, 
fa contento ’sto misero cuore 

e poi di gioia io moriro. 


dinosrte con sizeta 


dale .ecra 0Î'b so mo smor. TT 








Osteria della “Rosa bianca,, b 


Osteria della rosa pai SICONE “ 
c'é una figlia da maritar. ; 


Mamma prestami cento lire 


che in America voglio andar, 


Cento lire per le Scarpette 
ma in America non andar, 


Il fratello dalla finestra: 


“mamma, disse, làsciala andar! , 


Quando furono in mezzo al mare 
la barchetta Si sprofondò, 


Pescatore che peschi i pesci 
. . . L 
la mia figlia vai tua pescar 


La tua figlia |è andata a fondo 


mai più al mondo ri 


tornerà, 
Fadante 





O Angiolina 


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Oss ©" 


’na vesta rossa 


E la gaveva 


e la bustina de raso blu, 
e le scarpete con le rosete 


fate aposta per ben balarl 





Andinfe con moto 





ra. fo dall'altra se. . ra quando vernia ballar com de. 





PURrea 










DINDO’ 


(campanelle) 


Campanelle che ssuone matutine, 
s'aresbéjje nche ll’àngele li cielle, 
ima ci sta na fijòle tante bbélle, 
che jje piace lu sonne la matine, 


La campanèlle pe’ lu ciele cante, 


l’amore mè fa sante nen si vo, 
Dindo?! dindo?! , . 





tutte sta ? Ilégre, ma nu ggiuvenotte 
je si chiude lu core nche ]a 'mbrìe, 


La campanèlle, ecc. ecc, 






UR di Cesare D, 


e Titta, - Musica del M. Antonio Di Ja 
der gentile concessione dell'Autore, 











= 001: 

















La Barbiera ‘3 


Oi barbera belà 
la barba mi fà. 
lo la barba te la faria 


ma go paura di mio mari, 
Tuo marito J'è andat in Francia, 


Speranza non ha di Più ritornar, 
La tua barba l'è b 
la fa innamorar, 

€on la mano la m'insapona 


e con l’altra la mena il rasor 





ionda e liccia 























Se te foco le manine 


Se te toco, CIÒ, 
le to? manine in t'el canton 


lo direstu al tò papà, 

incantonà? 
Sistu mato, ciò 
che mi gh’el diga al me papà, 
che contenta mi son restà, 
incantonà . . . 


Se te baso 
i occetti neri in t'el canton 


lo direstu al tò papà, 

incantonà? 
Sistu mato, ciò, 
che mi gh’el diva al me papà, 
che contenta mi son restà, 
incantonà . .. 


Pndantino grazioso 


Sui monti fioccano 









Swi monti fioccano, 

la neve s'avvicinano, 
ti scriverò Rosinano 
le pene del mio cuor. 


Ti scriverò ‘na lettera 
co le parole d’oro, 

ti scriverò, tesoro, ; 
le pene del mio cuor 


CAM LLMLZZIA > 


Seo. ca. no, dla, 
-_dt.na.no, le 








Sul Ciastel de Mirabel VET 
astel de Mirabel (2 volte) 


Sul Ci 
Lara larala lar lar (2 volte) 


Gh'era una che cantava, 
sul Ciastel de Mirabel 
gh’era una che cantava, 


La cantava tanto ben 
Lara larala larà lar4 come sopra: COGI 
che ’n fin in Francia i Ja sentiva. 


L'à sentida ’1 fiol del Re, 
l'a dimandà chi l’è che canta. 


L'è Ia fiola del bacan, i 
tuti i dis che l’èi sì bela! — Sei 
Rllegro Sostenuto ia 








, 


Bersagliere ha cento penne, 
ma l’alpino ne ha una sola 


Bersagliere ha cento penne 


un pò più lunga, 


un pò più mora 


sol l’alpin la può portar. 





ill 
Il 


Li 





i 





assano, bandiera ni 

















gui ponte oi B 


Sul pon 
bandiera nera, 
è il lutto degli alpini 
guerra. 
È il lutto degli alpini 
* che va alla guerra; i SS 
la mejo zoventù | 
che va sotto terral Pi 


te di Bassano, 3 


che Va alla 


Nell'ultimo vagone 

c'è amor mio, 

col fazzoletto in mano 
mi dà l’addio. 

Col fazzoletto in mano. — 

“mi salutava, 0 

e con la bocca, i baci 

la mi mandava. 






























Ti ricordi , . . 


Ti ricordi la sera dei baci, 

che mi davi stringendomi al sen; 
mi dicevi: sei bella, mi piaci, 

tu, stasera, sei fatta per me! 


Mi promise sta Pasqua Sposarmi, 
ma il destino non volle così, 
bell’alpino che avevi vent’anni 
nel Trentino sei andato a morir, 


Ragazzette che fate all'amore, 
non piangete non state a: soffrir; 
non c'è al mondo Più grande dolore 
che vedere un alpino morir, 








sorindulaile 


sdrindulaile, 


inute, 


Inu 


bamb 


sdrindulaile che 


che si tornI, 


di. 


che si torni a indurm 


Je levade, 


Je 


levade la biele stele, 


son tri oris, 


ris devant'al di. 


10 


son tr 






Aacinte moltò 


La Dosolina 


La Dosolina la va di Sopra 


e la si mette a tavolino 


solo per scrivere ’na letterina 
© per mandarla al napolitan, 


Napolitan l’è ’ nà a Bologna 


’ 


a zercarse la morosa 


la Dosolina, povera tosa 


napolitano l’abbandonò! 


(020 ho mi torsi) RU con Brig 


SI 


Ù 


Its 
[TRS 









gi! de la Val Camonica 5 
pe; 

. 2A 

Oi! de la Val Camonica ! vs fe 
Noi suonerem l'armonica SR 
e balleremo un pò! 7 
e balleremo un pò! sd 


Ma donne e fiori son traditori 
\ son fatti per amar; 
cara morosa, ti farò sposa $ Me 
quando ritornerò. io 
Ricordi, mia bella, quand’eri sui pra’, 
la luna, le stelle parlavan d'amor: 
o che bel fior, o che bel fior, 
la Juna, le stelle Darlavan d’amor. 
E sù e giù per la Val Ciad 
non si sente, non si sente, 























MEG 


0 che bel nasillu che c 


O che bel nasillu che ciai, 
che te ne fai, che te ne fai? 
O che bel nasillu che ciai 

che te ne fai? dammelo a me, 


No, no, no, 


nun te lo do che mamma 


nun vole, 
no, no, no 


nun te lo do che mamma nun 


Ma si maàmmeta Vulesse 


tu me lu desse, tù me lu desse, 
wma si màmmeta vulesse 


fu me lu desse, dammelo a mel ) 











ins (4 volta 
i ecc. ecc. 


j zovin 


la li lalleru (3 voltà 


la li lalla 


jan perdude alant a messe 


‘è de 
maridatz 
ara lara li 
a ra la ra li 
h'i s' an spusat 
La ra la ra li la 1 


i 
, da chel di € 


e 


E L'Allegrie 


veci 
LE 


allegrie @ l 
el 


» no dei vec 


e 


V 


E 
e no dei 


e da ch 


E 











ré.be' x, 
pos bin 





2 


Variante: Ciribiribin ecc 





= ghe. 








de 
+ 





2 
S. 





tea 


ha 
VELE eb 











Id deghe.la, 


, dor 
cirr-gihe - ca i 


2a 





e 





a, cl'aghala 





donpse, dinghe 
daghe la 














di 
y x 3 
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3° 3% 5 RS 
* SS È 
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pa È ù ; 
S È 3 
» P 


75 


















Nell'anno | nilleottocentonovantadue $ : 
he fu Un ‘inondazione 


che no SE ghe vide piue. 


E daghela, daghela, dagh ia 
a’sti poveri inondà. ! 

E acqua, € acqua Le 
e dinghede, dinghede, — 
donghe dinghe don! 


I danni: = ala 
E tante n'è vegnuda SSN Rena 
dell’acqua maledetta fa 
che anche in fondo ai i vicoli. = 








E daghela, 


2 





La pietà del Sovrano: 









la preghiera del popolo: 


© Vergine santissima, 





abbi di noi pietà 
se anche qualche volta 


gavemo scantinà 


© Le ea 


E daghela, daghela, daghela 


a ’sti poveri inondà! ecc. 








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Se? scarzo nato 











Se ti chate verginele 


Se ti chate verginele 


int al gei 
sul l’altar ti menerai 
int al gei 
op lalera int al gei 
op là Ja. 
Ti ricuardis tu, ninine 
la’ la’ 


quand co’ erin sul Rival 
trallala’, oh, , , 
lalera magari c’al fus, 





mezzanotte in punto 


i nto 
mezzanotte in pu 
D petto alla fontana: 
saluta la tua mamma 


siepi Via con Me. 
e vieni VIa E quel diaol del bim bom 
de le stelle bim bom, 
tu mi parlavi d’amor! 
sei bella fra le belle, 
la delizia sei del mio cuor! 


Voglio vestirmi da monaca 


er ingannare gli amanti 


ne ho ingannati tanti 
voglio ingannare anche te. 
——e E quel diaol. ......- 


Andantino, 











ni 


Stelutis Alpinis 


Se tu vens cassù tas cretis 
là che lor mi àn soteràt, 


a l’è un splas plen di stelutis, 
dal mio sanc l’è stat bagnàt. 


Par segnal, une crosute 

Je scolpide lì tal cret: 

fra chés stelis nas l'erbute, )]_ "3 

sot di lòr jo duàr cuièt, ia Volte ; 
Ciòl su; ciòl une Stelute 
je a’ ricuarde il nostri ben. 
Tu i doras ’ne bussadute 
e po platile tal sen, 


Quand che a ciase tu sès sole 

e di cùr tu Prèis par mè, È 

il mio Spirt atòr ti svole; 

jo e la stele sin cun te, 2 volte 
Ma une di, quan che Ja uère 


2° sarà un lontan ricuart, 
che a’ jère 


nel to cùr dula 
ut sarà muart. 


Stele e amor, d 
Resterà Par me che stele 
che il miò sane al a’ nudrit, 
Par che lusi sim ri biele 
È 2 volte 





su l' Italie, a l’infinît, 






° 

È 
è 
3 
A 


+ Zardini . Con 


La. aulorissazione 
‘Camillo Montico . Udine. 


== 


Ì 


Ò 
i 





Menegina 


Menegina l’è ‘n nom così ciaro 
Menegina ] 


‘è ’n nom ce sbronzina 
Menegina I 


’è *’n nom d 


Quz- amaro 
Menegina l'è 


°n nom da ciartel 
Menegina, Menegina, 

Menegina lè ] nom. più bel, 

An ce senti la giata del Paol 

su la spleuza sgnaolar en ciosina, 

con cel gnio, con cel gneo, con cel gnao 

Menegina me pares tut? ti, 

Menegina, Menegina, 

an ce parless, 


Sgnaoless ano’ til 





h #9 VD 
Vede. Sena le Vernon PI SEE CLAS 
o FER l'A 73 nom dele di 












A 


mi m'’pias cu 


1 Giovanin 


‘m pias cul giovanin 
pel pianta i ravanin 
luna! 


A mì 
cul € 
al ciar de 


E la luna l'è spuntà, 
ravanin l'è za ’mpiantà, 
mi voi marième! 


Mi voi piemme 1 Giacodross 
cul ch'a Pera ‘1 me moros 
quand'ero cita! 





Le lamentazioni della Val Òi Fiemme 


Adès diron 

de la nossa dimora 

€ po’ diron ancora 

la situazion che Pe; 

Dai, dai, dai 

tralalà lalilalera, 

dai, daì, dai, 

sralalera tralalà, 
Na Gta ’n Val de Fiem 
tropa campagna gh’era, 
ma ven giò la brentana 
€ l’à portà via la tera. 
Dai, dai, dai , 

L’à portà Via la tera 

e l’à lagà Quei sas; 

povera Val de Fiem, 

e misero Pardac! 

Dai, dai, dai... 
Paesi trop àoti 
e metùi al Postern, 
ROV mes l’è de fret 
© i aotri trei d’inverni 
Dai dai, dai . 
















Vegneria calche Ciaresa 
miei cari Signori, 
ma ne ]a Primavera 
le zorle magna j fiori, 
Dai, dai, dai . E 
anca Je Patate, 
chele canaline, 
°na ota l’era grande 
e adess Pe Picinine, 
Dai, dai, dai . : 
Le femene de Pardac 
le va a messa col libret, 
le scolta l’orghenet 
Se 1 sona da balar, 
Dai, dai, dai... 
E chele da Cavales 
le crède d'esser bele 
le son tante candele 
per far lum da carneval. 
Dai, dai, dai 5 
E chele de Molina 
le porta Ja bustina : vi 
larga ’n fond e Streta ’n cima, e 
Perchè altro no Je gal i 
Dai, dai, dai .. 5 


SUAC ma nes Irofpa deo, e 






2 la si-tuazion «be 
Dat, dat, «lai © trata rt-la 


rete ===SEeS55 
pdb_lrece Ea LIA 
Treoeor rr a——[zy 295 








o} Abbruzzuy! 


È (Gran Sassu) 


So? sajjtu a 


ju Gran Sassu 
so’ remastu 


ammutulitu, 

me paréa che Passu passu 
Ji° sajesse a J'infinita! 

Che turchinu 
quanta luce, 
bpure Roma 
se vetea da 
la Maiella, 


> Quantu mare, 

che bellezza, 

e Jatru mare 
Quell’ardezza] 

Po’ so jitu a 

la montagna tutta ‘n fiore 

Quant'è bella, quant'è bella, 

Ppare fatta pe’ l’amore] 


Uantu sole, quanta pace, 


che malia Ja ciaramella] 
Ju pastore Veja e tace 


pe ju Dio de Ja Maiella. 
Po’ so Jitu a Ja marina 


e le vele colorate 
co’ ju sole Ja matina 
SE so’ tutte lluminate! 


€ recanta Ja Passione 
ju pastore 


Ji responne 
da ju mare 


a la montagna, 
‘na canzone 
a la campagna! 


> — Versi dj Carlo Perrone, 
_P. 


- Musica di 
@ gentile concessione 


Nazzareno De Angelis 
dell'Autore 








nu. guan:ta 


SIL ASIA è 


mandati .- 


£ 





Teresina Va ti vesti 





; 2 Volte 


l vesti 


va t 
che al bal te voi menar, 


Teresina 


Ma quando che l'è sul balo 


Più nessun la fa balar. 


"1 fiol del conte 


Solamente 


do, tre giri el ghe fa far. 


irì 


E nel far j do, tre g 


le so rose gh'è cascà 


e nel torghe su le rose 





La sposa morta 








Gentil galant s° l’aute muntagne 


LV 





a senti le cioche sunè 


«Saràlo forse la mia spuseta 


ch’ 


à i la porta 2 suterè? 


’è rivà a casa, 


Gentil galant l 


sE 


a tru à la porta serè 


a l’à ciamà a le sue visine 


ndà? » 


è 


ia spuseta dove ii 


“Lam 


erb.che ns nd sara ta 


fe 














cè 
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‘ara, chanier en 


A nor. tagr 


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Les montagnaròs 


Montagnes de ma vallèe 
vous étes mes amours 
Cabanes fortunées 
Vous me plairez toujours. 

Rien n’est si beau que ma Patrie 
rien n’est si doux que mon amie 
Oh montagnards (bis) 
Chantez en choeur ibis) 
de mon pays > 

la paix et le bonheur. 










; 2 volle 





les montagnards. Si 













les montagnards sonts. la 
les MIontga ai (bis) 3 
sont là, 


Laisse là tes Aonge, 









Halte là! Halte la! Halte dat 






Sur la cime argentée 
des ces pics orageux 
la nature domptée 
favorise nos jeux. 


Vers les glaciers, d’un plomb rapide 
J’atteins souvent l’ours intrèpide 
Et sur les monts (dis) 
plus d’une fois (855) 
Jai devancé (515) 
la course du chamois, 
Halte là! etc, 





Deja dans la vallée 
tout est silencieux 
la montagne voilée 
se dérobe à nos yeux, 


On n’entend plus dans Ja nuit sombre 
que le torrent mugir dans l’ombre, 

O montagnards (bis) 

Chantez plus bas (6:s) 

Thérèse dort (bis) 

ne la réveillons pas. 








- nr 
CEN za 





RENE4ZA 














end? t9 





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PILA, ni 
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ici venir la nuit 


Vo 


nuit - là haut sur la montagne 
fuit - à travers la campagne. 


vici venir la 
’en 


et le soleil s 


Vv 


on entend le montagnard 


chanter dans la prairie 


Et V 


son doux refrain joyeux 


qui charme son amie 
Tralalà là Ja la 


èsonne en distance; 


La coche du hameau - r 
le son du hameau - nous invite à la danse. 


Et l’on entend ecc. ecc. ecc. 


Voici la fin du jour - et les j 


unes bergères 


pensent à leurs amours - en disant leurs prière. 


ECC. Ecc. 


Et l’on entend ecc, 





L’ellera Verde 


L’ellera verde che S'attacca e more 
avvittucchiata a }° urmu manu manu, 
parea vedè la sciorte e ju pastore 
che guarda ju Gran Sassu da lontanu, 
€ c’arepensa ancora zittu zittu, 


chiagnenno °n da la * rotta fittu fittu. 


/ 


Coperta ‘e neve, e cu ’nu mantu ’e_gelu 
la vecchia cima Sta tutta rugosa, 
Spacchenno lu turchino senza velu 
com’aquila che gira senza posa; 

Stu cantu allora pare nu suspiro, 


; diventa nu signuzzo ogni respiro, 


@Quann'è l’Ave Maria la campanella, 
resona cu ’na voce fiacca fiacca 
€ ju Gran Sassu Guarda la Majella, 
chiù se resveja l’ellera e S'attacca; 
’stu cantu è fattu de Malinconia, 
ela montagna è tutta una malia .,, 











» 
d 
2 


ebra . grenno fra ta 





Saliamo l’Alpe 


> Gna 





Saliamo l’alpe il mandriano 
$ vi troveremo, lontan lontano, 
x 


Oh, oh, oh, oh 


Il grido intendere non gli é concessa 
saliamo, saliamo lo intendera? 


Oh, oh, ch, oh 


Quando a lui giunti saremo d’appresso 
non vorra’ credere nemmeno agli occhi 
avrà paura che lo si tocchi 
e per,fantasmi ci prendera?, 


che grasse risa 


Siam noi, siam noi! 
bis 
ah; ah! 


—_—_ ___=«=<*î 


te 























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Di 


ume e 











La cansun òi alpin 
( Valsesia ) 


O! Valsesia tera santa 
Ca’ t'ei Patria di Alpin, 
Sempri bella tutta quanta 
Cummè ?1 còr di muntagnìin 
Che cun rara devoziùn 
Par difendla di nemìs 
A t'ei da’ ghi a la Nasiùn 
Tiice’ i alpin di toi pais! 
Coro: Mi sun Alpin da ?l Monte Rosa 
Che mai ’1 posa la noce e il diìl 
E la Gnifetti, la Margherita 
A l’è la vita da noi Alpin! 
Sut ’na baita ’nt Ja cassinna 
Sut:’na roccia ’nt i parèi, 
?1 gh'è turmenta, ?l gh'è d'la brinna 
Suma sempri tiicc’ fradèi: 
La picozza par a stèmma, 
La boraccia pinna d’ vin, 
Ste tranqui] che mai a ?l trèémma 
Sta piittarca d’un®Alpin! 
Coro: Mi sun l’Alpin da 'l Monte Rosa ecc. 
Quand lassumma la muntagna 
Par cerchèe si ‘n toch ad’ pan, 
Se la màri la caràgna 
Parche n° vuch andée luntàn, 
A la Spusa, a la famia 
I giurumma fedeltà 
Promettand ca starà mià 
bun Alpin luntan da cà, 
Coro: Mi sun l’Alpin da ’l Monte Rosa ecc. 


—-106 — 





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REDS 
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Lasa. 
OA 


di muntagnin, 
la Val. 


*l falchett 


Ltè 
) A 


è l’onur da tut 


?1 Monte Rosa ece. 


da 
- Musica del 


i sun l’Alpin 


Coro: M 


Versi di Arrig 


Massara 


Dupra.. 


M. Mario 
Pubblicata per gentile 


-1923' - 
Signora Elena 


o Imazio 


Io Sesia 1895 
della vedova 


di Vara 
concessione 
Marziale 


ter.ra 


sia 








ra. 


che curi 





A la moda è’ i muntagnum 


Cul busarun d’un preive 

) È È : 2 
vuria pijè mujè, muiè‘ muiè volte 
’na bela muntagnina 
larga parei ‘na mina 2 Volte 
e cun cu) bei scarpun ) 


a la moda d’j muntagnun, 
Vintun, vintun, 





S'a l’è rivaje cu Pura 
l’ura d’andè mangè, mangè, mangè 
Fatate, cus e rave 
mangè parei d’ le crave 
a fasiu certi bucun 
a la moda d'i muntagnun. 
Vintun, vintun. 
Sa l'è rivaje cu’ l’ura 
l’ura d’andè & bale, balè, bale. 
Su e giù per cule rive 
sunand cun cule pive 
a fasiu di bei sautun 
a la moda d’j muntagnun. 
Vintun, vintun. 
S'a l'è rivaje cu’ l’ura 
l’ura d’andè durmi, durmi, durmì 
Cun cule bele Pajasse, 
larghe cume de le piasse 
} a fasiu di gran durmiun 
pi; a la moda di Mmuntagnun, 
(at Vintun, vintun. 





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Na gran vin -tur. vin dust, F(M - 


tur, vinte 














Sul Monte Bianco e sul Cervin 
che il sole indora in sul mattin, 
oh come è bello e dolce andar, 


su per le rocce, a rampicar. 


E noi dell’Alpe 
siamo come le vedette, 


sempre pronti sulle vette 
e sui confini! 


| Sul Monte Bianco e sul Cervino 


























INDICE 


DELLE 80 CANZONI DI MONTAGNA E 


. AT. 
Abbruzzu (J) Gran Sassu pag 


Acquabelle (1°) i? ” 
Adès diron (Le Lamentazioni) È = 
Ai preat la biele stele (Preghiera di pace) » 
A ?| chiante °l gial ù 3 £: 
A la Langianese ( Amore amore ) ja 
A la matina bonora (Sai nén pérchè ) È 
A la moda d’i muntagnun # 
Allegrie (E 1°). 7 g > 
All’umbrétta dèl biissun È 7 
A mezzanotte in punto 4 È 
A mi m'pias cul Giovanin È F8, 
Amore, amore (A la Langianese) SI 
Angiolina (0). ea E Gi 






Bandiera Nera (Sul Ponte di Bassano) ,, |. 
Barbiera (La) . sca ali TE 
Bersagliere ha 100 penne 3 AAA 
Bielis maninis (Ce) ; USE a pitt 


Bombardano Cortina. 
Butte e mezze butte (La Mari 
di è: * 






















Dalmato ( Val più un bicier de) 







t Pag. 25 
Dindo’ (Campanelle) , 5 È 66 / E 
Di qua’ di I3° del Piave : = 
Dosolina (La) i n È 76 
Dove sei stato mio bell’Alpino. Ù 21 
Dove te vett, o Mariettina 7 62 
E 
E P Allegrie 3 È 81 
E col sifolo del vapore . 7 44 
E lassù sulla montagna (La Pastora) VISERE 
E la Violetta 3 7 Il 
E c’eran tre Alpin $ 40/41 
El Barcarol del Brenta ;; 32 
Ellera verde (L°) » 102/103 
F 
Funtanelle ( Tutte le Funtanelle ) S 39 


Gentil galant (La Sposa morta) 
Giovanin (A mi »° pias cul) 
Gran Sass {3}; Abbruzzu) 
Grimpeur (?L) 


I Baldi Alpin van via i 
Il mio ben l'é anda’ via (col sifolo del 
È Vapore ) 7 
. Il testamento del Capitano 
Inondazione di Padova {L>) 


I tre Alpini e Ja figlia del Re 
11 29 Luglio . 





— lis 




















f 


nol 
È 


]J? Abbruzzu (Gran Sassu) 


La Banda (Soldai, soldai) »” 
La Barbiera e ” 
La Blonde - Dans de Judi 1 » 
La Canzun di alpin ( Valsesia) ” 
La Casa del mio ben. ? " 
La Dosolina E 5 2 È 
La Mariola’ È 5 È Di 
La nella Valle c'è un* Osteria (Vinassa) L 
La Pastora 1 n ” 
La Penna Nera (Sul cappello) ; E 
La smortina 0 3 É 5 
La Sposa morta E E: € 
La strada del bosco 5 i È 
La Vilanela È IMG x ps 
L’é ben ver che mi slontani x 5; 
L° Ellera verde È a x 
Licenza Ù È # 
L’inondazione di Padova & È 
"L Grimpeur . va 
Le lamentazioni della Val di Fiemme he 
Lu piante delle Fojje Di: sa "= 


Maria Necco” 
Mariola? 

























Noi semo alpin £ 
Non ti ricordi (Monte Canino ) 


2 O Angiolina b 
Abe O ce bel chischiel a Udin 

4, © che pena o che dolore 

O che bel nasillu c*hai 

Oi cara mamma (I baldi alpin) 
O come bali bene (Vilanela) 
Ohi della Val Camonica o Brembana 
O Dio del Gielo f 

Olin bevi 

Ora Valmaggina 7 
Osteria ( La nella Valle c'é un) 
Osteria della Rosa Bianca 


Pastora (La) 

Penna Nera 

Ponte di Bassano Sul) È 
Pon'e di Bassano (Bandiera Nera) 
Î Preghiera di pace 3 5 
gi: { Q 


Quel mazzolin di fiori 


Ricordì la sera (Ti) 
Rosa Bianca (Osteria della ) 


i Sai nen perché È 
— Saliamo Alpe p 3 
Sdrindulaile 4 4 . 





bl 





RAT RE 


iaia 















CAI pag 3 T9 
; j avess da maridaime 3 86. 
3. ti ghate verginelle ; 69 
Se te tocco + » + * % o 54 
Si lu mio amore È 5 83 
ortina (La) è rei 
sia soldai (La banda) 3 fe 
i ti fioccano | +», 5 
Sol Eippalio che noi portiamo 6 a 
Sul Ciastel de Mirabel wi pà e 
Sul Monte Bianco e sul Cervino > 33 x 
Sul Ponte di Bassano Bandiera Nera 3 ta 
Sul Ponte di Bassano —. p° z | È 
Stelutis Alpinis Pe 88 / se 5 
Teresina va ti vesti z z 96 
Tesiamento del Capitano (Il) «Dai 2 14 - 
Ti ricordi la sera dei baci ti 74 s 
Tutte le funtanelle .. . v 39. i 
Umbrétta dél Bissun (All) J G 36 ce 


Val Camonica (Oi! de la} A 

Val di Fiemme (Le lamentazioni della ) 

Valmaggina ( Ora) 7 È 3 

Val più un bicier de Dalmato 

Valsesia ara LIT ART N I AAT 

Vinassa, vinassa (La nella 
Steria % 

Ventinove Luglio. 

Vilanela (La) 

iol 








‘ Se questo libretto dei 
CANTI DELLA MONTAGN A 


vi è piaciuto, fatelo vedere ai vostri amici, date 
alomio snditiszo a librai ed a enti sportivi, 
scrivetemi le vostre impressioni, correzioni e sug- 
gerimenti, per altre poesie co musica di tutte 
le regioni d'Italia, abbiamo in animo di pub. 
blicare altro libretto a completamento del primo, 

Il lavoro non è facile, abbiamo il bisoa 
gno dell'agiio di tutti gli Alpinisti ed Alpini 
d'Italia. 


Scriveteci Grazie Editore 


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Epoca: 1890 - 1900 Memorie tristi e liete di 
che — dicono — seppe tornare fanciullo. 4a 
Ottanta racconti, ‘125 illustrazioni - Pagine 328. 


Brossura . L. 500 - Rilegato RA E 600. 





Bilelbro della poesia familiare, 


E' il libro che tornerete a leggere, che regalereti 







grandi ed a piccoli. i 

E il libro che leggerete la sera a letto e che | 
farà sognare la lontana fanciullezza 1 Tola 

ilalibro che vi riporterà alla vostra fanciull. 
aclibedi ale vi divertirà e che 
(il libro che 










& 





PALESTINA 


del Prof. ROBERTO ALMAGIA? 


sl libro della massima attualità 


140 pagine di testo - 270 illastrazioni in rofocaleo 
L. 1900 in brochure, L. 1500 rilegato 


TTT 


I NEMI, IL SUO LAGO, LE' SUE NAVI 
60 illustrazioni a cura di Leo Montecchi 


— L. 100 — 
ll GRAZIE E SPLENDORI] DEI COSTUMI 
ITALIANI 
64 illustrazioni a cura di Gino Massano 
— .L, 100. — 
ml LA. VILLA D'ORAZIO 
a cura di Giuseppe Lugli 
— L. 200 — 


Ezio Camuncoli 
IV LA SERENISSIMA 
REPUBBLICA DI SAN MARINO 
con due tricromie e 6 xilografie di Pasquini 
ea 20012 


Giuseppe Lugli 
Vv I SANTUARI CELEBRI 
DEE“LTE/AZIIOO ANTICO 
con 32 tavole in rotocalco 
L20040 








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KHNINNODOT - ICOSIdI SII 


IJHYT I IZNITUFITIOS, VITA 


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FINITO DI STAMPARE IL GIORNO 4 AGOSTO 1948 
GOI TIPI.DELLA TIP. "LAMPO, - VIA DEL CORALLO 4 - ROMA 
CLICHÈ VOLTERRA - LARGO: DEI LOMBARDI 4 - ROMA 
Î CARTA. SVEDESE 





TIRATE COPIE 250 DEL PRESENTE VOLUME SU CARTA A MANO 
3 MILIANI — FABRIANO — NUMERATE DAL 1 AL 250 E FIRMATE 
Z, pe: DAGLI AUTORI E DALL'EDITORE 














| TRA GLI 809 CANTI PUBBLICATI, VE NE SONO MOLTISSI Xt) 
| TROVATI, SCELTI ED ARMONIZZATI DA NOI E PER I QUALI 
| GI RISERVIAMO OGNI DIRITTO D'AUTORE APPAR VIGENTI — 
PISPOSIZIONI E LEGGI 





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